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Viterbo - Pacifici (Coldiretti): "Si iniziare in ritardo, ma per la raccolta dell'uva sarà una buona annata" - Sette le doc e 3 le igt della provincia - Nella Tuscia anche il più grande museo dedicato al nettare di Bacco

“Vino, le previsioni sono ottimistiche sia per la produzione che per la qualità”

di Daniele Camilli
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Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Uva

Uva

Castiglione in Teverina - Muvis

Castiglione in Teverina – Muvis

Viterbo – “Sarà un buon raccolto, sia in termini di produzione che di qualità. Si inizierà a settembre inoltrato. A meno che non ci siano brutte sorprese all’ultimo momento”. Queste le previsioni del presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici in vista della prossima raccolta dell’uva nella Tuscia. Uva che diventerà vino che finirà poi sulle tavole dei viterbesi. 

“Le previsioni sembrano ottimistiche – spiega Pacifici – anche se ci sono stati problemi sul mese di maggio. In particolar modo le piogge abbondanti che hanno fatto sì che la raccolta ritardi di un paio di settimane al massimo. A livello di produzione e qualità dovrebbe però essere un buon raccolto. Anche se poi la partita vera e propria si gioca gli ultimi venti giorni di maturazione. La coltura della vigna è sempre particolare. Perché se gli ultimi venti giorni si dovesse ripresentare il cattivo tempo allora tutto potrebbe di nuovo essere messo in discussione”.

Ad anticipare la raccolta, le feste del vino che nel mese di agosto caratterizzano un po’ dappertutto l’estate viterbese. In particolare modo a Montefiascone, giunta alla sessantunesima edizione, e a Castiglione in Teverina dove si stanno per raggiungere i quarant’anni dalla prima edizione.

“Comunque sia – commenta Pacifici – la raccolta dell’uva sarà in ritardo rispetto allo scorso anno. Prevediamo che inizi la seconda metà di settembre”. 

Tra il 2017 e il 2018 la superficie agricola destinata alla coltivazione dell’uva si è ridotta del 12%, passando da 2460 ettari di terreno a 2170. Si è verificato però un aumento della produzione del 31% rispetto all’anno precedente.

Le cantine che vinificano in provincia di Viterbo sono 82, “di queste – aggiunge il presidente di Coldiretti – una cinquantina appartengono a microproduttori che mettono sul mercato dalle 5 alle 6 mila bottiglie ogni anno”. Le cantine che superano le 10 mila bottiglie sono invece una trentina, mentre le zone più votate per la produzione di vino nella Tuscia si trovano soprattutto nella zona della Teverina e attorno al lago di Bolsena.

Nel viterbese le doc, ossia le denominazioni di origine controllata, sono sette, le igt, indicazione geografica protetta, tre. Pre quanto riguarda le prime, si va dall’Aleatico di Gradoli all’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone fino ai vini di Tarquinia, Vignanello e Colli Etruschi. Sul territorio della Tuscia ricadono anche le doc Orvieto e Cerveteri. Le igt sono invece Civitella d’Agliano, Colli cimini e Lazio.

Nella Tuscia c’è infine il più grande Museo del vino e delle scienze agroalimentari. Il Muvis, che si trova nel borgo di Castiglione in Teverina e fa parte dell’associazione nazionale città del vino. Con 2 mila metri quadrati di spazi espositivi.

“Il museo – sta scritto sul sito internet del Muvis – è inserito all’interno del vasto e articolato complesso produttivo dei Conti Vaselli ovvero nella grande cantina distribuita su 5 piani, 1° piano, piano terra e 4 piani sotterranei, non più in uso da quasi 20 anni. Il percorso è una discesa nella collina alla scoperta della produzione vinicola ‘di ieri’. Si scende per 27 metri sino a raggiungere la ‘Cattedrale’ in cui è possibile ammirare gigantesche botti del diametro di tre metri. L’allestimento è mirato al pieno coinvolgimento e ‘all’immersione’  del visitatore attraverso foto, video, racconti, strumenti, macchinari e gigantografie nel mondo di vino, dell’agroalimentare, di produzione vinicola e storia locale”.

“Accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino  e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli  – prosegue nella descrizione degli spazi il sito del Muvis – sono stati ‘messi in scena’ con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce”.

Daniele Camilli


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18 agosto, 2019

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