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Montefiascone - E altre cinque persone - L'assessore è indagato per la sua attività di imprenditore edile

Abusi edilizi a Poggio del Crognolo, rinviati a giudizio Cecchetti e Ceccarelli

di Silvana Cortignani
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Massimo Ceccarelli

Massimo Ceccarelli

Enrico Valentini

Enrico Valentini

Montefiascone - Il cantiere sequestrato a Poggio del Crognolo

Montefiascone – Il cantiere sequestrato a Poggio del Crognolo

Montefiascone - Il cantiere sequestrato a Poggio del Crognolo

Montefiascone – Il cantiere sequestrato a Poggio del Crognolo

Montefiascone – Cantiere fuorilegge a Poggio del Crognolo, a giudizio sette indagati tra i quali Angelo Cecchetti e Massimo Ceccarelli. 

Il processo, scaturito da presunti abusi edilizi, si aprirà davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone il prossimo 11 dicembre. Per Cecchetti, difeso dall’avvocato Giovanni Labate, l’accusa più pesante, quella di abuso d’ufficio. Le indagini sono state condotte dai carabinieri forestali.

Sotto sequestro è finito un fabbricato a schiera, costituto da una struttura portante in cemento armato con ultimo piano in fase di completamento. 

Il dirigente dell’ufficio tecnico Cecchetti e l’imprenditore Ceccarelli, che è anche assessore all’urbanistica del comune di Montefiascone, sono stati rinviati a giudizio ieri  con altre cinque persone dal gup Savina Poli. Le difese avevano chiesto il rito abbreviato condizionato a una perizia tecnica, che però è stato rigettato, in quanto c’é già una consulenza presente agli atti.

La richiesta di rinvio a giudizio dei sette indagati è maturata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi  sui lavori a Poggio del Crognolo, per violazioni alla normativa urbanistica, falso ideologico e abuso d’ufficio.

Oltre a Ceccarelli e Cecchetti, sono imputati a vario titolo l’architetto Massimo Ingrosso, Luca Cicoria, Adriano Magnani, Maria Luisa Menchinelli e Patrizia Ranaldi.

Le contestazioni scaturiscono dagli accertamenti effettuati nel maggio 2017 in località Poggio del Crognolo, dove l’immobile al centro dell’inchiesta è stato posto sotto sequestro preventivo. La segnalazione sarebbe partita da un dipendente comunale che, sospettando irregolarità, avrebbe presentato un articolato dossier in prefettura. 

“A Ceccarelli non viene contestato alcun reato contro la pubblica amministrazione – ribadisce il difensore di Ceccarelli, Enrico Valentini – ma solo fatti inerenti alla sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Assolutamente niente che abbia a che fare con la sua attività politica, né tantomeno col suo ruolo di assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica”.


Indagato per abuso d’ufficio il solo dirigente Cecchetti

“Per avere – si legge nelle carte dell’inchiesta – in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Montefiascone, quindi, di pubblico ufficiale, nello svolgimento delle proprie funzioni, indebitamente revocato l’ordinanza di sospensione dei lavori emessa dall’ingegnere Claudio Baldani, responsabile del settore urbanistica, in data 6 – 5 – 2017 ed accolto la Dia prot. n. 10563 del 6-5-2017, procurando cosÌ intenzionalmente l’ingiusto vantaggio patrimoniale a Massimo Ceccarelli, derivante dal mantenimento delle opere eseguite, con incremento del valore economico del proprio lotto di terreno”. 

Menchinelli e Ranaldi sono indagate in quanto titolari del permesso di costruire del 2010 e successive varianti del 2011, rilasciati dal Comune di Montefiascone per la realizzazione di un fabbricato residenziale sull’area di proprietà in località Crognolo – via Cardinal Salotti, “oggetto di voltura da parte del comune di Montefiascone rispettivamente a favore di Ceccarelli e di Cicoria”.


Ceccarelli a processo per la sua attività di imprenditore edile

Ceccarelli è indagato “quale titolare della omonima ditta individuale ‘Ceccarelli Massimo’, in possesso dei permessi di costruire, come da voltura del 30-10-2016, e della Dia del 6-5-2017, presentata, in alternativa al permesso di costruire, in variante al permesso di costruire del 2011, nonché, impresa esecutrice dei lavori”.

Un fabbricato realizzato, secondo l’accusa, “in assenza di permesso di costruire, essendo illegittimo quello del 2010 e le successive varianti, in quanto palesemente in contrasto con l’articolo 5 comma 2 delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale vigente nel comune di Montefiascone per le zone B.3; la Dia del 6-5-2017, inoltre, risulta in contrasto anche con l’articolo 9 della legge Tognoli (trattandosi di nuovo fabbricato) e con la normativa regionale; inoltre, il permesso di costruire del 2010 aveva perso la sua validità per infruttuoso decorso del termine di inizio lavori”.


Fabbricato totalmente difforme rispetto al permesso a costruire

“Il manufatto – ribadisce la procura – allo stato in corso di realizzazione, è totalmente difforme rispetto al permesso di costruire del 2011 e in contrasto con le norme tecniche di attuazione vigenti per il comune di Montefiascone e il piano previsto come interrato è realizzato completamente fuori terra, il muro in cemento armato posto a sostegno del solaio di copertura della rampa di accesso ai garage è posto a confine con altra proprietà e il manufatto è posto a una distanza inferiore di metri 10 dall’edificio antistante”.

Silvana Cortignani


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26 settembre, 2019

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