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Cronaca - Secondo il medico-legale che ha visitato in carcere l'uomo che ha messo le mani al collo della fidanzata e accoltellato le sorelle

Caos in via Lorenzo da Viterbo, il 23enne sta bene e può stare a Mammagialla

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Viterbo - L'intervento della polizia in via Lorenzo da Viterbo

L’intervento della polizia in via Lorenzo da Viterbo all’alba del 4 agosto

Il dottor Alfredo Borghetti

Il consulente del tribunale Alfredo Borghetti

Tribunale - La presidente Maria Rosaria Covelli, il giudice Rita Cialoni e il procuratore capo Paolo Auriemma

Il gip Rita Cialoni (al centro), con la presidente del tribunale Covelli e il procuratore Auriemma

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis, codifensore con la collega Rachele Fabbri

Viterbo – (sil.co.) – I problemi al cuore? Una brutta tonsillite, ma non è cardiopatico. L’aggressività? Nessun problema psichiatrico, ma eccede con gli alcolici.

Sarebbe sano come un pesce e quindi compatibile con il carcere il 23enne dominicano arrestato lo scorso 4 agosto dopo che aveva seminato il panico in via Lorenzo da Viterbo, prendendo per il collo la fidanzata e accoltellando le sorelle. Per ora resta a Mammagialla. 

Lo dice la perizia affidata dal gip Rita Cialoni al dottor Alfredo Borghetti.

Rigettando la richiesta di domiciliari dei difensori Samuele De Santis e Rachele Fabbri, il giudice aveva disposto comunque una perizia medico-legale per verificare se le condizioni di salute di Antonio Yunior Hiraldo Pantaleon fossero compatibili con il carcere e se, nel caso, potesse restare a Mammagialla o dovesse essere trasferito in un penitenziario della capitale meglio dotato dal punto di vista dell’assistenza sanitaria. 

Lui stesso, visitato a Mammagialla, avrebbe riferito di sentirsi bene. Il giovane, un metro e settantacinque per circa 82 chili di peso, pressione arteriosa 70-125, sarebbe apparso in buone condizioni e avrebbe risposto alle domande “con educazione e attenzione”.

Per fermare il 23enne, accusato di maltrattamenti in famiglia, in preda a un incontenibile attacco di violenza, come si ricorderà furono necessarie ben tre pattuglie della volante e tre bombolette di spray al peperoncino.

Era l’alba del 4 agosto e il giovane era ancora in stato di ebbrezza alcolica dalla sera prima. Le vittime, nel frattempo, lo hanno perdonato e sarebbero disposte a riaccoglierlo in casa nonostante il grave episodio di violenza nei loro confronti. 


“Guarito dalla miocardite dovuta alla tonsillite”

“Dalla documentazione medico-sanitaria – scrive il dottor Borghetti – il paziente risulta affetto da ‘pregressa miocardite Nyha 2A in soggetto con riferito stato di abuso di alcol con pregresse anomalie comportamentali”. Una malattia, sottolinea il consulente dalla quale è possibile una guarigione completa “senza reliquati per il cuore”.

“Dalla anamnesi e dalla certificazione medica rilasciata dall’ospedale di Pitigliano in data 31.1.2019 appare chiaro che l’agente infettivo responsabile di questa miocardite sia stato un virus: lo comprova la tonsillite acuta e la febbre che il paziente presentò nell’anno 2016. L’esame obiettivo effettuato al momento della visita medico peritale e quello presente nella cartella dell’infermeria non mostrano alcuna alterazione cardiaca”, conclude Borghetti.

Il 23enne, a settembre 2016, fu ricoverato all’ospedale di Siena per una “miocardite acuta con insufficienza cardiaca e febbre in paziente con tonsillite acuta”. Ma il suo cuore non avrebbe riportato danni permanenti. 


“Aggressività dovuta all’eccessivo uso di sostanze alcoliche”

“Quanto alle problematiche comportamentali dobbiamo rilevare che la consulenza psichiatrica non ha segnalato patologie degne di nota o di approfondimento diagnostico. Gli eventi di aggressività sono dovuti come documentato all’eccessivo uso di sostanze alcoliche. Il periziando aveva anche intrapreso un percorso disintossicante presso il Serd di Orbetello da lui sospeso arbitrariamente nel 2018, ma attualmente non presenta alcun sintomo di astinenza. Il solo ansiolitico somministrato, tra l’altro in dosi molto basse al detenuto  è stato consigliato dal medico specialista psichiatra per consentire una maggiore tranquillità allo stesso, ma non costituisce un farmaco indispensabile”. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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17 settembre, 2019

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