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Roma - Gianluca Iannone, leader del movimento: "Atto vergognoso" - Un portavoce di Facebook: "Le organizzazioni che diffondono odio non trovano posto qui"

Casapound e Forza Nuova oscurati sui social, chiusi decine di pagine e profili

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Una manifestazione di Casapound

Una manifestazione di Casapound

Il Tweet di Simone Di Stefano sulla cancellazione delle pagine social di Casapound

Il Tweet di Simone Di Stefano sulla cancellazione delle pagine social di Casapound

Roma – Casapound e Forza Nuova oscurati sui social, chiusi decine di pagine e profili.

Le pagine social di Casapound e Forza Nuova sono state oscurate sia su Facebook che su Instagram.

“Facebook e Instagram ci cancellano perché oggi eravamo in piazza contro il governo – ha detto all’Adnkronos il leader di Casapound, Gianluca Iannone -. Sono state colpite tutte le realtà che si rifanno a Casapound: il Blocco studentesco, Solid. Addirittura sono stati disabilitati i profili di amministratori della pagina del Primato nazionale, una rivista sovranista libera, non di Cpi”.

Iannone ha poi aggiunto: “Questo atto vergognoso ha un precedente, già in campagna elettorale ci avevano cancellato decine di pagine”. E ancora: “Non staremo con le mani in mano, siamo già pronti a partire con una class action”.

Interviene via Twitter anche Simone Di Stefano, uno dei leader di Casapound. “Facebook ha chiuso la mia pagina, 140mila iscritti. E quella di CasaPound, 250mila. – si legge in suo tweet -. Ha chiuso le pagine dei nostri consiglieri comunali democraticamente eletti. Un abuso, commesso da una multinazionale privata in spregio alla legge italiana. Uno sputo in faccia alla democrazia”.

Con un comunicato stampa è intervenuto anche Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. “Il social di Zuckerberg – si legge nella nota -ha mostrato il suo vero volto: la polizia politica del noto social con un blitz ha cercato di colpire la campagna di Forza Nuova contro il governo di estrema sinistra e Bruxelles. Un modo di agire che ha tutta l’aria di essere un atto di repressione del pensiero: chi non la pensa come loro non può usufruire di una piattaforma che ormai, tra l’altro, è utilizzata da milioni di utenti anche per lavoro. Un comportamento questo ancora più grave. Alla repressione politica di Zuckerberg risponderemo con più piazza e più presenza sul territorio”.

Repubblica riporta il comunicato di un portavoce di Facebook. “Le persone – si legge su Repubblica – e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”. E ancora: “Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”.


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9 settembre, 2019

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