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Canino - Margaret Muratori e Matteo Marchetti, entrambi 30enni, si sono lanciati in un'attività innovativa unica nel territorio

Due cuori e… una piantagione di luppolo

di Francesca Buzzi
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Canino – Lei è Margaret e ha origini siciliane. Lui è Matteo ed è di Canino. Hanno entrambi 30 anni e a unirli non c’è solo l’amore che provano l’uno per l’altra. Margaret e Matteo si sono lanciati in un progetto imprenditoriale innovativo e ambizioso: coltivare luppolo, la preziosa pianta a fiore con la quale si produce la birra.

L’idea ai due è venuta in Inghilterra, dove la coppia ha vissuto e lavorato per cinque anni. “Abbiamo deciso di lanciarci in quest’avventura – racconta Matteo – che per il panorama agricolo locale è nuovissima. Fino a pochi anni fa, infatti, quasi tutto il luppolo usato in Italia era d’importazione. E’ una coltivazione nuova, ancora poco conosciuta”.

La raccolta del luppolo nell'azienda di Matteo Marchetti e Margaret Muratore

Insomma quasi un salto nel buio. Pochissime realtà dalle quali imparare o prendere esempio. Ma Matteo Marchetti e Margaret Muratore non si sono dati per vinti e in due anni sono riusciti a ottenere i primi importanti frutti del loro lavoro.

La piantagione di luppolo che coltivano a Canino è, al momento, di mille esemplari, ma “presto ne aggiungeremo delle altre fino a raddoppiarle e arrivare a duemila” promette fiducioso Matteo.

La raccolta del luppolo nell'azienda di Matteo Marchetti e Margaret Muratore

Essere tra i primi ha i suoi vantaggi, ma porta con sé anche molti punti interrogativi. “Noi facciamo parte di un’associazione di undici produttori di luppolo del centro Italia – sottolinea Matteo -, ma è un settore talmente nuovo che manca ancora una disciplina chiara o delle precise normative sanitarie. Del resto in Italia il luppolo si produce davvero poco. Soltanto l’Emilia Romangna fa eccezione, dove c’è un paesino che ha una lunga tradizione della coltura”.

Per Matteo e Margaret è in corso proprio in queste settimane la raccolta del luppolo. Le piante fioriscono in primavera/estate e tra agosto e settembre i coni di luppolo sono maturi. Poi, per produrre la birra, si può usare direttamente il luppolo fresco oppure quello essiccato.

“Proprio qualche giorno fa – racconta Matteo – abbiamo portato il nostro luppolo fresco a un birrificio per iniziare il procedimento che porterà alla birra in poco più di un mese. La gran parte della nostra produzione invece sarà essiccata, così potremo utilizzarla in qualsiasi momento in futuro”.

Le piante di luppolo

Con il luppolo non si fa solo la birra. Recentemente stanno prendendo piede degli impieghi in campo erboristico e anche nel settore tessile. Solo una nicchia in confronto al più ampio mercato legato alla birra, ma il settore pare essere in forte espansione. “Al momento noi puntiamo principalmente sulla birra – conclude Matteo -, ma ci teniamo aperti ad ogni altra possibilità. Ce la mettiamo tutta e speriamo che quest’idea nata quasi per caso cresca insieme a noi, passo dopo passo”.

Francesca Buzzi

 


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16 settembre, 2019

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