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Viterbo - Comune - Il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Davide Pozzi, nella relazione redatta dopo il sopralluogo alla cattedrale di san Lorenzo - Il tutto mentre l'assessora Alessia Mancini non risponde alle domande per chiarire il suo opaco operato su questioni di sicurezza dei cittadini - FOTO

“Duomo, si evidenziano criticità e i pinnacoli vanno stabilizzati”

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Viterbo - Duomo rischio crolli - Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo – Duomo rischio crolli – Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo - Duomo rischio crolli - Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo – Duomo rischio crolli – Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo - Duomo rischio crolli - Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo – Duomo rischio crolli – Le foto dei vigili del fuoco scattate durante il sopralluogo

Viterbo – “Duomo, si evidenziano criticità”. Lo scrive il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo, Davide Pozzi, nella relazione redatta dopo il sopralluogo del 2 settembre alla cattedrale di san Lorenzo. Il rapporto è stato inviato al comune di Viterbo, al comando di polizia locale, alla prefettura, alla diocesi e al ministero per i beni culturali. E ha ad oggetto la “verifica degli elementi della facciata della cattedrale di san Lorenzo, nel comune di Viterbo, per segnalato dissesto strutturale”. Dieci le pagine della relazione, con all’interno anche le foto scattate durante l’intervento.

I vigili del fuoco, dopo “l’ispezione visiva esterna – come l’ha definita il comandante Pozzi – della facciata principale della cattedrale prospiciente piazza San Lorenzo”, hanno rilevato “criticità” su cinque elementi. I due pinnacoli in pietra (fiaccole), sia quello di sinistra che quello di destra, alla quota della cornice inferiore. Il basamento della croce in ferro, alla sommità del timpano. La voluta sinistra, e la cornice inferiore della facciata.

Per quanto riguarda la fiaccola a destra, Pozzi nella relazione spiega: “Il materiale lapideo è caratterizzato da un avanzato stato di degrado, con particolare riferimento al ‘gambo’ al piede del pinnacolo, a sezione ristretta, dove si evidenziano estesi fenomeni di sfaldamento del materiale lapideo. Nel corpo centrale del pinnacolo si evidenzia, inoltre, un quadro fessurativo con lesioni diffuse ad andamento sub-verticale. Il pinnacolo presenta un vistoso fuori piombo”.

Anche il “materiale lapideo” della fiaccola a sinistra “è degradato, con particolare riferimento – scrive Pozzi – al ‘gambo’ alla sommità del pinnacolo”. Il comandante dei vigili del fuoco prosegue: “Si evidenzia un quadro fessurativo con lesioni ad andamento sub-verticale. Il pinnacolo è privo della fiamma lapidea di sommità e il gambo di sommità è interessato da una frattura e crollo parziale”.

I vigili del fuoco hanno riscontrato “criticità” pure al basamento della croce in ferro alla sommità del timpano. “Il materiale costituente il basamento di ancoraggio della croce in ferro – argomenta Pozzi nel rapporto – si presenta in avanzato stato di degrado e, sul lato posteriore della facciata, si evidenziano zone di disgregazione del blocco murario del basamento”.

Voluta sinistra. “Il paramento in muratura posto a tergo della voluta – evidenzia Pozzi – presenta in sommità (lungo il profilo curvilineo di estradosso della stessa) un elevato stato di degrado dell’intonaco, con alcuni distacchi e conseguente accumulo di frammenti in corrispondenza del ‘ricciolo’ lapideo alla base della voluta e sull’estradosso della cornice”.

Infine, per quanto riguarda la cornice inferiore della facciata, nella relazione Pozzi sottolinea: “La malta applicata all’estradosso per la realizzazione del massetto pendenze, è disgregata e distaccata dal sottofondo lapideo”.

L’intervento del 2 settembre dei vigili del fuoco è durato più di un’ora. Al sopralluogo, oltre al comandante Pozzi, hanno preso parte anche il prefetto Giovanni Bruno e il vicario del vescovo don Luigi Fabbri. Durante l’ispezione i vigili del fuoco hanno “rimosso – spiega Pozzi nel rapporto – i frammenti di intonaco accumulatisi a seguito del distacco e la sistemazione di alcune tegole in posizione precaria, aggettanti verso la facciata”.

Nel rilevare le varie criticità, alcune della quali presenti da almeno tre anni, Pozzi ha sollecitato “chi di dovere” a incaricare un “professionista abilitato” affinché svolga “ulteriori urgenti verifiche tecniche”. Ha inoltre chiesto “l’interdizione dell’area di piazza San Lorenzo sottostante il pinnacolo destro” e “delle aree interne dei locali della cattedrale”. Il tutto “a titolo precauzionale” e “a tutela dell’incolumità delle persone e per la preservazione dei beni”.

“In considerazione delle criticità suddette – argomenta Pozzi -, alcune delle quali già riscontrate in sede di verifica effettuata da questo comando il 29 dicembre 2016, si rende necessario che chi di dovere proceda a ulteriori urgenti verifiche tecniche da parte di professionista abilitato. Tali verifiche, da eseguire con carattere di urgenza, dovranno essere volte all’individuazione dei necessari interventi di eliminazione delle segnalate criticità strutturali negli elementi di facciata, attraverso la realizzazione di interventi di ripristino e di riduzione delle criticità che, nell’immediato, per quanto riguarda i pinnacoli, dovranno consistere nella realizzazione di opere provvisionali di cerchiaggio e stabilizzazione dei pinnacoli stessi”.

Da qui l’interdizione, a titolo precauzionale, dell’area di piazza San Lorenzo sottostante il pinnacolo destro alla quota della cornice inferiore e delle aree interne e dei locali della cattedrale. “Quanto sopra – conclude Pozzi – si comunica per l’adozione dei provvedimenti di competenza a tutela dell’incolumità delle persone e per la preservazione dei beni”.


Allora, i vigili del fuoco nella loro relazione affermano che il duomo presenta criticità proprio nella parti segnalate nella email dell’assessora allo Sviluppo economico Alessia Mancini. Insomma, è chiaro ora perché sono state messe le transenne a piazza San Lorenzo. Perché dei pericoli ci sono. Punto. E allora non possiamo non riformulare una serie di domande a cui l’assessora Mancini, che dovrebbe avere un minimo di rispetto per ciò che concerne la sicurezza dei cittadini, deve rispondere per spiegare ai cittadini perché, pur essendo consapevole dei pericoli, non ha fatto lei intervenire i vigili del fuoco e non ha avvertito le autorità competenti.

Ma si sa l’assessora è l’assessora e non si degna di dare risposte ai cittadini. Ma non desistiamo e ripetiamo alcune domande a cui l’assessora non si degna di rispondere. E ne aggiungiamo altre. Perché quello che è accaduto è molto grave. In ballo c’è la sicurezza dei cittadini.

Aspettiamo una risposta formale e non chiacchiere da bar.

Riformuliamo le domande.

Quando le è arrivata la lettera del comandante dei vigili del fuoco che segnala l’instabilità delle fiaccole in peperino?

Quando sono stati fatti i controlli delle fiaccole di cui parla nella sua email? Da quale ditta e su mandato di chi? E a che titolo ha operato la ditta?

Quando le fiaccole sono “state messe in sicurezza da una nota ditta di Viterbo”?

Perché non ha fatto intervenire i vigili del fuoco o tecnici specializzati?

Perché sulla situazione di cui era a conoscenza non ha informato il sindaco, il prefetto o i vigili del fuoco ed ha invece investito della cosa una ditta privata di cui non fa il nome?

Per esser chiari: il comune non è casa sua, per fare verifiche, per dar mandato a una ditta, servono atti. Ci mostra questi atti? Faccia chiarezza sul suo operato. 

Ci può inviare la relazione di chi ha fatto i controlli e di chi ha fatto i lavori, di cui lei scrive, con date e dettagli?

Ci può spiegare perché, per quanto riguarda la licenza per lo spettacolo One man one vision for charity tenutosi il 26 agosto, la commissione comunale di vigilanza da lei presieduta non ha dato parere, perché, a quanto ci risulta, non si è riunita prima della manifestazione? Questo mentre ha dato parere la commissione provinciale. Una cosa quanto meno anomala.

Ultima questione: cosa si sa delle crepe di cui parla l’eminente suo collega Marco De Carolis? Esistono? Ha fatto fare le verifiche del caso? Quando? Da quale ditta?

Una serie di domande queste che ripeteremo fino a che l’assessora non si degnerà di rispondere ai cittadini formalmente. E magari man mano integreremo con altri dubbi sull’operato non chiaro dell’assessora. Perché la sicurezza dei cittadini è una cosa seria.

Carlo Galeotti


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8 settembre, 2019

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