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L'irriverente

E… il povero popolo villano?

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – “Non è ammissibile che piccole cerchie di dirigenti di partito ritengano di dovere e potere sostituirsi alla volontà e alla capacità di novecento eletti”. E’ quanto è risuccesso con il governo Conte 2, ma succedeva anche 1966, quando cinquantatre anni fa uno di quei dirigenti, Giulio Andreotti, lo scriveva su Concretezza e, allora, i parlamentari erano forti del consenso vis a vis avuto con le preferenze.

Figuriamoci ora che vengono indicati dai capi partito (cosicché, per esempio, un ex capo, Renzi, si è fatto così un proprio partito parlamentare cui, si sa e i sondaggi lo confermano, non corrisponde pari consenso degli elettori).

E’ il parlamentarismo, bellezza, e ad evitare che quel po’ di maggioritario rimasto gli impedisca di far troppo come gli pare, quei dirigenti ci riporteranno al cosiddetto proporzionale puro, ma, vedrete, con strozzatura in culla del sistema delle preferenze. Tanto più che i parlamentari da eleggere saranno 345 in meno ed ognuno di essi, quindi, rappresenterà così tanta gente per lo più in territori tanto vasti che, pur volendo, non avrà tempo e voglia di conoscerli.

E… il povero popolo villano?, diceva un detto viterbese al tempo del Conte Fani. Il seguito è noto, iniziava con la previsione di fulmini diretti in un certo posto e, oggi, o almeno fino all’altro giorno, arriverebbe dalle parti del vaffa di Grillo.
Insomma, serve ancora votare?

Sia chiaro, però, che quel popolo potrebbe saper esser come fu il senato della Roma antica, mala bestia, che nel caso migliore potrebbe alzare la testa e imporre un nuovo ordine.

Oppure, constatato che ai capi poco frega dell’etica, cioè della coerenza con quanto promesso, dell’onore e della dignità della parola data (anche nei consigli comunali, Viterbo compreso, dove come nulla fosse si passa da un partito all’altro) ecco, visto che poi le leggi le fanno questi campioni di incoerenza, rispettarle sarà sempre considerato un dovere etico prima che civico?

Il dubbio viene, se i parlamentari, i consiglieri comunali e regionali non risolveranno questi aspetti pregiudiziali. Cioè democrazia per loro e per noi. Altrimenti sarà triste e grave.

 

Renzo Trappolini


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17 settembre, 2019

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