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Viterbo - Parlano i commercianti di via Cairoli dove il 17 settembre scorso una donna è rimasta ferita dopo l'ennesima lite - Mercoledì molte attività hanno spento le luci delle insegne per protesta

“E’ inutile spendere i soldi per la strada quando intorno tutto muore…”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “E’ una questione di civiltà. La via è stata abbandonata. Ed è del tutto inutile spendere i soldi per rifare una strada quando intorno tutto muore”. A raccontare quel che succede lungo via Cairoli a Viterbo sono Daniela e Olga, due lavoratrici, dipendenti di una pizzeria. Una delle tante attività commerciali di una delle più importanti vie del centro storico, tra il parcheggio del Sacrario e piazza del teatro, che il 18 settembre hanno deciso di spegnere le insegne dei negozi. Molti i negozi che hanno aderito. Per protesta. Dopo l’ennesima lite. Il 17 settembre, quando una donna è rimasta ferita, soccorsa subito dopo dai sanitari del 118.

Nel frattempo, il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Andrea Micci, ha addirittura proposto un presidio dell’Esercito al Sacrario.


Viterbo - Olga e Daniela

Viterbo – Olga e Daniela


“Spegniamo le nostre luci – sta scritto su un volantino diffuso dai commercianti della via – per denunciare il degrado e l’abbandono del nostro quartiere”. La zona è quella di San Faustino, quartiere popolare e multietnico dove la componente migrante è aumentata di anno in anno, a seguito del progressivo spopolamento del centro storico. Si trova a nord della città, a ridosso di via Ascenzi, che porta a piazza del comune, e di un altro quartiere storico e popolare. Il Pilastro.


Viterbo - Via Cairoli

Viterbo – Via Cairoli


“Tanti casini, pochi controlli, poca illuminazione – spiegano Olga e Daniela – Una via abbandonata. Una persona non può avere paura di uscire di casa e fare una passeggiata. Senza sapere cosa ti devi aspettare. La gente prima usciva, famiglie e universitari soprattutto. Il Corso, ad esempio, era sempre pieno di persone. Adesso che molti negozi sono stati chiusi in centro le persone non escono più e di sera non c’è più nessuno. Spesso si trovano però persone ubriache. Una volta avevamo chiuso il negozio e ci siamo trovati uno dentro. Al Sacrario c’è sempre un giro impressionante. Una sera chiudo la pizzeria e mi trovo uno ubriaco che mi dice: ‘Te posso fa una domanda?’. Ripetendomi poi all’infinito se poteva farmi una domanda. Prima l’ho ascoltato, poi quando ho capito che non stava bene me ne sono andata a prendere la macchina, lasciandolo indietro. Almeno credevo. Infatti, appena ho aperto lo sportello me lo sono di fronte. Ora, quello era un bonaccione, ma se fosse stato un altro magari m’avrebbe dato una botta in testa e mi ritrovavano la mattina alle 7 quando c’era il mercato. San Faustino è poco illuminato. Prima si usciva tranquilli, fino a 10 anni fa, adesso no. E’ inutile che si spendono i soldi per fare la strada nuova per poi far morire tutto attorno”.


Viterbo - Manuela Marinetti

Viterbo – Manuela Marinetti


“Per me l’iniziativa delle luce spente – commenta Manuela Marinetti di un’altra attività commerciale lungo la via – sono una cosa buona, un’iniziativa giusta. La via è stata completamente abbandonata. Chiediamo che ci siano più forze dell’ordine, che siano più presenti. Perché le risse, qui, non mancano mai”.


Viterbo - Saul Pallotta

Viterbo – Saul Pallotta


Ben più duro il punto di vista di San Pallotta, titolare di una storica tabaccheria all’inizio di via Cairoli. “Siamo in pieno abbandono e nessuno ci tutela – sottolinea -. Stiamo in mano a un gruppo di stranieri che fanno quello che vogliono. Si mettono in strada. Alla mattina troviamo sempre una marea di bottiglie vuote. Molti vivono in appartamenti pieni di gente. Qui ce ne è uno dove stanno in 15. Regolari, irregolari? Nessuno ne sa niente. Tutto concentrato in questo quartiere”.


Viterbo - Via Cairoli

Viterbo – Via Cairoli


Intanto, qualcuno pare si stia attrezzando per il peggio, portando con se’, d’inverno “un coltello – spiega chiedendo l’anonimato – sotto la manica della camicia”. Il motivo? “Meglio il suono delle sbarre che quello della campana. Perché quando la campana suona… vuol dire che sei morto”.

Daniele Camilli 


 

Media: Fotocronaca: Lite in via Cairoli, i negozianti spengono le insegne per protesta

Articoli: “Una pattuglia dell’Esercito al Sacrario” – Lite in via Cairoli e degrado nel centro storico, insegne spente per protesta – Isabella Lotti (FI): “Presenterò un emendamento per destinare fondi per la sicurezza urbana” – FdI: “Una task force per ripristinare sicurezza e legalità” – FdI: “I problemi principali sono gli affitti irregolari e il tasso di prostituzione” – Lite in via Cairoli, ferita una donna


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20 settembre, 2019

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