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Viterbo - Ventitreesimo raduno nazionale della storica automobile della Fiat che ha accompagnato la vita di milioni di italiani - Oltre 160 i partecipanti - In campo anche l'Admo - FOTO E VIDEO

Le 500 invadono Valle Faul per promuovere la città e la donazione del midollo osseo

di Daniele Camilli

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Viterbo – Far conoscere la città agli altri e far sapere alla città che la donazione del midollo osseo salva la vita di un essere umano. Ventitreesimo raduno nazionale delle Fiat Cinquecento. A Viterbo, Valle Faul. Organizzato dal 500 Tuscia club della presidente Mara Piergentili col patrocinio del comune. Questa mattina, in campo, anche l’Admo, associazione donatori midollo osseo.

“E’ un raduno – spiega Piergentili -. Un incontro nazionale di amanti della 500”. L’icona delle utilitarie prodotta dalla Fiat della famiglia Agnelli tra gli anni ’30 e gli anni ’60 del secolo scorso. L’ultima è stata la Fiat 500 lucertola del 1969. Produzione ripresa, dopo un tentativo andato a vuoto nel 1991, a partire dal 2007. Dalla Abarth alla 500X.


Viterbo - Il raduno delle 500 a Valle Faul

Viterbo – Il raduno delle 500 a Valle Faul


Centosessanta le 500, e derivate, che questa mattina hanno preso parte al raduno. Facendosi anche largo tra diverse macchine, più contemporanee, che avevano ignorato tutti i divieti di sosta. Boselli se le è portate via sei o sette almeno.


Viterbo - Mara Piergentili

Viterbo – Mara Piergentili


Simbolo del boom economico e di una mobilità urbana e territoriale che per la prima volta nella storia coinvolgeva grandi masse, la 500 è uscita di scena con la fine del sogno, derivato di quello americano, di una società opulenta. Gli anni ’70 e ’80 faranno a meno della Cinquecento, considerata anzi un oggetto del passato. Nonostante avesse cambiato profondamente costumi e modi di vita delle persone. Prima dell’arrivo della 500 la possibilità per un contadino delle campagne viterbesi di frequentare il capoluogo, spostarsi nella Tuscia e magari pure sconfinare erano praticamente pari allo zero. Chi nasceva a Ponte di Cetti o al Quartuccio passava di solito tutta la sua vita a Ponte di Cetti oppure al Quartuccio. La 500 ha poi contribuito a mettere in moto rapporti di scambio e interazione interni a quella generazione di giovani che di lì a poco avrebbero fatto il ’68. Una macchina che, a un certo punto della storia del paese, ha dato dell’Italia un’immagine di benessere diffuso capace di coinvolgere anche le masse contadine, da secoli oppresse, sfruttate e bastonate. Era inoltre la prima macchina prodotta da un operaio che un operaio poteva permettersi. Certo, con un bel po’ di rate. Insomma, il simbolo di un paese che al passaggio della 500 sembrava compiuto e che invece era soltanto mancato.


Viterbo - Il raduno delle 500 a Valle Faul

Viterbo – Il raduno delle 500 a Valle Faul


“Il nostro raduno – prosegue Piergentili – è infine modo per valorizzare la città e, grazie alla presenza di Admo, sensibilizzare le persone sulla donazione del midollo osseo. Proprio per l’occasione, quest’anno abbiamo coinvolto tutti gli iscritti con due visite guidate. Una al palazzo papale e al duomo. Un’altra alla basilica di Santa Rosa”.


Viterbo - Il raduno delle 500 a Valle Faul

Viterbo – Il raduno delle 500 a Valle Faul


A Valle Faul, in fondo, verso la porta, ci sono i gazebo dell’organizzazione. Due in tutto. Uno prende le iscrizioni, l’altro da disposizioni. Mara Piergentili è di Viterbo, conosce tutti e molti vanno lì a salutarla. Lei chiama a raccolta le persone per il giro turistico in città.


Viterbo - Il raduno delle 500 a Valle Faul

Viterbo – Il raduno delle 500 a Valle Faul


Cinquecento di tutti i colori. Gialle, verdi e rosse. Quelle poi modificate. La 500, simile a una vespetta smarmittata, che quando passava per il paese tremavano i muri. “Macchine – commenta la presidente del Tuscia club – che ci hanno accompagnato per tutta una vita. Io sono nata in 500. Ce l’aveva anche mio padre. Una passione che riguarda pure mio marito”.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: Il raduno delle 500 – Video: Le 500 a Valle Faul


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15 settembre, 2019

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