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Viterbo - I dati dell'ultimo rapporto del sindacato Uil - Il segretario regionale Turchetti: "Rischia di diventare l'anticamera del licenziamento per mancanza di prospettive politiche di investimento"

Nella Tuscia la cassa integrazione è cresciuta del 38% in un solo anno

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti

Un cantiere

Un cantiere

Viterbo - Ivana Veronese della Uil

Viterbo – Ivana Veronese della Uil

Un operaio

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Viterbo – Più 38%. E’ quanto sono aumentate le ore di cassa integrazione autorizzate in provincia di Viterbo nel periodo compreso tra i mesi di giugno-luglio 2018 e gli stessi due mesi del 2019. La notizia è contenuta all’interno di un rapporto dell’ufficio studi della Uil. “Una crescita esponenziale – ha detto il segretario regionale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti – dovuta soprattutto alla chiusura o alla crisi economica di diverse aziende della Tuscia. Cassa integrazione che probabilmente non sarà altro che l’anticamera del licenziamento in un territorio dove la mancanza di lavoro è diventata un vero e proprio dato strutturale che sembra proprio essere senza via d’uscita. E questo, per mancanza di prospettive di crescita e investimento, soprattutto da parte della politica”.

Nei mesi di giugno-luglio 2018 le ore di cassa integrazione autorizzate erano 342 mila. Un anno dopo sono state 474 mila. Più di tutte è aumentata la cassa integrazione straordinaria, oltre il 50 per cento in un anno. Una crescita che è ancora più marcata se si fa il confronto tra i mesi di giugno e luglio di quest’anno. Tra un mese e l’altro è infatti cresciuta del 113%. In testa sempre la cassa straordinaria che da 0 ore all’inizio dell’estate è arrivata a 32 mila ore nel mese di luglio.

Nel mese di luglio 2019 le ore di cassa integrazione in tutta Italia sono state 19,1 milioni, in aumento del 33,5% rispetto allo stesso mese del 2018, ma in flessione del 30,9% rispetto al mese di giugno.

In 7 mesi sono state complessivamente autorizzate 163 milioni di ore di cassa integrazione, che mostrano un incremento del 18,1% rispetto allo stesso periodo del 2018 derivante dall’aumento delle richieste di cassa integrazione straordinaria (+42,7%).

“E’ il mezzogiorno – spiega Turchetti – con le sue 52,7 milioni di ore richieste, l’area del paese con il maggior incremento di cassa integrazione (+59%), a fronte dell’aumento del 22,6% del centro e del lieve decremento di ore registrato nel nord (-2,8%)”.

Dodici le Regioni dove cresce il ricorso all’ammortizzatore sociale con la Basilicata che domina la classifica (+290,3%), a fronte di una vistosa flessione da parte della Valle d’Aosta (-74,7%). Quarantacinque invece le province interessate da un aumento di richieste di cassa integrazione, dove alle prime 5 posizioni troviamo Oristano che registra l’incremento più alto (+508,9%), seguita da Livorno (+502,6%), da Potenza (+462,0%), Campobasso (+309,2%) e Taranto (+168,1%).

“La cassa integrazione continua comunque a mostrarsi come un fondamentale strumento di conservazione dei posti di lavoro – commenta Turchetti -. In questi primi sette mesi dell’anno, infatti, l’ammortizzatore sociale ne ha salvaguardati 137 mila ed in sua assenza lo status occupazionale delle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori, sarebbe mutato in quello di disoccupati. Aspetto, quest’ultimo da non trascurabile in una fase in cui i dati registrano un aumento dell’1,1% delle persone in cerca di lavoro e le domande di Naspi, nel I semestre di quest’anno, segnalano un incremento del 3,2% rispetto allo scorso anno”.

“Il sistema produttivo e occupazionale – sottolinea la segretaria confederale Uil, Ivana Veronese – ha bisogno di un insieme di politiche che siano lungimiranti e strutturali nel tempo, dove il lavoro con la L maiuscola torni ad essere il motore trainante del paese, ponendo particolare attenzione al mezzogiorno che i dati sulla cassa integrazione fotografano come sofferente. Spendere bene e concretamente i fondi europei e il Fondo di sviluppo e coesione, per realizzare infrastrutture materiali e immateriali, per rafforzare la pubblica amministrazione nella capacità di gestione delle risorse e porre il tema del mezzogiorno come punto focale delle attività del governo, è una delle richieste presenti nella piattaforma unitaria. Occorrerà – conclude Veronese – come richiesto dal sindacato a più riprese, migliorare in alcuni aspetti questo ammortizzatore sociale, rendendolo maggiormente efficace”.

Daniele Camilli


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11 settembre, 2019

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