- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - http://www.tusciaweb.eu -

“Il loro passo è il nostro passo, il loro sentimento è il nostro sentimento”

Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]

La banda di Vejano al trasporto [3]

La banda di Vejano al trasporto

Banda di Vejano - La presidente Emanuela Rinelli [4]

Banda di Vejano – La presidente Emanuela Rinelli

Il maestro Antonio Moretti con Lorenzo Celestini [5]

Il maestro Antonio Moretti con Lorenzo Celestini

La banda di Vejano al trasporto [6]

La banda di Vejano al trasporto

Vejano – Tutto pronto per il trasporto. Manca solo la banda di Vejano, attesa a Viterbo come sempre nel primo pomeriggio di oggi. Centoventi elementi che attraverseranno la città al fianco dei facchini sulle note di “Quella sera del tre”, testo e musica di Lorenzo Celestini, storico capofacchino della Macchina.

Lungo il percorso, dalla mossa di San Sisto fino a piazza del Teatro, la Macchina di Santa Rosa sarà preceduta come ogni anno, ormai una tradizione nella tradizione, dalla banda di Vejano. Banda che già nel primo pomeriggio accompagnerà i facchini nel giro delle sette chiese, uno dei momenti più sentiti e suggestivi del 3 settembre.

Per la banda di Vejano oggi è un anniversario importante: il 25esimo trasporto, da un quarto di secolo davanti alla Macchina. 

Colonna sonora della festa è il brano “Quella sera del tre”, una marcetta accattivante entrata nel cuore dei viterbesi, eseguita dal celebre complesso di strumenti a fiato e percussioni, che può contare su una moltitudine di clarinetti, flauti, sassofoni, trombe, tromboni, tamburi, con oboe, flicorno e ottavino. 

La banda musicale di Vejano – nata nel 1906 e ristrutturata nel 1977 col nome “Associazione Filarmonica Vejanese”- dal 1993 è diretta dal maestro Antonio Moretti e presieduta da Emanuela Rinelli.

Presidente Rinelli, da quanti anni la banda di Vejano accompagna i facchini il giorno del trasporto?
“Siamo giunti al 25esimo trasporto da quando, nel 1994, abbiamo vinto un concorso tra bande. Ma ogni anno è come se fosse la prima volta. L’attesa è grande, tanto che per noi è diventata un’abitudine prendere le ferie ‘dopo Santa Rosa’. E’ tale il legame che in pratica Vejano ha due patroni, sant’Orsio e santa Rosa”.

Come funziona la giornata del tre settembre?
“Arriviamo a Viterbo alle due del pomeriggio, per accompagnare i facchini nel giro delle sette chiese, dopo di che seguiamo i facchini anche durante il ritiro del boschetto, ai Cappuccini. Lì facciamo una cena piuttosto frugale, cercando di non pesare sui facchini. Ringraziamo il costruttore Vincenzo Fiorillo che spesso ci offre la pizza. Poi ci cambiamo, attenti che la divisa sia in perfetto ordine, e assieme ai facchini si riparte per andare a prendere la macchina a San Sisto”.

Che legame avete coi facchini?
“Il loro passo è il nostro passo, il loro sentimento è il nostro sentimento. E’ emozionante, quando ci fermiamo ad aspettarli, vedere la macchina che incede sulle loro spalle, leggere nei loro volti lo sforzo fisico e la devozione. Per noi, invece, la cosa più dura è l’attesa tra una fermata e l’altra, in piedi, fermi e ordinati, anche se magari il mal di schiena si fa sentire”.

Una volta giunti a piazza del Teatro, lasciate andare la macchina “da sola” fino alla basilica…
“Il motivo è tecnico, siamo 120 elementi, in cima non ci sarebbe posto per tutti. Per cui, una volta usciti dal corso, ci portiamo verso lo spazio adiacente la farmacia, da dove guardiamo, anche noi da spettatori, l’ultimo ‘sollevate e fermi’ e la macchina che si avvia in tutto il suo splendore sulla salita”.

Silvana Cortignani


“Quella sera del tre”

“Sotto col ciuffo e fermi! Fermi! Sollevate e fermi!”

La fede della Santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà

Tutti quanti stasera vedrete una festa di grande importanza, ogni anno una sera a settembre una rosa si porta a girar nella notte, nel cielo s’innalza e la gente la guarda stupita. Sembra proprio volare sui tetti lassù tra le stelle e gli angeli blu.

Cento uomini le fanno la corte è la più bella di tutta la festa. Trenta metri d’altezza e lei in testa accarezza con le ali la città. Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.

La fede della santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà. Dopo giri e fermate di corsa lei raggiunge la sua santa casa. Proprio lì sui gradini si posa e saluta la folla da lassù.

Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.

testo e musica di Lorenzo Celestini


Condividi la notizia:
  • [1]
  • [2]
  • Tweet [7]
  • [1]
  • [2]