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Viterbo - Nocciole - Famiano Crucianelli annuncia una prossima riunione del biodistretto e un grande convegno sulla salute delle acque e sul lago di Vico

“Contro i pesticidi puntiamo alla maxi ordinanza territoriale”

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Viterbo - Famiano Crucianelli

Viterbo – Famiano Crucianelli

Viterbo – (s.m.) – “Né discarica chimica, né miniera a cielo aperto di nocciole”. Famiano Crucianelli, presidente del biodistretto della via Amerina e delle forre, ha ben presente cosa la Tuscia non deve diventare. Tra settembre e ottobre i tredici comuni viterbesi a vocazione biologica (del biodistretto fanno parte: Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi, Orte, Vasanello, Calcata, Vignanello, Vallerano e Canepina) si riuniranno a Fabrica di Roma per rilanciare le iniziative a difesa del territorio, contro l’abuso di fitofarmaci e per una coltivazione della nocciola rispettosa di ambiente e normative. 

“La data precisa non l’abbiamo ancora fissata – spiega Crucianelli -. La riunione coinciderà con il direttivo del biodistretto e servirà a fare un bilancio dell’attività di quest’anno e impostare la strategia per il prossimo. Vedendo soprattutto di trovare una sintesi”.

In termini di omogeneità delle ordinanze comunali contro i fitofarmaci?
“Sì. Fabrica ma anche altri comuni, come Nepi o Gallese, hanno emesso più o meno le stesse ordinanze per sanzionare l’uso scriteriato dei fitofarmaci. Puntiamo a un’ordinanza territoriale. Che poi non sarebbe altro che uno strumento, a livello locale, per far rispettare la severa normativa nazionale. Chiediamo anche un divieto dell’uso del diserbante glifosate, sul quale invece la normativa è da interpretare e la discussione è aperta, ma i danni che produce nel mondo sono sotto il sole”. 

Quali sono le alternative ai fitofarmaci? 
“A Fabrica parleremo anche di questo: delle alternative per la coltivazione e delle alternative economiche. Ci vedono come i ‘luddisti della nocciola’ solo perché chiediamo di sviluppare, accanto a questo business che è importante e va potenziato, anche altri settori economici, come il turismo rurale ed ecologico che, per noi, va di pari passo con l’agricoltura pulita. In primavera, a Calcata, abbiamo presentato una guida del biodistretto per evidenziare le nostre virtù. Che sono molte, ma non puoi vendere bene questo territorio se lo riduci a discarica chimica. 
Quanto alle alternative ai fitofarmaci non è vero che non ci sono, come qualche agricoltore ha sostenuto al tavolo in prefettura a luglio: l’alternativa è il biologico, abbiamo produttori locali già su questa strada. Per molti è come tornare all’anno zero, ma non è così. Il problema, in effetti, è culturale: a Ferrero contestiamo di non favorire questa modalità e di non formare su questo i contadini. Il tavolo in prefettura ha posto finalmente il problema dei negazionisti che dicono che i fitofarmaci vengono usati secondo le regole: non è vero. Le regole vanno fatte rispettare, il che è ancor più difficile nei piccoli comuni. Perciò bisogna discutere sugli strumenti di controllo e di formazione/informazione dei contadini”. 

Cos’altro metterete a fuoco, nell’incontro a Fabrica?
“La questione della trasformazione delle nocciole. Non possiamo essere considerati una miniera a cielo aperto di nocciole, dove chi vuole arriva, prende i prodotti e se ne va. Noi chiediamo che la trasformazione del prodotto avvenga in loco, come fanno già diversi produttori viterbesi”.  

L’altro capitolo legato al tema nocciole è l’acqua.  
“Le nocciole ne richiedono moltissima e l’uso dell’acqua è una grande questione del futuro. Da un lato c’è il problema di quanta ne abbiamo e di come la usiamo. Dall’altro il problema qualità: secondo l’Ispra, a livello nazionale, il 63% delle falde acquifere superficiali è contaminato da pesticidi – e tra questi quello principe è il glifosate -, così come il 33% delle acque profonde. Sul contesto locale non si riescono ad avere i dati: non sappiamo qual è lo stato qualitativo delle nostre acque. Manca un’analisi sistematica tanto delle acque quanto del terreno: ho trovato tracce di glifosate perfino nel mio, a Gallese, e io non ne uso, figuriamoci quanto può essercene nei terreni di chi lo utilizza. Abbiamo solo un messaggio che ci è stato consegnato a Viterbo, credo dall’Ispra, che dice che il 90% delle acque superficiali contiene pesticidi. Sarebbe ancor più drammatico del dato nazionale e ne confermerebbe l’uso dissennato”.

Che farete su questo fronte?
“A breve, entro fine anno, organizzeremo un grosso convegno sull’acqua. Parleremo anche del lago di Vico, ma non lo faremo ideologicamente: lasceremo parlare gli scienziati. Non è una questione di propaganda, né in un senso, né nell’altro. Sarà un’analisi scientifica”. 


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1 settembre, 2019

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