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Tribunale - L'imputato è stato riconosciuto colpevole di estorsione - Con tre presunte complici, è stato assolto dall'accusa di associazione per delinquere

Raffica di truffe auto, 43enne condannato a sei anni di reclusione

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – “Pezzo di merda, ti vengo a prendere e ti do un sacco di legnate, ti levo dal mondo”, sarebbero state le minacce al titolare di una finanziaria che pretendeva la restituzione di una vettura. Coinvolte anche due agenzie di pratiche auto. 

Per questo un 43enne originario di Tarquinia, Corrado Propeti, è stato condannato a sei anni per tentata estorsione e estorsione, ma ha rischiato molto di più. Assieme ai presunti complici, era infatti accusato anche di associazione per delinquere finalizzata alle truffe e all’appropriazione indebita, reato da cui è stato assolto, mentre è venuto meno il falso nel frattempo depenalizzato e sono caduti in prescrizioni altri reati satellite. 

Ventitré le parti offese. Secondo l’accusa, Propeti avrebbe fatto parte di un vero e proprio sodalizio criminale, composto da sei persone, tre uomini e tre donne, che nell’autunno di nove anni fa si sarebbe appropriato indebitamente di vetture ai danni di privati, per rivenderle a terzi o destinarle al commercio esterno, oppure delle somme di denaro erogate da società finanziarie per finanziamenti collegati a false vendite di auto ovvero delle somme di denaro ricevute da privati interessati all’acquisto di auto e vittime di truffa. 

E’ finito con una condanna e tre assoluzioni il processo iniziato nel 2012. Propeti, ai tempi residente a Capranica, a causa del suo curriculum ricco di precedenti, non potrà usufruire della sospensione della pena che gli è stata inflitta ieri in primo grado dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. Il pm Michele Adragna aveva chiesto cinque anni e sei mesi.

“Pezzo di merda, ti vengo a prendere e ti do un sacco di legnate, ti levo dal mondo”, sarebbero state le minacce telefoniche rivolte da Propeti al titolare di una finanziaria che pretendeva la restituzione di una vettura. Per risultare più convincente, l’imputato sarebbe anche piombato presso l’agenzia della vittima, cercando di buttare giù a calci e pugni la porta chiusa a chiave.

I fatti risalgono al 2010. Sei i componenti della banda per i quali la procura, al termine delle indagini ha chiesto il processo. Presunte complici di Propeti anche tre donne: una 48enne e una 37enne, ai tempi dipendenti di un’agenzia di pratiche auto di Fabrica di Roma; e una 67enne titolare di un’agenzia di pratiche auto a Roma. Tutte prosciolte ieri. Altri due imputati, entrambi uomini, sono stati invece giudicati separatamente. 


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11 settembre, 2019

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