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Viterbo - Un primo gruppo di bambini sta crescendo nelle vie di un rione che fino a pochi anni fa non esisteva

Riello, la nascita di un quartiere

di Daniele Camilli

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Viterbo – Gabriele impenna con la bicicletta sui marciapiedi a cavallo tra via Bachelet e via Onio della Porta. A Viterbo, Riello. Un quartiere che fino a pochissimi anni fa a momenti neanche esisteva. Gabriele e i suoi amichetti sono probabilmente il primo nucleo di bambini al Riello. La prima generazione che sta crescendo da queste parti. Tra il comando provinciale dei carabinieri, il tribunale e l’università degli studi della Tuscia.


Riello

Viterbo – Riello


Tre colossi, carabinieri, tribunali e università, già presenti in una zona pensata inizialmente solo per uffici e amministrazione della giustizia e della cultura che sta mano mano diventando anche residenziale. Con famiglie e figli al seguito. Soprattutto nella parte nuova. Venuta su negli ultimi tre anni e ancora da completare. Nuclei familiari che si stanno intrecciando con un tessuto economico vivace e variegato. 


Viterbo - Gabriele Creta

Viterbo – Gabriele Creta


Gabriele Creta è fratello di Arianna Petroni, una ragazza di 24 anni che gestisce Tusciò, un locale dove vanno studenti, lavoratori e giornalisti. Accanto a lei Stefano Cuccodoro. Sempre da quelle parti si può mangiare del pesce, si può mangiare giapponese, comprare capi d’abbigliamento e trovare tutta una serie di servizi ad alta tecnologia. Poco più avanti, neanche si notano, un grosso albergo e il centro commerciale con il capolinea degli autobus Cotral diretti a Roma e ovunque in tutta quanta la provincia.


Viterbo - Unitus - Facoltà di agraria

Viterbo – Unitus – Facoltà di agraria


I portici a destra del tribunale sono anch’essi un nucleo commerciale solido e ben strutturato che, in sinergia con le attività aperte tra via Bachelet, via Galvani e largo Della Porta, stanno pian piano formando una sorta di centro commerciale naturale con un’offerta che ha scelto di lavorare sulla qualità anziché la quantità. 


Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale


Al Riello c’è pure la sala scommesse e la zona è ben collegata con la Teverina, Tuscania, Civitavecchia e il litorale maremmano. Con il quartiere Pilastro, dove ci sono i due istituti superiori del Leonardo Da Vinci e dell’Orioli, a fare da punto di congiunzione con tutto il resto della città.

Certo, sullo sfondo, a ridosso della Tuscanese, c’è sempre l’enorme struttura incompiuta del Colosseo che incombe come un monito.


Viterbo - Simona Pollettin

Viterbo – Simona Polletin


La mamma di Gabriele si chiama Simona Polletin e porta spesso il figlio a giocare da queste parti. Dà il permesso a ritrarre e parlare con il figlio senza alcun problema. “E’ qui – dice – che Gabriele ha i suoi amici. Fino a tre anni fa da queste parti c’era poco e niente. Adesso ci abitano diverse famiglie. Ma mancano gli spazi verdi per i bambini, un parco ad esempio, e qualcosa che animi il quartiere perché quando gli uffici d’estate chiudono le attività commerciali entrano in difficoltà perché non ci sono più clienti”.


Viterbo - Stefano Cuccodoro

Viterbo – Stefano Cuccodoro


Al Riello manca pure uno sportello bancomat. L’unico disponibile sta all’interno della sala scommesse.

Diverse invece le attività commerciali che hanno scelto come sede il Riello. Alcune si sono anche spostate dal centro storico. Quasi fosse, il Riello, una frontiera in espansione. In fondo al quartiere ci sono infine gli impianti sportivi dell’università che in futuro, non è da escludersi, si possono aprire agli abitanti della zona.


Viterbo - Arianna Petroni

Viterbo – Arianna Petroni


L’espansione del Riello è a nord, verso Montefiascone. Lì sta nascendo una nuova area commerciale delimitata da un’antica porta perfettamente recuperata. Un’area commerciale che probabilmente trainerà anche lo sviluppo di tutta la parte residenziale che sta nascendo attorno al Tribunale di via Falcone e Borsellino. Una zona perfettamente autonoma rispetto al resto della città, ben collegata con il nord della provincia e la trasversale, che porta a sud e volendo pure a Roma, e dotata di pubblica amministrazione e pluralità d’offerta in termini di servizi. A nord ha anche una porta d’ingresso. Cinquecentesca.

“Servirebbero adesso – fa di nuovo notare Simona – un parco per i bambini e un centro culturale, religioso e/o laico, capace di organizzare la vita del quartiere”.

La zona potrebbe inoltre avere una sua attrattiva turistica perché é di fatto il quartiere Riello che apre al mondo etrusco della vicinissima necropoli di Poggio giudio, fra l’altro un insediamento ebraico la cui presenza è stata pochissimo approfondita, e a quella poco più lontana di Castello d’Asso. Nell’arco di poche decine di chilometri ci sono poi il lago di Bolsena, le terme e Tuscania con le sue splendide chiese romaniche. Poco più avanti c’è pure il mare.


Viterbo - Cassia nord

Viterbo – Cassia nord


Gabriele e i suoi amichetti per giocare al Riello usano la strada e i sottopassaggi tra un palazzo e l’altro. Con i genitori che gli tengono gli occhi addosso e si conoscono fra loro. Militari, commercianti, funzionari, ristoratori. Ceto medio. Quello che si sta spegnendo nel centro storico della città. Per il momento con le sue componenti ancora distinte e distanti. Ma senza alcuna distinzione e con la voglia di frequentarsi e magari fare pure squadra. 


Viterbo - Gabriele Creta

Viterbo – Gabriele Creta


“Giochiamo sempre in quanti vuoi – racconta Gabriele mentre ti dà da fare col pallone e tutta l’attrezzatura da baseball -. Giochiamo ad Asino, maialino al centro, palla avvelenata, palla infuocata e poi andiamo in bicicletta e giochiamo a nascondino e a calcio. Però dobbiamo stare attenti a non tirare il pallone sui vetri dei negozi. Sennò i più grandi si arrabbiano”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Riello, la nascita di un quartiere


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30 settembre, 2019

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