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Viterbo - Con continue chiacchiere, errori marchiani, politici a gogo e... conversazioni private mandate in onda - Sindaco Arena e assessore De Carolis chiariscano di chi sono le responsabilità di questa incredibile debacle e il ruolo del consigliere Santucci - VIDEO DI SINTESI DELLE PRINCIPALI SMARRONATE

Santa Rosa, un’indecente diretta social del trasporto…

di Carlo Galeotti
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Santa Rosa - Gianmaria Santucci discute animatamente con una giornalista durante la diretta della minimacchina di Santa Barbara - Immagine da un audiovideo che pubblicheremo nei prossimi giorni

Santa Rosa – Gianmaria Santucci discute animatamente con una giornalista durante la diretta della minimacchina di Santa Barbara – Immagine da un audiovideo che pubblicheremo nei prossimi giorni

Macchina di Santa Rosa - Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa – Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa - Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa – Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa - Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa – Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa - Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Macchina di Santa Rosa – Uno dei tantissimi commenti che criticano la diretta

Viterbo – Una diretta social offensiva per la tradizione del trasporto, per i viterbesi, per lo sforzo dei facchini, per la città di Viterbo, per santa Rosa. Soprattutto per santa Rosa, troppo spesso dimenticata il giorno della sua festa.

Una vera vergogna. Un danno d’immagine per la città tutta.

Tusciaweb chiede scusa a tutti i suoi lettori. Scusateci! Scusateci! E scusateci ancora!

Tusciaweb chiede scusa alle centinaia di migliaia di suoi lettori per l’indecente diretta del trasporto della macchina di santa Rosa che si sono dovuti sorbire.

Scusateci, ma la colpa non è nostra.

Il live streaming sulla sera del 3 settembre (che Tusciaweb, come ogni anno, ha trasmesso facendo decine di migliaia di visualizzazioni sia su Facebook che su Youtube) è stato curato dal comune di Viterbo. Come sempre. Ma mai come quest’anno si è scesi così in basso. Tra i commentatori (scelti sempre dal comune, o da chi per lui) che durante la diretta hanno parlato in continuazione coprendo addirittura la voce del capofacchino mentre dava gli ordini ai suoi uomini. E interviste strettamente politiche davvero fuori luogo. Durante il trasporto della macchina di santa Rosa, ovvero durante una festa a sfondo religioso, qualcuno ha preferito fare interviste strettamente politiche piuttosto che commentare le varie fasi del trasporto.

Il risultato è stato un live streaming sommerso da chiacchiere, chiacchiere e ancora chiacchiere. Spesso fuori tema. Incredibile!

Per garantire la copertura mediatica degli eventi legati al 3 settembre (dirette delle minimacchine, del corteo storico e della macchina) il comune di Viterbo ha fatto addirittura una determina con impegno di spesa avente a oggetto “Servizio di coordinamento giornalistico, determina a contrarre e affidamento servizio”. L’intento e lo scopo da raggiungere? “Dare adeguata diffusione – spiega la determina – agli eventi religiosi in occasione del trasporto della macchina di santa Rosa, mediante l’individuazione di primaria società che opera nel campo della produzione radiotelevisiva e della pianificazione promozionale sulle emittenti, al fine di affidare il servizio di coordinamento giornalistico della diretta streaming sui canali ufficiali del comune”.

Il comune di Viterbo ha individuato questa società nella Mediacom srl di Terracina. “Primaria società – si legge nella determina – attiva nel campo della produzione radiotelevisiva e della pianificazione promozionale su emittenti proprie e di terzi, che si è resa disponibile a eseguire il servizio di coordinamento giornalistico per il corrispettivo di 4mila 918 euro più Iva”.

Risultato una diretta social di livello infimo.

Che la diretta streaming del trasporto della macchina di santa Rosa sia stata un’indecenza, lo dice chi quella diretta l’ha vista. Ovvero gli spettatori. Fortunatamente abbiamo fatto lo screenshot di cosa man mano scrivevano gli spettatori, perché molti non si trovano più. Chissà chi li ha cancellati.

Tra i commenti pubblicati durante il live, oltre a innumerevoli “Silenzio!” e “Zitti!”, si legge: “Troppi commenti, non si gusta l’atmosfera”. “I cronisti parlano troppo”. “Fateci sentire i comandi, evitate di parlare durante il trasporto”. “Ma non riuscite a stare zitti un minuto?”. “Non si può parlare durante tutto il trasporto”. “Continuano con chiacchiere davvero poco interessanti”. “Quando i facchini vanno sotto, voi giornalisti dovete stare zitti. Non capite nulla. State coprendo con le vostre voci le cose più emozionanti”. “Ma chi li ha messi questi a commentare? State offuscando tutta la bellezza del trasporto”. “Veramente pesante il continuo commento dei cronisti e dei politici”. “Sarebbe stato molto più bello vedere il trasporto in silenzio, senza tutte ‘ste chiacchiere. Avete rotto”. “Pessima telecronaca giornalistica, ho dovuto abbassare totalmente il volume. I silenzi, le preghiere, il rispetto per la fatica dei facchini sono la vera essenza di questa festa”.


Trasporto Macchina di Santa Rosa – Una non completa sintesi delle innumerevoli smarronare della diretta social


Ma le richieste degli spettatori, che si sono susseguite durante tutte le tre ore di diretta, non sono state prese minimamente in considerazione. Eppure il pubblico dovrebbe essere sempre sovrano. E le chiacchiere dei commentatori hanno finito per rovinare anche le splendide immagini del trasporto e della macchina di santa Rosa curate dalla Provideo. “Perché non lasciate correre le immagini?”, chiede qualcuno. Immagini stupende, coinvolgenti ed emozionanti catturate dagli operatori della Provideo. Rovinate, però, da parole troppo spesso inutili e da interviste strettamente politiche. “Evvai – commenta ironicamente uno spettatore -, mancava un po’ di politica…”.

Facciamo qualche esempio su ciò che è successo durante la diretta. Nella maggior parte dei casi non è stato fatto sentire il capofacchino mentre chiamava i suoi uomini sotto la macchina, né mentre dava gli ultimi comandi prima che Gloria venisse posata sui cavalletti. È successo a San Sisto, a piazza Fontana Grande, a piazza del Comune, a piazza delle Erbe, davanti alla chiesa del Suffragio e durante la sosta tecnica di fronte alla chiesa di Sant’Egidio. Praticamente ovunque.

Per non parlare delle chiacchiere fatte durante le tratte, ovvero durante il tragitto della macchina tra una sosta e l’altra. Non è stato fatto silenzio neppure mentre i facchini portavano a passo di corsa Gloria lungo la salita di santa Rosa. E nemmeno mentre facevano la girata sul sagrato della basilica. E nemmeno mentre posavano la macchina sui cavalletti a fine trasporto. Insomma, non sono stati fatti sentire momenti topici, pieni di tensione e tradizione, importanti e fondamentali della sera del tre settembre. Inoltre, durante i festeggiamenti a conclusione del trasporto, le immagini catturate dalla Provideo sono state sostituite con delle foto inviate dagli spettatori via Whatsapp. Con tanto di numeri di telefono mandati in onda, in barba alle più elementari regole legate alla privacy.

E non è finita. Dei sette “Sollevate e fermi!” del capofacchino, ne sono stati fatti sentire solo tre. Su quelli detti a piazza del Comune e delle Erbe e davanti alle chiese del Suffragio e di Sant’Egidio, si è continuato a chiacchierare. Davvero incredibile!

Passiamo ora alle interviste. Tanti i politici tra gli ospiti, tra cui il senatore di Forza Italia Francesco Battistoni, il consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi e l’assessora della regione Lazio Alessandra Troncarelli (Pd). Poi i deputati di FdI Ylenja Lucaselli e Andrea Delmastro Delle Vedove e il senatore di FI Maurizio Gasparri. Lucaselli, in riferimento al trasporto della macchina di santa Rosa, dice: “Ne ho sentito parlare tantissimo da Rotelli e da tutto il gruppo di FdI, che ha sempre partecipato in maniera molto sentita a questo evento”. La stessa cosa la ribadisce il collega Delmastro Delle Vedove: “Sono stato coinvolto dall’onorevole Rotelli e ormai sono un ospite fisso con tutta la mia famiglia”. Alla fine degli interventi il commentatore Maurizio Donsanti afferma: “Ringraziate l’onorevole Rotelli che vi ha coinvolto”.

Poi l’intervista a Gasparri, che Donsanti definisce “un amico di Viterbo”. Il senatore di FI risponde: “Sono sempre a Viterbo, da sempre e per sempre”. Dopo aver detto che sotto la macchina la “gente tifa”, ricorda che nel 2003, quando era ministro delle comunicazioni, organizzò a Viterbo il consiglio europeo dei ministri della comunicazione. “Frequento Viterbo dalla fine degli anni ’70 – ha ricordato Gasparri –  per ragioni di militanza politica”. Cita Mario Lega e gli ex sindaci Marcello Meroi e Giancarlo Gabbianelli, ricorda la nascita del Pdl a Viterbo e le attività di Forza Italia. Poi aggiunge: “Mi sono molto speso anche per la candidatura a sindaco di Giovanni Arena. Ho difeso una scelta proposta da FI e abbiamo vinto. Ed è stata un’impresa non scontata. Ad Arena bisogna dare forza e fiducia, perché è stato a lungo nell’amministrazione, in passato ha fatto parte della giunta e raccoglie una tradizione familiare”.

Gasparri parla dalla sosta tecnica della macchina davanti alla chiesa di Sant’Egidio fino a quella di piazza del Teatro. E chiacchiera pure durante quella che definisce la “giravolta”, ovvero la girata di Gloria. Ricorda che “l’attuale prefetto di Viterbo è stato mio capo segreteria quando ero sottosegretario al ministero dell’Interno, 25 anni fa”. Fino a dire che desidera capire chi ha votato sulla piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle per il sì al governo giallorosso.

Insomma, tanta politica e poca santa Rosa. Ma sia ben chiaro: chi è intervenuto durante la diretta del trasporto, compresi i politici, non ha nessuna colpa. Chi coordinava il live streaming avrebbe dovuto indirizzare le interviste e interrompere i commenti durante i momenti topici, importanti e fondamentali della sera del 3 settembre. Chi coordinava e chi dirigeva. E chi dirigeva la diretta? Un giornalista, credendo di essere fuori onda, a un certo punto esclama: “Vedi Gianmaria come dirige!”. Gianmaria chi? Per caso, il consigliere comunale Gianmaria Santucci? E se è lui, perché dirigeva la diretta del trasposto della macchina di Santa Rosa?

Ma non basta, le topiche prese sono state infinite. La macchina è al Suffragio e i commentatori pensano che sia a Sant’Egidio. E mentre arriva lì, giù “interessantissime” informazioni sulla chiesa sbagliata.

Durante le interviste sotto la macchina, dai microfoni dello studio arrivavano chiacchiere private o di servizio. Insomma una confusione totale. Che faceva intanto il coordinamento giornalistico?

Dulcis in fundo il signor Maurizio Donsanti chi ringrazia? Provideo che ha fatto tutto il lavoro e una emittente locale. Come dire pubblicità gratuita in una diretta fornita dal comune che doveva essere per tutti. Neutra.

Tutti fatti molto gravi sui quali il sindaco Giovanni Arena e l’assessore Marco De Carolis devono fare chiarezza. In primo luogo il sindaco e l’assessore spieghino qual è stato il ruolo di Gianmaria Santucci in questa non chiara vicenda. Spieghino chi ha dato vita all’indecente diretta social. Facciano sapere i nomi della persona o delle persone fisiche che hanno curato il “coordinamento giornalistico” per il quale sono stati spesi un po’ meno di 5mila euro. Ultima cosa, per metterla un po’ sul leggero, ma chi si è inventato quei tre trespoli su cui tentavano di star seduti giornalisti e ospiti nello studio social? Una immagine anche questa ridicola.

Per farla breve: si è trattato di una diretta social offensiva per la tradizione del trasporto, per i viterbesi, per lo sforzo dei facchini, per la città di Viterbo, per santa Rosa. Sindaco e assessore devono chiarire.  

Alla prossima…

Carlo Galeotti


Per chi non avesse visto la diretta, ecco la porcheria che inizia con una bella chiacchierata privata che va in onda senza che nessuno intervenga o capisca cosa sta succedendo. Si parla di non meglio precisate “mangiate a Blera” e “di baci”. Incredibile. Per capire il livello della diretta basta sentire il primo minuto. Mentre accadevano queste cose cosa faceva il “coordinamento giornalistico”?


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13 settembre, 2019

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