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Terni - Un anno da scontare in carcere e 5mila euro ciascuno agli agenti che lo hanno inseguito - E' la condanna inflitta a un trentenne viterbese

Si fa inseguire scappando a folle velocità, dovrà risarcire con 30mila euro sei poliziotti

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Polizia

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Terni  – (sil.co.) – E’ stato condannato a un anno di reclusione senza la sospensione condizionale della pena e a un risarcimento di 5mila euro ciascuno ai sei poliziotti che si sono costituiti parte civile il pregiudicato viterbese di 30 anni che il 6 giugno di due anni fa si è reso protagonista di un rocambolesco inseguimento iniziato nel centro di Viterbo e finito a Terni.

L’imputato è stato dichiarato sano di mente in seguito alla perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Terni e illustrata in aula a fine luglio dal professor Alessandro Giuliani.

Il processo, celebrato nel capoluogo umbro perché è lì che il giovane è stato fermato, è stato rinviato quindi a ieri per la discussione e si è concluso nel tardo pomeriggio con la condanna e il riconoscimento di un risarcimento complessivo di 30mila euro, per un ammontare di 5mila euro ciascuno, ai sei poliziotti che per fermarlo hanno rischiato grosso, assistiti dagli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti. 

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, il 6 giugno 2017 ha forzato un posto di blocco, scontrandosi con diverse vetture e distruggendo tre auto della polizia per garantirsi la fuga. Dopo avere percorso a folle velocità le vie del centro, il trentenne imboccò per la Cimina, poi strada Piangoli, infine la trasversale in direzione Terni-Spoleto. Nel Ternano ha investito in retromarcia uno degli agenti che tentavano di bloccarlo. È stato poi catturato in strada Maratta Bassa, a Terni.

A Viterbo, in un altro dei procedimenti a suo carico, è stato assolto, in quanto non imputabile per totale vizio di mente. Ma il giudice di Terni ha voluto lo stesso nominare un proprio consulente di fiducia, secondo il quale è invece capace di intendere e di volere. 

Accusato di lesioni aggravate, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, il trentenne ha potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena del rito abbreviato scelto dal difensore. Ma non potrà contare sulla sospensione della pena inflitta in primo grado, date le motivazioni contestuali, la difesa ha solo quindici di tempo per decidere se ricorrere in appello.


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21 settembre, 2019

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