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Lettere - Viterbo - Scrive Andrea Maria Felici che annuncia un esposto formale alle autorità giudiziarie

“Abitare al centro storico è sempre più difficile e pericoloso…”

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Viterbo - Il varco di via ChigiViterbo - Il varco di via Chigi

Viterbo – Il varco di via Chigi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abitare al centro storico è sempre più difficile. Quasi impossibile. Ora è anche pericoloso, troppo pericoloso. Mi riferisco alla zona intorno all’ospedale vecchio e il duomo che inizia da via Sant’Antonio.

Appena entrati da porta Faul la strada è un percorso di guerra. La parte bassa è devastata da decine di buche. Quando il Decò organizza le sue serate, le macchine sono parcheggiate ovunque ed in qualsiasi modo e così evitarle è impossibile. Altrettanto quando piove, sommerse da veri e propri laghi.

Alla fine di questo tratto, si trova un dosso artificiale che sembra lì solo per completare l’opera di demolizione. Iniziata la salita, prima di passare sotto il ponte che porta al duomo, a sinistra si snoda una fila d’auto in perenne divieto di sosta. Il passaggio è arduo perché la strada è strettissima e inclinata a destra. A volte i passanti atterriti, per lo più turisti ignari, restano schiacciati tra le auto o sul muro.

Raggiunta la zona dell’ospedale vecchio e dell’abbandonato palazzo di Vico, il venerdì e il sabato o in occasione delle numerose manifestazioni che si svolgono al centro, lo spettacolo è impressionante. Macchine degli aficionados della movida ovunque. Fuori dai spazi consentiti, in seconda fila, nei parcheggi dei disabili, creano un budello dove si passa solo con gli specchietti chiusi. Via San Clemente è un’unica fila fin sotto al duomo di macchine in sosta selvaggia che, quando vanno via, la percorrono contromano in retromarcia.

I lavori di rifacimento del pavimentato di via Chigi sono finiti da quattro mesi, ma il comune si è dimenticato di ridisegnare le strisce blu. Il caos è totale. Macchine davanti ai portoni, davanti ai passi carrabili, in strettoie impossibili, dentro l’aiuola dei tigli. Palazzo Chigi è circondato da non meno di quattro auto.

Se invece si percorre la discesa di via Sant’Antonio che porta al sacrario, troviamo un’altra fila di auto sulla destra che crea un secondo ed ancora più pericoloso budello.

La Ztl (guai chi la tocchi!) in parte impedisce che questo caos raggiunga la zona medievale, ma lo comprime ai suoi margini.

Faccio osservare che mentre l’intera area è piena di auto in sosta selvaggia, il parcheggio del sacrario è mezzo vuoto. Sì, mezzo vuoto. È comprensibile se nessuno controlla e si può parcheggiare dove si vuole. Noi residenti, ovviamente, non possiamo uscire la sera. Se si esce non si parcheggia più.

Qualcuno potrebbe dire che noi residenti abbiamo dei posti riservati nel parcheggio di via Sant’Antonio. Detto che la segnaletica orizzontale è sparita, voi veramente pensate che qualcuno sanzioni le auto non autorizzate? Ma per favore. Quel parcheggio ormai è una giungla, sia per la vegetazione che non viene tagliata, sia perché nessuno manutiene la segnaletica e svolge controlli.

Non vorrei che il tono facesse velo al dramma di chi ci vive e alla generale situazione di pericolo che si crea in quell’area intasata dalle auto. E soprattutto alle gravi responsabilità di tutte le autorità coinvolte. In primo luogo il comune, che è totalmente assente. Ma anche il prefetto, la polizia municipale, i carabinieri, la polizia stradale. Dio non voglia che non possano passare i mezzi dei vigili del fuoco o che resti incastrata un’ambulanza.

Pur abituati al degrado e all’inciviltà, non si era mai vista la totale assenza di regole e controlli e interventi di questo periodo. La situazione è insostenibile e a questa denuncia pubblica seguirà a breve un esposto formale alle autorità giudiziarie.

Andrea Maria Felici


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10 settembre, 2019

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