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Pontida - Matteo Salvini dal palco del raduno leghista - I militanti hanno contestato il giornalista Gad Lerner - Aggredito un collaboratore di Repubblica

“Questa è l’Italia che vincerà, qui non ci sono poltronari”

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Pontida - Matteo Salvini

Pontida – Matteo Salvini

Pontida – “Questa è l’Italia che vincerà, qui non ci sono poltronari”. Così Matteo Salvini al raduno dei Pontida.

Il laeder della Lega, Matteo Salvini, ha chiuso il raduno leghista a Pontida. Fin dalle prime ore della mattina i militanti hanno iniziato a radunarsi. Tutti ad aspettare il momento di Matteo Salvini sul palco. 

“Questa è l’Italia che vincerà – ha detto il leader della Lega rivolto ai partecipanti –. L’odio e la paura non abitano a Pontida. Col sorriso si risponde agli insulti”. E ancora: “Qua non ci sono poltronari ma uomini e donne con valori”.

Poi ha parlato dell’affluenza al raduno. “Vengo qui da 26 anni – ha chiarito – e una giornata così non l’ho mai vista, colonne enormi di auto, di pullman. Qualcuno immaginava una giornata triste, invece sarà una Pontida mai vista. Vogliamo un governo del popolo contro un governo del palazzo”.

Poi le parole per l’ex alleato. “Su Di Maio – ha aggiunto – non cambio idea, è un amico anche se cambia fronte. Ma non condivido le sue scelte: mi spiace vedere che l’evoluzione dei 5 stelle si trasformi nel cappello in mano in Umbria per una poltrona”. Il riferimento probabilmente all’apertura di Di Mio a una possibile alleanza con il Pd, e anche altre forze politiche in nome di un ‘patto civico’, per le regionali in Umbria. 

Poi Salvini da Pontida avverte: “Mettetevi con chi volete tanto il popolo vi manda a casa…Preferisco cedere ai traditori 7 ministeri oggi perché ce li riprenderemo tra qualche mese con gli interessi”.

Salvini torna poi sui cavalli di battaglia della Lega come “una flat tax al 15% “. E poi le tasse. “Se proveranno ad aumentare le tasse sulla casa – ha detto – dovranno passare sui nostri copri: la casa è sacra e non si tocca”.

Durante la manifestazione anche dei disordini. I militanti hanno contestato e insultato il giornalista Gad Lerner. E’ stato inoltre aggredito un videomaker, collaboratore di Repubblica, al quale è stata rotta la videocamera mentre cercava di riprendere un militante che gridava “Mattarella mafioso”.

E proprio sugli insulti a Mattarella, Salvini è intervenuto. “A Mattarella bisogna portare rispetto”.

Poi l’ultima affermazione sui migranti e il decreto sicurezza. “Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi – ha concluso Salvini -. Lo vedremo nelle prossime settimane. Le ong hanno festeggiato. Se smonteranno il decreto sicurezza sarà un’altra occasione di referendum, perché sia il popolo a opporsi alle scelte del palazzo”.


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15 settembre, 2019

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