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Politica - La consigliera del lazio Silvia Blasi (M5s) ha presentato un'interrogazione al presidente Buschini

“Asl, incarico Donetti prorogato in barba alla legge regionale”

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Silvia Blasi

Silvia Blasi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È incredibile come un’istituzione pubblica pagata dalla comunità ignori le richieste dei cittadini per tramite dei propri portavoce appositamente eletti all’assemblea regionale.
 
Qualche mese fa, infatti, avevo interrogato il presidente del consiglio regionale in merito alle carenze di requisiti di Daniela Donetti nominata, peraltro senza concorso pubblico, direttore generale della Asl di Viterbo.

Per la qualifica di direttore generale la regione ha stabilito che sia necessaria, oltre ai requisiti di legge, anche la pregressa esperienza almeno quinquennale nella direzione di una struttura omologa che l’attuale direttore non aveva. 

Per accedere infatti all’incarico di struttura complessa all’ospedale San Camillo di Roma sarebbe stato necessario che il collegio tecnico validasse positivamente un periodo quinquennale pregresso che pare sia stato integrato cumulando due incarichi differenti.

Uno, passato dalla Donetti all’Asl 3 dell’Umbria a Foligno dal 2000 al 2003 e l’altro nell’azienda ospedaliera “Santa Maria” di Terni dal 2003 al 2005 che essendo durato appena due anni, non è comunque soggetto alla valutazione del collegio tecnico.

Inoltre il Dlgs 502/92 stabiliva che “per il conferimento dell’incarico di struttura complessa non possono essere utilizzati contratti a tempo determinato” che invece riguardava uno dei due contratti di cui sopra che, quindi, non era utilizzabile ai fini del computo quinquennale per il conferimento di direttore di struttura complessa all’ospedale San Camillo.

Ecco che perciò verrebbe a mancare questo indispensabile requisito che ho evidenziato nella precedente interrogazione alla quale però non ho mai ricevuto risposta scritta come richiesto.
 
Ora un’ulteriore incongruenza si è aggiunta a quelle segnalate in precedenza e ne ho nuovamente chiesto conto al presidente Buschini sempre con un’interrogazione a risposta scritta.

Con apposito decreto del 27 dicembre 2017 il presidente della Regione Lazio ha prorogato di un anno l’incarico alla Donetti che scadrebbe il 3 novembre prossimo. La legge stabilisce che la durata dell’incarico “non può essere inferiore a 3 anni e superiore a 5 anni” e che alla scadenza dell’incarico, ovvero nelle ipotesi di decadenza e di mancata conferma dell’incarico, le regioni procedono alla nomina con le stesse modalità previste per quella di un eventuale commissario da scegliersi fra “soggetti inseriti nell’elenco nazionale”.

Guardiamo le date: la proroga è avvenuta il 27 dicembre 2017 cioè ben dieci mesi prima della scadenza dell’incarico che sarebbe dovuta avvenire il 2 novembre 2018 e, caso strano, un mese e mezzo prima della pubblicazione della lista dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale nelle aziende e negli enti del Ssn avvenuta il 12 febbraio 2018. Dieci mesi non sono un tempo sufficiente per seguire tutte le procedure di legge? Perché tutta questa fretta?
 
Tralascio le pretestuose, illogiche e contraddittorie motivazioni a sostegno della proroga che comunque potete leggere nell’interrogazione; quello che balza agli occhi è che il contratto è stato prorogato in barba alla legge che prevede una durata di 3 o 5 anni senza possibilità di differimento e soprattutto che la normativa, per il conferimento dell’incarico di direttore generale, prevede solo l’uso delle procedure ivi previste oppure la nomina di un commissario da scegliersi tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale. Infatti, quest’ultimo è stato il criterio usato dalla Regione per individuare i 6 Direttori generali di altrettante strutture nel Lazio (Asl Roma4, Asl Roma5, Asl Frosinone, Ao San Giovanni Addolorata, Aou Sant’Andrea, Ares 118) ma non della Asl di Viterbo. Perché?
 
Quindi per quanto riguarda l’incarico di direttore generale dell’Asl di Viterbo conferito alla Donetti, oltre alla mancanza di requisiti si è aggiunta l’illegittima proroga.
 
Cosa ne dicono Zingaretti e l’assessore alla Sanità D’Amato? Ritengono coerente con la normativa e con i principi di imparzialità e trasparenza la mancanza di requisiti prima e la proroga poi?

Ora che l’incarico è in scadenza ci si inventerà un’altra proroga o si procederà con un avviso pubblico come la legge stabilisce? I cittadini attendono risposte.
 
Silvia Blasi
Consigliera regionale M5S Lazio


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21 ottobre, 2019

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