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Tribunale - Operazione Anubi - Accolta l'eccezione della difesa - Nullo solo per loro il rinvio a giudizio - Chiesa la trascrizione delle intercettazioni

Business del caro estinto, fuori dal maxiprocesso tre dei 15 imputati

di Silvana Cortignani

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Viterbo - Ospedale Belcolle

Viterbo – Ospedale Belcolle

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Viterbo – Business del caro estinto, tre dei quindici imputati sono fuori dal maxiprocesso.

Si tratta di Claudio Eleuteri, Luigi Palanca e Enzo Bagni, le cui posizioni sono state stralciate ieri dopo che il collegio ha accolto l’eccezione delle difese dichiarando nullo solo per loro il rinvio a giudizio in quanto troppo generico il capo d’imputazione, dal quale non si capisce quali condotte siano da addebitare a quali soggetti.

Per loro non finisce qui. Come nel gioco dell’oca, tornano alla casella iniziale, nel senso che gli atti tornano al tribunale per la replica dell’udienza preliminare, sede in cui la procura potrà chiedere la modifica del capo d’imputazione. E la difesa avanzare le sue contestazioni.

E’ l’inchiesta “Anubi” sfociata nel blitz scattato all’alba del 9 maggio 2014, quando finirono ai domiciliari tre necrofori di Belcolle: Floriano Franklin Canela, Carlo Eleuteri e Fabrizio Valeriani. 

La pm Paola Conti, durante l’udienza di ieri, dedicata allo scioglimento della riserva sull’eccezione di nullità e all’ammissione delle prove, ha chiesto la trascrizione delle intercettazioni che inchioderebbero gli imputati. Il residente Gaetano Mautone si è riservato, dando tempo fino a sette giorni prima dell’udienza del 6 novembre alle difese per depositare gli elenchi delle ulyeriori conversazioni di cui si richieda la trascrizione. 

Secondo la dottoressa Conti, il terzetto aveva messo a punto un collaudato modus operandi con almeno una decina di agenzie funebri compiacenti. I necrofori, nelle loro vesti di “incaricati di pubblico servizio”, avrebbero intascato mazzette pari a 50 euro a salma per segnalare in tempo reale i decessi avvenuti in ospedale, tre al giorno di media, garantendo ai complici una sorta di monopolio delle esequie.

Inizialmente gli inquisiti erano un numero ben più imponente, 37, quasi tutti impresari del settore pompe funebri, tra Viterbo, Roma e Civitavecchia. Poi, strada facendo, le indagini hanno portato a escludere responsabilità da parte del grosso della schiera.

In quindici sono finiti a processo, accusati a vario titolo di corruzione in concorso e concussione per induzione, mentre il reato inizialmente ipotizzato dalla procura era induzione per costrizione: Floriano Franklin Canela, 68 anni; Carlo Eleuteri, 60 anni; Fabrizio Valeriani, 52 anni; Claudio Eleuteri, 27 anni; Enzo Bagni, 48 anni; Alfonso De Alessandris, 62 anni; Alessandro Cecchini, 47 anni; Francesco Pandolfi, 58 anni; Emiliano Pugliesi, 46 anni; Maurizio Fazioli, 51 anni; Mauro Balestri, 58 anni; Francesco Berna, 79 anni; Federico Piergiovanni, 29 anni; Luigi Palanca, 53 anni; Franco Gregori, 45 anni.

Silvana Cortignani


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3 ottobre, 2019

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