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Media - Inconcludente e fumosa risposta del dirigente del settore cultura sulla diretta social del trasposto della macchina di santa Rosa - Sorge a questo punto un dubbio: Ma a Viterbo vige lo stato di diritto? Le leggi valgono anche nella Tuscia?

Coordinamento giornalistico, il “chiarimento” di Celestini non chiarisce nulla

di Carlo Galeotti

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Luigi Celestini

Luigi Celestini

Viterbo – Coordinamento giornalistico della diretta social della macchina di santa Rosa, il “chiarimento” di Celestini non chiarisce nulla. E dire che a Celestini basterebbe dire chi materialmente ha curato il coordinamento giornalistico della diretta, nome e cognome, per por fine alla diatriba. Basterebbe che Celestini spiegasse il perché della scelta di una piccola azienda, ai più sconosciuta, per affidare il coordinamento giornalistico. Ma nulla dice Celestini. Perché? 

Celestini dovrebbe poi spiegare perché non ci si è affidati alla professionalità di una televisione come Tv2000, che ha realizzato, come sempre, un ottimo prodotto, per rivolgersi a una società molto piccola che non aveva nessuna esperienza del trasporto. Come dire lasciare una cosa buona e ben fatta, per qualcosa che si è rivelato imbarazzante. Affidandosi sostanzialmente a degli sconosciuti. Ah dimenticavamo, gli sconosciuti avevano mandato un curriculum. E sul fatto che l’oste ha dichiarato che il proprio vino è buono, si è dato l’affidamento del coordinamento giornalistico della diretta social. Incredibile.

Un fatto grave che ha leso l’immagine della città. Un fatto grave perché qualcuno ha evidentemente tentato di appropriarsi della diretta social, mettendoci il suo marchio. Si tratta di capire chi. Un modo di procedere che mostra tutta la sua anormalità e pericolosità. Se i fatti sono andati come sembra che siano andati, vorrebbe dire che a Viterbo non c’è più traccia dello stato di diritto e delle regole dettate dalla legge. E che chiunque può fare quel che vuole, appropriandosi con indubbio vantaggio di lavori che nessuno gli ha commissionato. Ma staremo a vedere.

Ma torniamo ai fatti.

È il 17 settembre quando il “caso” sul coordinamento giornalistico per la diretta social del trasporto della macchina di santa Rosa finisce in consiglio comunale. Scoppia in due ore di scontro tra maggioranza e opposizione. Tusciaweb ne scriveva già da cinque giorni, chiedendo, tra gli altri, al sindaco Giovanni Arena, all’assessore alla cultura Marco De Carolis e al dirigente del settore cultura Luigi Celestini di fare chiarezza sull’imbarazzante diretta del 3 settembre.

In consiglio comunale, tra i più critici, ci fu il consigliere di minoranza Giacomo Barelli che, in particolar modo al dirigente Celestini, chiese notizie relative all’affidamento del coordinamento giornalistico alla Mediacom srl. Quasi un mese dopo, il 14 ottobre, è arrivata la “risposta” del dirigente Celestini.

“La Mediacom srl – inizia il dirigente Celestini -, con nota del 2 agosto 2019, aveva presentato un progetto di promozione per il periodo dal 19 agosto al 31 dicembre 2019, e in tale occasione aveva inoltrato il proprio curriculum, dal quale si rilevava l’esperienza in campo radiotelevisivo”. Nemmeno tre righe e il dirigente Celestini già non è chiaro. Cosa voleva promuovere la Mediacom dal 19 agosto a fine anno? In cosa consisteva il progetto presentato da questa società che, stando almeno alla misura camerale, ha sede a Terracina (Latina)?

Andando avanti con la nota del dirigente Celestini si scopre che “la proposta non è stata accettata ma, considerato il curriculum, è stata inviata alla società, in data 22 agosto 2019, richiesta di preventivo per il servizio di coordinamento giornalistico della diretta streaming sui canali ufficiali del comune per il trasporto delle minimacchine di santa Rosa, del corteo storico del 2 settembre e della macchina di santa Rosa del 3 settembre. Il preventivo veniva trasmesso da Mediacom con nota del 23 agosto 2019 e si procedeva all’affidamento del servizio e all’impegno di spesa per 4mila 918,03 euro, oltre iva”.

Il dirigente Celestini, che in sostanza nulla aggiunge a quanto già si sapeva e a quanto Tusciaweb già scriveva da oltre un mese, conclude: “Con nota del 24 settembre 2019, la Mediacom srl trasmetteva il resoconto delle attività svolte a fronte dell’affidamento”.

La nota della Mediacom, a firma del suo legale rappresentato Mario Di Lembo. Innanzitutto è curioso che si parli di “cura servizi giornalistici”/”cura giornalistica” e non più di coordinamento giornalistico, così come da determina con impegno di spesa del comune di Viterbo e come ribadito nella sua nota dal dirigente Celestini.

La nota della Mediacom inizia con il “resoconto” della “trasmissione video” del trasporto della minimacchina di Santa Barbara del 25 agosto. “Nel corso della serata – scrive Di Lembo – è stata curata giornalisticamente la diretta, con la regia Provideo. Sono state realizzate la telecronaca e le interviste, oltre a interventi esplicativi sulla storia del trasporto. La diretta è stata una miscellanea di immagini del trasporto con il commento giornalistico e il racconto da parte delle principali autorità istituzionali del territorio, per la descrizione dell’emozione dei minifacchini e dei tanti volontari che hanno contribuito a questa importante manifestazione”.

I resoconti dei trasporti della minimacchina del Pilastro del 31 agosto e di quella del centro storico del primo settembre sono praticamente identici a quello sul trasporto della minimacchina di Santa Barbara. In più, per quella del Pilastro, si sottolinea la “forte tradizione” e il fatto che “attraversa le vie centrali di uno dei quartieri più antichi di Viterbo”. Per quella del centro storico, invece, si evidenzia il fatto che “attraversa il cuore di Viterbo”, ovvero “le vie che hanno fatto da contorno alla vita di santa Rosa”.

Si arriva poi al resoconto della diretta del trasporto del 3 settembre. E anche in questo caso non si spiega nulla e non si dice soprattutto chi ha materialmente coordinato i giornalisti. Nome e cognome. Il testo è lasciato in tutta la sua involutezza.  “Condotto – scrive l’amministratore della Mediacom, Di Lembo – da Maria Letizia Riganelli con l’ausilio delle giornaliste Annamaria Lupi e Cristina Pallotta (in collegamento dal trasporto) e Maurizio Donsanti in studio (a titolo gratuito). A commentare dal palazzo dei Priori le fasi del trasporto, due ospiti d’eccezione (a titolo gratuito): Angelo Russo (ideatore della macchina di santa Rosa) e Andrea Alessi (storico dell’arte). La regia audio-video è stata curata da Provideo srl. La conduttrice Maria Letizia Riganelli ha curato, insieme all’amministrazione comunale di Viterbo, editore del progetto, la realizzazione del programma. Nel corso della diretta si sono alternate le immagini dal trasporto con i collegamenti in video sul percorso e i dibattiti in studio moderati dalla giornalista”.

Incredibile, il comune secondo Mediacom, prima affida il lavoro alla ditta e poi concorre alla cura del programma. È un po’ come se il comune desse incarico a una ditta di asfaltare una strada, ma poi materialmente ci pensasse in parte lui direttamente. Ma tutto questo è normale?

Altra frase ambigua: “La regia audio-video è stata curata da Provideo srl”. Che significa che le smarronate continue della diretta social sono a carico di Provideo?

Ancora un particolare: Cristina Pallotta, che ha fatto il suo lavoro in modo egregio come sempre, ci risultava far parte della diretta televisiva di Tv2000. E non di quella social. Ma Mediacom sembra averla arruolata a posteriori. Misteri della fede, che qualcuno dovrà pur chiarire, prima o poi.

Di Lembo continua: “Oltre 3 ore e 20 di trasmissione senza pause realizzate in condizioni logistiche difficilissime. La sala di registrazione, per scelta editoriale, è stata posizionata al centro della sala consiliare del comune, alla presenza di centinaia di ospiti che a pochi metri da cameraman e giornalisti attraversavano rendendo assai complicato l’ascolto dell’audio e delle indicazioni dei tecnici”.

La trasmissione viene realizzata “in condizioni logistiche difficilissime”, spiega Mediacom. Ma una domanda sorge spontanea: chi ha scelto quella location? E poi: in sostanza che cosa ha fatto Mediacom materialmente e con quali uomini?

La nota della Mediacom prosegue: “La scelta editoriale di impostare la trasmissione in un talk show, dove gli ospiti oltre a vedere le bellissime immagini del trasporto raccontassero le emozioni della loro prima volta, si è rivelata innovativa e vincente. Una scelta ‘social’, di fare una narrazione emozionale di ciò che avviene attorno al trasporto”.

Innanzitutto non è vero che si è trattata di un’innovazione: sono anni che la diretta televisiva del trasporto della macchina di santa Rosa è strutturata in questo modo. Di Lembo parla poi di “scelta social” e di “narrazione emozionale”. Peccato che siano stati proprio gli utenti social a bocciare la diretta del 3 settembre. Una diretta imbarazzante, tra fuorionda, chiacchiere che hanno coperto addirittura la voce del capofacchino mentre dava i comandi ai suoi uomini, interviste strettamente politiche e fuori luogo che hanno sostituito i commenti sulle varie fasi del trasporto. E potremmo continuare ancora.

Di Lembo parla di “narrazione emozionale”, ma non sono stati fatti sentire momenti topici, pieni di tensione e tradizione, importanti e fondamentali della sera del 3 settembre. Inoltre, durante i festeggiamenti a conclusione del trasporto, le immagini catturate dalla Provideo sono state sostituite con delle foto inviate dagli spettatori via Whatsapp. Che c’era di “emozionale”?

Infine, è curioso che Di Lembo il 24 settembre fornisca al dirigente comunale Celestini una sorta di resoconto sulle attività svolte dalla società da lui amministrata, la Mediacom, e a inizio ottobre a Tusciaweb, che l’aveva contattato per approfondire la questione, invece risponda: “Questa cosa non l’ho seguita direttamente, quindi non so dare una risposta. Io mi occupo di amministrazione, quindi a proposito del coordinamento giornalistico non saprei che dire. Mi devo informare…”.

Insomma, Di Lembo avrebbe fatto una relazione su una cosa che non conosceva. Strano. Molto strano.

Tra la nota del dirigente comunale Luigi Celestini e dell’amministratore della Mediacom Mario di Lembo, il “fascicolo” è composto da tre fogli. Ma in queste pagine nessuno dei due è riuscito a dare delle vere risposte. E noi di Tusciaweb, intanto che andiamo avanti nel raccogliere audio e video, testimonianze e documenti, riproponiamo le essenziali domande. 

Perché si è deciso di creare, per la prima volta, un coordinamento giornalistico ad hoc per la diretta social?

Perché e come è stata scelta la ditta di Latina Mediacom per il coordinamento giornalistico?

Chi, con nome e cognome, è venuto a fare il “coordinamento giornalistico”?

Chi, nome e cognome, ha scelto i giornalisti, i non giornalisti, e gli ospiti (esperti e politici) che sono comparsi nella diretta social?

Ovviamente non c’era nessun bisogno dei due studi e negli anni scorsi non ci sono mai stati. Perché questa scelta non prevista dal bando iniziale?

Quale è stato in tutta questa vicenda il ruolo di Gianmaria Santucci e di una emittente locale ringraziata a fine diretta dal conduttore Maurizio Donsanti?

Chi è il responsabile della giornalisticamente pessima diretta social del trasporto della macchina di Santa Rosa, dannosa per l’immagine della città?

Su tutta questa vicenda continueremo a fare chiarezza con documentazione, testimonianze, audio e video.

Carlo Galeotti


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21 ottobre, 2019

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