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Tribunale - Aveva minacciato un agente della penitenziaria - Era a processo con altri tre detenuti

Detenuto s’impicca in cella d’isolamento

di Silvana Cortignani

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Si è aperto ieri e subito chiuso per estinzione del reato in seguito alla morte in carcere dell’imputato il processo a Andrea Di Nino, il detenuto romano 36enne che il 21 maggio 2018 si è tolto la vita impiccandosi in cella a Mammagialla. 

Pochi mesi prima, il 13 dicembre 2017, nel corso di disordini scoppiati in infermeria, assieme ad altri tre reclusi, Di Nino avrebbe minacciato un assistente capo della polizia penitenziaria.

Il 36enne, in particolare, avrebbe aggredito verbalmente la vittima, peronunciando le frasi: “Pezzo di merda, encefalitico, tanto ti vengo a cercare, a te, ai tuoi figli e vi stacco la testa, ti scopo tua moglie tanto non sei capace”.

L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato costringere l’agente della penitenziaria e l’infermiera di turno “a omettere un atto dell’ufficio e, segnatamente, per farli desistere dal compiere la procedura relativa alla somministrazione della terapia farmacologica”.

Successivamente, sempre il 36enne, avrebbe sputato contro il poliziotto del sangue che teneva in bocca, colpendolo al braccio e alla mano destra, continuando a inveirgli contro con ulteriori offese e minacce quali: “Encefalitico, ti spacco la testa, vieni qui… entra”. Gli altri tre, nel frattempo, avrebbero gridato a loro volta all’agente: “Pezzo di merda, non ti vergogni? Meglio carcerato che secondino bastardo e cornuto, se hai il coraggio entra nella nostra cella che ti facciamo vedere noi che ti succede”. 

Davanti al giudice Elisabetta Massini, Di Nino avrebbe dovuto rispondere di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale, in concorso con gli altri tre detenuti rimasti coinvolti nell’episodio, uno dei quali difeso dall’avvocato Giovanni Bartoletti, per i quali il processo si è regolarmente aperto ieri con l’ammissione delle prove.

Sono un 41enne originario di Roma, ma residente a Vejano, un 31enne  anche lui romano e un 44enne d’origine marocchina. I primi testimoni saranno sentiti nell’udienza fissata per il 25 maggio 2020 alle ore 9,30. 

Di Nino, al momento in cui fu rinvenuto cadavere, era in carcere da due anni per possesso di stupefacenti. Ha lasciato una compagna e 5 figli. Il corpo senza vita dell’uomo venne rinvenuto attorno alle ore 22. Si è suicidato in cella di isolamento e dal penitenziario sarebbe uscito di lì a un anno. Lo scorso 25 maggio, per ricordare lui e le altre vittime del carcere, c’è stato un  presidio di fronte al palazzo di giustizia di via Falcone eBorsellino. Quattro le inchieste contro ignoti aperte dalla procura della repubblica di Viterbo per altrettanti casi sospetti di violenze e suicidi nel carcere sulla Teverina, tra cui la morte di Di Nino. 

Silvana Cortignani


Articoli: “Presidio davanti al carcere Mammagialla in seguito ai gravissimi fatti all’interno della struttura” – Mammagialla, 49 detenuti al 41 bis – “Le guardie mi hanno picchiato così forte da farmi perdere un occhio” – Violenze e suicidi al carcere di Mammagialla, quattro inchieste della procura – Detenuto si suicida a Mammagialla


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8 ottobre, 2019

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