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Viterbo - La difesa: "Una pena spropositata" - Condannato a 4 anni e 8 mesi in appello il presunto complice

Droga nel casolare, processo d’appello per i commercianti condannati a 10 e 8 anni

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Camillo Lamanda

Camillo Lamanda

Maurizio Casarelli

Maurizio Casarelli

Viterbo – Droga per sette chili in un casolare alle porte di Viterbo, pronti ad affrontare il processo d’appello i due commercianti condannati a 10 anni e 8 mesi per spaccio dal gip Roberto Colonnello, che li ha giudicati con l’abbreviato lo scorso 11 gennaio. 

E’ stato fissato al prossimo 10 dicembre davanti alla orte d’appello di Roma il processo di secondo grado a Camillo Lamanda e Maurizio Casarelli, difesi dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate.

“Una condanna spropositata”, commentarono a caldo i legali, già pronti a ricorrere in appello. “Addirittura superiore alla richiesta del pubblico ministero”, dissero, sicuri di una riforma della sentenza al ribasso in secondo grado. Il pm Franco Pacifici aveva chiesto 12 anni, ridotti a otto e nove anni con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato.

I due trentenni viterbesi sono stati arrestati il 4 maggio 2018, ben sette mesi dopo essere stati fermati e rilasciati in seguito al fermo, il 14 ottobre 2017, di un altro trentenne e al ritrovamento di sette chili di stupefacenti in un casolare vicino a Tobia, tra i quali mezzo chilo di cocaina, per un valore sul mercato superiore ai 60mila euro.

Il presunto complice, Federico Morucci, anche lui trentenne, è stato condannato il 22 giugno 2018 in primo grado a sei anni di reclusione. Pena ridotta a 4 anni e 8 mesi in appello, lo scorso 27 maggio. 

Non solo “fumo” ed “erba”. Nel casolare è stato scovato anche mezzo chilo di cocaina. Secondo l’accusa sufficienti a confezionare oltre 29mila singole dosi di stupefacente: 1287 di cocaina e ben 27.720 tra hashish e marijuana. Per un valore sul mercato superiore ai 300mila euro.


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16 ottobre, 2019

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