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Viterbo 2020 - Parola per parola il dizionario civico del movimento

“Economia: insieme di attività di produzione, consumo e scambio”

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Economia

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In una prospettiva civica, l’attività economica deve essere considerata (e gestita) come il mezzo per assicurare lo sviluppo delle comunità nel rispetto dei limiti posti dagli ecosistemi e, conseguentemente, dei diritti della natura e delle future generazioni.

In tale prospettiva il cittadino perde la semplice funzione di attore “meccanico”, guidato nel suo agire dal solo interesse personale, ma diviene parte attiva di una comunità che punta al raggiungimento di un benessere condiviso e duraturo.

Ciò consente di abbandonare una visione che guarda solo all’efficienza e al tornaconto individuale e di includere nelle scelte economiche delle attente valutazioni sulle ricadute sociali e ambientali.

Un vero civismo deve avere come costante riferimento l’idea che l’economia rappresenta il mezzo per costituire una società in cui ogni individuo percepisce la propria vita come pienamente degna di essere vissuta, senza però dimenticare che il suo funzionamento richiede un costante utilizzo di risorse naturali e una continua generazione di emissioni e rifiuti.

L’assunzione della consapevolezza che l’uomo non può sottrarsi ai limiti posti dagli ecosistemi costituisce il riferimento etico per governare la città tenendo ben presente nell’amministrazione della casa comune (economia) che questa è “edificata” all’interno di un ecosistema di cui vanno rispettate le regole e che deve essere conservato per le generazioni future.

L’economia è una creazione dell’uomo e una città e il suo territorio non sono altro che il luogo dove un sistema economico si sviluppa con i suoi processi di produzione, di consumo, di scambio e di rapporti con il contesto esterno. Di conseguenza, una economia civica deve dotarsi di salde direttrici di politica economica che devono essere declinate in modo opportuno per facilitare il perseguimento degli obiettivi.

L’urgenza degli interventi e il rispetto degli impegni assunti con la collettività deve avere la precedenza sull’acritico rispetto dei vincoli finanziari. Ciò non significa portare la spesa pubblica fuori controllo, quanto piuttosto condurre un’attenta ricognizione delle risorse disponibili, evitare accantonamenti infruttuosi, utilizzare con intelligenza gli strumenti di finanziamento e di credito a disposizione dell’amministrazione locale.

Le risorse investite per il territorio e la collettività, se utilizzate con attenzione e capacità progettuale, rappresentano un importante motore dello sviluppo e sono in grado di generare un significativo effetto moltiplicatore per il sistema economico locale.

Nelle attività produttive, la politica economica civica deve avere la capacità di individuare i settori capaci di veicolare valore aggiunto nel territorio e concentrarsi su di essi per supportarli nella maniera adeguata, mostrando un’attitudine nel riconoscere e valorizzare le proposte innovative locali.

Stesso approccio deve essere adottato nell’assegnare risorse pubbliche ad iniziative private che usufruiscono degli spazi cittadini: andranno sostenute solo quelle che sono in linea con le direttrici stabilite dall’amministrazione civica in termini sociali, ambientali e culturali.

Consistenti risorse andranno destinate per supportare i cittadini a riconoscere e praticare scelte di consumo consapevole e responsabile, sia rispetto alle forme e ai luoghi di acquisto che di utilizzo e smaltimento dei prodotti.

Un’economia ispirata al civismo deve investire in gestione dell’arredo e del verde urbano, in pulizia delle strade, in efficienza dei servizi pubblici, per rendere la citta viva e vivibile.

Un’economia civica deve portare la comunità locale a riappropriarsi della città, dei suoi spazi e dei suoi significati, rendendo i cittadini allo stesso tempo fruitori e custodi della storia di cui sono eredi e della bellezza di cui fanno parte.

Viterbo 2020


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8 ottobre, 2019

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