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Prefettura - Il vicesindaco Luigi Serafini: "Siamo già esasperati da 70 anni di centrali. Non si tratta solo dei nuovi impianti" - Lungo il litorale uno dei campi più grandi - FOTO

“Fotovoltaico, Tarquinia ha dato, ha dato, ha dato…”

di Daniele Camilli

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Viterbo – A Tarquinia la centrale fotovoltaica tra le più grandi della Tuscia in assoluto. Oltre 350 ettari di terreno. Stando all’elenco portato dalla soprintendenza in occasione dell’incontro sul fotovoltaico convocato a Viterbo dalla prefettura venerdì scorso e che ha visto fronteggiarsi soprintendenza, Margherita Eichberg e Maria Letizia Arancio, e aziende, una ventina in tutto, la centrale di Tarquinia è prevista in località Pian d’arancione. “Un progetto – si legge nella scheda preparata dalla soprintendenza – per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra della potenza di 187,16 Mwp”.

“Negli ultimi settant’anni, a partire dalle centrali di Civitavecchia e Montalto – ha detto il vice sindaco di Tarquinia Luigi Serafini – il nostro territorio ha dato, ha dato, ha dato”. Ripetuto tre volte. 


Viterbo - Il vice sindaco di Tarquinia Luigi Serafini

Viterbo – Il vice sindaco di Tarquinia Luigi Serafini


Il secondo posto spetta a Tuscania. Quasi 250 ettari per un impianto fotovoltaico a terra di circa 150 Mwp in località Pian di Vico. La soprintendente Eichberg, nel corso dell’incontro di venerdì scorso, ha definito l’impianto di Tuscania “tra i 10 più grandi al mondo”. Per poi evidenziare che siamo nella Tuscia “mica in Arizona!”. Terzo gradino del podio per Montalto di Castro. Più di 220 ettari per un impianto di 113,5 Mwp.

La soprintendenza non li vuole, potrebbero entrare in contrasto con il paesaggio e il patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio dove sono previsti. Per questo motivo prima si è opposta e dopo ha fatto ricorso. Ed è in attesa della decisione della presidente del consiglio.


Viterbo - Gli impianti fotovoltaici previsti nella Tuscia mostrati da Maria Letizia Arancio

Viterbo – Gli impianti fotovoltaici previsti nella Tuscia mostrati da Maria Letizia Arancio


Le imprese, così come si sono pronunciate al tavolo della prefettura, non intendono fare un passo indietro. Hanno tutte le autorizzazioni del caso e hanno fatto già degli investimenti. I 24 progetti elencati sulla scheda della procura rappresentano infatti milioni di euro di investimenti. Più di duemila ettari coinvolti tra i comuni di Tarquinia, Tessennano, Arlena, Montalto, Tuscania e Viterbo. I rappresentanti delle imprese a un certo punto hanno avanzato l’ipotesi, fermo restando l’estensione degli attuali impianti previsti, di investire nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio archeologico e storico venuto alla luce negli anni passati. Un’ipotesi alla quale la soprintendenza non ha risposto, supponendo così un possibile terreno di negoziato.


Viterbo - Margherita Eichberg, Giovanni Arena e Maria Letizia Arancio

Viterbo – Margherita Eichberg, Giovanni Arena e Maria Letizia Arancio


La scheda della soprintendenza non riporta l’estensione territoriale di alcune centrali, ad esempio nel comune di Viterbo. Quelle che vengono elencate vedono invece quasi 1100 ettari di terreno destinati al fotovoltaico a Montalto di Castro (9 progetti previsti), 352 ettari a Tarquinia, dove però non sono state riportate le estensioni territoriali per 3 impianti su 4. Oltre 21 ettari a Tessennano, anche qui manca il dato di un impianto. Poi, seicento ettari a Tuscania (5 progetti). Infine 85 ettari tra Tuscania e Arlena.

Tra l’incudine e il martello stanno invece i sindaci del territorio, che si sono sentiti dire da Sandro Esposito, che stava al tavolo della prefettura in rappresentanza della società Montalto 1, che si “potevano svegliare prima. Dieci anni fa, quando ci dovevano dire che in determinati punti del territorio il fotovoltaico non si poteva fare. Adesso che abbiamo investito, la cosa non è più possibile”.

“Sappiamo che non possiamo contrastare le rinnovabili ma gli possiamo dare una veste diversa – ha detto Serafini -. e condivido l’idea di individuare delle aree specifiche”. Consapevole però che al tavolo dovrebbero sedere anche Terna, Enel e Regione Lazio. Altrimenti il rischio di fare un buco nell’acqua è concreto. Enel e Terna detengono la rete nazionale. La Regione è l’ente che dà l’autorizzazione. Ed è proprio “una programmazione regionale – come ha sottolineato più volte la soprintendente Margherita Eichberg – quella che manca. La Regione non dice dove gli impianti non vanno fatti, ma soltanto dove ‘preferibilmente’ non si dovrebbe”. Aggiungendo che con “gli avverbi non ci facciamo niente”. 


Viterbo - Margherita Eichberg

Viterbo – Margherita Eichberg


“Stiamo parlando di un territorio – ha provato a spiegare Serafini – già esasperato negli ultimi 70 anni dalle centrali di Civitavecchia e di Montalto. I problemi sono antichi, e non si tratta solo di fotovoltaico. Anzi – ha poi proseguito – se mettete il fotovoltaico e togliete definitivamente le centrali, allora ben venga il fotovoltaico. Negli ultimi 70anni il nostro territorio ha dato, ha dato, ha dato”.

A Tarquinia c’è un museo nazionale etrusco e una necropoli etrusca tra i più importanti al mondo. Una zona archeologica e paesaggistica, in piena maremma, simbolo stesso della maremma laziale, di grande interesse pubblico. Ed è a questo, all’articolo 9 della costituzione, che la soprintendenza si appella.


Viterbo - I rappresentanti delle imprese fotovoltaiche

Viterbo – I rappresentanti delle imprese fotovoltaiche


Non solo, ma anche da queste parti sta arrivando la trasversale che già nel tratto tra Vetralla e Cinelli nel 2018 ha consumato d’emblée una quarantina d’ettari di terreno. Dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Sempre il rapporto Ispra dice che il comune di Montalto di Castro, nel 2016 al primo posto per consumo di suolo, nel 2018 era ancora ai vertici della classifica con un incremento di quasi 63 ettari di consumo. Nel periodo precedente erano stati 65. “In questo caso – sottolineava il rapporto – la responsabilità è in gran parte delle nuove installazioni fotovoltaiche che hanno coperto aree precedentemente agricole”. Ispra che, sempre a proposito di Montalto, evidenziava anche come i campi fotovoltaici fossero “già diffusamente presenti per interventi realizzati negli anni precedenti”. Impianti, concludeva l’istituto, “che hanno sottratto all’agricoltura enormi superfici”.

Infine, l’Ispra è tornato sul territorio pure quest’anno conferendo alla Tuscia il più alto valore di tutta la regione Lazio di consumo di suolo pro capite. Quasi due metri quadrati per abitante. Dato 2019, quello della provincia di Viterbo, decisamente superiore a quello regionale (0,47) e nazionale (0,80). Subito dopo la Tuscia, ci sono le province di Frosinone (0,91), Rieti (0,86), Latina (0,58) e Roma (0,29). Secondo il rapporto Ispra 2019, in provincia di Viterbo sono stati consumati 17.117 ettari di suolo, 2501 nel solo comune di Viterbo, città dei papi che si piazza al quinto posto a livello regionale dopo Roma (29.875 ettari), Latina (4269), Fiumicino (2965) e Aprilia (2536). Subito dopo Viterbo c’è Pomezia (2264).

“Il consumo di suolo – spiega l’Ispra sul sito internet dell’istituto – è monitorato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente che ogni anno realizza il rapporto nazionale ‘Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici’. È un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale. Il fenomeno si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici e infrastrutture, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio”.

Per quanto riguarda il consumo di suolo pro capite a livello comunale, ai primi posti, sempre a livello regionale, troviamo inoltre ben tre comuni della provincia di Viterbo. Civitella d’Agliano (43,03 metri quadrati per abitante), Arlena di Castro (41,72) e Tessennano (24,16). Non va meglio neanche per quanto riguarda la densità del consumo, metri quadrati per ettaro. Anche in tal caso troviamo Civitella d’Agliano (20,3), primo comune a livello provinciale e quinto regionale. Immediatamente dopo, Arlena di Castro (16,6), Vetralla (10,6) e Bassano in Teverina (10). Decimo posto su tutta la regione per Vignanello dove la densità di consumo di suolo si attesta a 8,5 metri quadrati per ettaro di terreno.


Viterbo - Il vice sindaco di Tarquinia Luigi Serafini

Viterbo – Il vice sindaco di Tarquinia Luigi Serafini


Tornando di nuovo alla posizione dei sindaci in merito ai progetti di impianti e centrali fotovoltaiche nella zona di Tuscania, Tessennano, Arlena, Viterbo e Tarquinia, proprio il sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci, è stato il più lungimirante. Montalto, con Fabio Valentini che è anche consigliere provinciale, e Montefiascone, con il primo cittadino Massimo Paolini al tavolo della prefettura in veste di “osservatore”, hanno detto poco, Valentini, e niente, Paolini. Attento, quest’ultimo, più che altro a capire come potrebbero cambiare alcuni territori al confine con il lago di Bolsena, dove pure Montefiascone si affaccia, dopo che l’eolico di Piansano ne ha trasformato l’orizzonte.


Viterbo - Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci

Viterbo – Il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci


Da mesi il territorio comunale di Tuscania è al centro di investimenti notevoli. Prima l’impianto di compostaggio, avviato, il sindaco ha prima fatto passare la società Tuscia ambiente, che lo gestirà tramite Asja, per un tavolo convocato sempre dal prefetto Giovanni Bruno che ha portato alla firma del protocollo per la legalità, poi ha siglato un patto con l’azienda stessa per evitare che i camion passino per il centro urbano diretti all’impianto. Adesso deve gestire il fotovoltaico. In mezzo un territorio che vanta un patrimonio storico, artistico, archeologico e architettonico tra i più importanti al mondo, con la presenza di una comunità artistica probabilmente tra le più rilevanti a livello nazionale e internazionale. A partire da artisti come Gianni Asbrubali e Tommaso Cascella. Sempre a Tuscania una delle necropoli etrusche più importanti della Tuscia e la chiesa di San Pietro che per alcuni critici di storia dell’arte è il primo vero passaggio al romanico nella storia dell’architettura cristiana. Dove, fra l’altro, Pasolini e Zeffirelli hanno girato tra i loro film migliori. “Uccellacci e uccellini” e “Romeo e Giulietta”.

A Tuscania sono previsti cinque progetti per 600 ettari di terreno coinvolti. Le località sono Pian Di Vico (246 ettari, 150 Mwp), Poggio della Ginestra (37, 17,28 Mwp), Casalino (41, 21,504 Mwp), Le Tre Sughere Poggio Tondo (in parte), Prato Levantino, Fabbrichella, Rimessa del Casale e Castel Ghezzo (194, 70 Mwp). Infine località Pianaccio di Montebello, Campo, Pagano e Mostarella (82 ettari per 82 Mwp di potenza). Prevista anche una centrale fotovoltaica tra Tuscania e Arlena di Castro. Ottantacinque ettari per 49 Mwp tra le località Le Mandrie, Mandria Paoletti e Mandria Consalvi.


Viterbo - Fabio Valentini di Montalto di Castro

Viterbo – Fabio Valentini di Montalto di Castro


Il sindaco Fabio Bartolacci ha giocato d’anticipo. E, assieme al consiglio, ha deciso e programmato il punto esatto del comune dove il fotovoltaico può sorgere. Seimila ettari a nord del comune, la zona che porta a Piansano, Arlena e Tessennano. “SAbbiamo scelto questa zona – ha detto Bartolacci durante l’incontro in prefettura – perché tanto lì c’è già l’eolico”. Seimila ettari, su 21 mila su cui si estende il comune. Quindi 15 mila restano fuori dal fotovoltaico. Tuttavia, dei 6 mila previsti con ordinanza comunale da Tuscania, al fotovoltaico, leggendo la scheda della soprintendenza, ne basterebbero solo 600. E gli altri 5400? La domanda, ascoltando infatti l’intervento del sindaco, è questa. Che fine faranno gli altri 5400 ettari inseriti all’interno della zona dove possono essere installati i pannelli fotovoltaici? Verranno, in futuro, tenuto conto anche della volontà degli agricoltori, utilizzati tutti per le energie alternative oppure l’ordinanza comunale di cui ha parlato Bartolacci prevede ulteriori limiti? 

Daniele Camilli 


Fotogallery: La riunione in prefettura sul fotovoltaico

Articoli: “Fotovoltaico, cari sindaci dovevate svegliarvi prima…” – “Fotovoltaico, non siamo mica in Arizona…”

 


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7 ottobre, 2019

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