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Il frantoio di Pierluigi Presciuttini su Rainews 24

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Montefiascone - Il frantoio di Pierluigi Presciuttini su Rai news 24 [3]

Montefiascone – Il frantoio di Pierluigi Presciuttini su Rainews 24

Montefiascone - Il frantoio di Pierluigi Presciuttini su Rai news 24 [4]

Montefiascone – Il frantoio di Pierluigi Presciuttini su Rainews 24

Montefiascone – Lunedì 28 ottobre il recupero degli oliveti abbandonati nella Tuscia e rimessi in produzione dall’imprenditore agricolo, Pierluigi Presciuttini, con il suo frantoio a Montefiascone, sarà di nuovo protagonista di un servizio televisivo realizzato da Silvia Rita per Rai news 24, per la rubrica “Mordi e fuggi” dedicata al cibo e al turismo culturale con particolare attenzione alle eccellenze italiane.

Dopo essere stato recentemente inserito tra le top 500 aziende nel mondo come migliore azienda di produzione olivicola dalla guida Flos Olei 2020, Pierluigi Presciuttini, torna sul grande schermo a raccontare la sua storia e il suo progetto di recupero e rimessa in produzione degli oliveti abbandonati delle campagne della Tuscia attuata per mantenere il prodotto vicino al frantoio che ha sede a Montefiascone, in provincia di Viterbo. Attualmente gestisce circa 3000 piante.

Da alcuni di questi oliveti abbandonati produce un olio di eccellenza, raccolto di notte. La raccolta notturna evita i processi di ossidazione dovuti alla luce solare e le temperature più basse non innescano processi fermentativi. L’oro verde è il dono prezioso della pianta diffusa e nota ormai in tutto il mondo e oggi simbolo della civiltà mediterranea. In Palestina sono stati rinvenuti i frantoi più antichi, risalenti a parecchi millenni prima di Cristo, passando poi in Egitto, a Creta, nell’Attica e in tutto il bacino Mediterraneo grazie a Fenici, Greci e Cartaginesi. Infatti sono stati i Greci a introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C.,e gli Etruschi a coltivarlo e a dare il nome al suo frutto più prezioso: eleiva, l’olio.

La passione per queste piante meravigliose ha spinto Presciuttini ad intraprendere con dedizione e caparbietà la ricerca di continui miglioramenti agronomici nella gestione degli oliveti: partendo dalla coltivazione a vaso policonico fino agli strumenti per l’indicazione del corretto periodo di raccolta, privilegiando sempre una coltivazione sostenibile e naturale ed escludendo l’utilizzo dei prodotti chimici, nella convinzione che la naturale qualità del prodotto debba essere sempre al primo posto.

 


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