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Viterbo - Comune - In terza commissione maggioranza e opposizione non raggiungono l'accordo su un documento condiviso che preveda il rilancio e la valorizzazione - Scontro Barelli-Frontini - FOTO

Fumata nera per il centro storico…

di Daniele Camilli
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Viterbo - La commissione sul centro storico

Viterbo – La commissione sul centro storico

Viterbo - Laura Allegrini

Viterbo – Laura Allegrini

Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli

Viterbo - Giulio Marini

Viterbo – Giulio Marini

Viterbo - Letizia Chiatti

Viterbo – Letizia Chiatti

Viterbo - Matteo Achilli festeggia il compleanno

Viterbo – Matteo Achilli festeggia il compleanno

Viterbo - Chiara Frontini

Viterbo – Chiara Frontini

Viterbo - Antonio Scardozzi e Luigi Buzzi

Viterbo – Antonio Scardozzi e Luigi Buzzi

Viterbo – Centro storico, fumata nera. La terza commissione consiliare riunitasi oggi in via Garbini a Viterbo non è approdata a nulla. Se non ad un ulteriore rinvio della questione. Si sarebbe dovuto parlare del centro storico della città dei papi, problemi e soluzioni. E soprattutto verificare, come richiesto in precedenza da maggioranza e opposizione, la possibilità di arrivare ad un documento condiviso sul centro storico. Linee guida e interventi concreti per tutelarlo, rilanciarlo e valorizzarlo. Prima che sia troppo tardi.

Il risultato? Nulla di fatto. Fumata nera. La maggioranza, alla fine, preparerà un suo documento che successivamente verrà portato in consiglio. Poi si vedrà. L’altra soluzione era quella di passare tutto agli assessori competenti, oggi in commissione, che, assieme ai capigruppo di maggioranza e opposizione, avrebbero dovuto procedere per punti, tirare fuori un documento di sintesi il più possibile condiviso e, infine, sottoporlo all’aula di Palazzo dei Priori.

Questa mattina in commissione i documenti presentati erano diversi, quattro in tutto. Come a dire che l’ipotesi di una settimana fa di arrivare a una sintesi condivisa era abbondantemente saltata.

“Non c’è sintesi, non c’è condivisione – ha detto subito Giulio Marini – prendiamone atto”. “Vediamo però – ha aggiunto Micci – se oggi riusciamo a trovarne una. Siamo qui, proviamo a farlo”. Stessa proposta da parte dell’assessora Laura Allegrini. “Procediamo punto per punto…spostamento uffici comunali nel centro storico…”. Interrotta subito. Non va avanti, si ferma. E per tutta la riunione ha manifestato apertamente il proprio disagio, fino a sottolineare che “ai cittadini dobbiamo dare una risposta, se la aspettano”. Assieme ad Allegrini, assessora con delega al centro storico, anche gli assessori Claudio Ubertini, urbanistica, e Alessia Mancini, commercio e sviluppo economico. Oggi è pure il compleanno del consigliere Matteo Achilli che fa trent’anni e ha portato rustici e paste per festeggiare. Ma la tensione sale, monta, di minuto in minuto.

Interviene Alvaro Ricci. “Prima di affrontare la situazione del centro storico in modo concreto – spiega – dobbiamo trovare le risorse per le cose da fare. Vogliamo spostare gli uffici comunali nel centro storico? Con quali risorse? Dobbiamo dare priorità agli investimenti piuttosto che alla spesa corrente. E le risorse si possono individuare nella tassa di soggiorno che ogni anno porta a Viterbo 400 mila euro. Con questa tassa dobbiamo fare gli investimenti nel centro storico, non utilizzarla per la spesa corrente”.

Anche Luigi Buzzi la pensa sostanzialmente così. “I documenti sono tutti integrabili – dichiara -. Punti di convergenza si possono trovare. Ma deve esserci l’espressa volontà della maggioranza di inserire risorse umane e finanziarie per poterlo realizzare. Altrimenti è solo aria fritta, anche se ieri – aggiunge – guardando un programma televisivo ho scoperto che pure l’aria fritta si può cucinare e mangiare”.

Giacomo Barelli invece si tira fuori, sottolineando che il problema è politico, non la sintesi tra i vari documenti in campo. “Per fare una cosa insieme – commenta – serve un ragionamento politico che ad oggi non c’è. Non ci sono le condizioni per arrivare a una soluzione condivisa su un argomento complesso. Come dice Giulio, ‘stamo a perde tempo’. Non significa incompatibilità, ma perdita di tempo”.

Nel bel mezzo della discussione arriva invece il fulmine, anzi il tuono. Quando gli animi era piuttosto surriscaldati. Giulio Marini fa sapere che Viterbo 2020 ha incontrato il sindaco “per verificare – ha detto – se c’era la possibilità di un documento condiviso sul centro storico”. Apriti cielo. Barelli salta dalla sedia e punta il dito contro il gruppo di Viterbo 2020. Chiara Frontini ancora non c’è. 

“Non potete fare questo – dice Barelli – non potete fare un accordo sottobanco con il sindaco a nome di tutta l’opposizione. Se volete fare una cosa del genere, fatevela da soli”. Gli fa sponda Gian Maria Santucci. “Dovete dirci se volete un documento condiviso oppure no”. L’opposizione si spacca. E a quel punto Letizia Chiatti si incazza, alza la voce e mette le cose in chiaro. “No – spiega – non c’è alcun accordo sottobanco. E non si dica questo. Noi lavoriamo nell’interesse della città. Prendere contatto, e non accordi, con il sindaco per vedere se è possibile trovare un risultato condiviso, coinvolgendo tutte le forze politiche, è un atto di responsabilità verso i cittadini. Altrimenti restiamo fermi e il danno lo subiscono i cittadini”. Poi, puntando il dito contro Marini aggiunge…”Giulio, dì le cose come stanno”.

A farlo, riportando tutto all’ordine, ci pensa Buzzi. “C’è stato un incontro nella stanza del sindaco con Viterbo 2020 – dice Buzzi – per capire la situazione e se c’era una convergenza. Perché il centro è di tutti. Un metodo tranquillo con cui un sindaco sensato porta avanti la discussione. Una cosa che si fa in tanti altri comuni d’Italia. Oggi però non ci sono le condizioni per raggiungere un accordo. E questa è l’unica cosa certa di questa mattina”.

Alla fine spetterà alla maggioranza presentare un documento su cui, come lo stesso Barelli ha rimarcato, l’opposizione potrà o no convergere.

All’ultimo arriva anche Frontini, “per chiarire ogni dubbio”, come lei stessa ha detto. “Per noi il tema centro storico – ha poi aggiunto – è tra i più importanti in assoluto. All’unanimità il nostro gruppo ha deciso di non arrivare in consiglio per dire che fa tutto schifo. Il nostro approccio è quello di metterci a disposizione della città cercando di creare un coordinamento più ampio possibile e al servizio dei cittadini. C’è stata la nostra disponibilità. Non dobbiamo nascondere nulla. Abbiamo provato a vedere se era possibile una soluzione condivisa. Con tutti. Maggioranza e opposizione. Ripeto, al servizio della città”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Bagarre in terza commissione


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31 ottobre, 2019

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