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Infermiera sbattuta a terra e presa a pugni da un detenuto

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla [3]

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Aggressione in piena notte a un’infermiera, nel carcere Mammagialla.

Ieri notte, intorno alle 2, un detenuto sarebbe riuscito a uscire dalla cella e a contattare l’infermeria del penitenziario viterbese, con un telefono in dotazione alla polizia penitenziaria. 

All’infermiera di turno, che ha dato per scontato che la chiamata provenisse da un agente, avrebbe chiesto un analgesico per un detenuto che aveva mal di testa, al secondo piano del padiglione D2. Lei avrebbe risposto di aspettare l’indomani. Ma dall’altro capo del filo si sarebbe sentita dire che il detenuto era nuovo e rischiava di creare disordine. 

L’infermiera è andata quindi incontro a quello che pensava essere un poliziotto, per consegnargli il farmaco. Da un corridoio, invece, è spuntato V.D.E., un detenuto che a Mammagialla sta scontando una condanna per omicidio. L’avrebbe sbattuta contro un muro, presa a pugni e scaraventata sul pavimento. 

L’uomo, com’è riportato sulla denuncia, avrebbe cercato di spalancarle la bocca con entrambe le mani, mettendosi a cavalcioni su di lei, sdraiata a terra in preda al panico e senza riuscire a muoversi. L’infermiera si è procurata escoriazioni alle labbra, ferite alla lingua e alle mani e un taglio su un orecchio. Terrorizzata, ha urlato con quanto fiato ha potuto, richiamando l’attenzione di un agente che l’ha subito soccorsa, per poi andare a cercare il detenuto che, nel frattempo, era scappato per i corridoi del padiglione, lasciando a terra il telefono usato poco prima per chiamare in infermeria. 

Per la donna sette giorni di prognosi e tanta paura. 

Rimane da capire come il detenuto sia riuscito a uscire dalla cella in piena notte e a eludere la sorveglianza degli agenti. Anche se è noto da sempre che Mammagialla è un carcere dove mancano i poliziotti come anche gli educatori e gli psicologi. Secondo i dati comunicati dal direttore Pierpaolo D’Andria a giugno, al consiglio comunale dedicato al penitenziario viterbese, il sovraffollamento è del 140 per cento. 560 reclusi anziché 432 come da capienza regolamentare, molti dei quali con patologie psichiatriche che, quindi, dovrebbero stare altrove. Gli agenti penitenziari sono solo 266 invece dei 320 previsti dalla pianta organica. 


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