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Tribunale - Arrestato per tentato omicidio aggravato, per il pm non voleva uccidere - Resta indagato a piede libero per lesioni volontarie aggravate - L'aggressione al culmine di un violento alterco

Investe il rivale con la macchina dopo il concerto, 24enne torna libero

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Vitorchiano - Il sangue sull'asfalto dopo il tentato omicidio

Vitorchiano – Il sangue sull’asfalto dopo il tentato omicidio

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

L'avvocato Fausto Barili

L’avvocato Fausto Barili

Vitorchiano – (sil.co.) – Investe il rivale con la macchina dopo il concerto, in libertà il 24enne arrestato per tentato omicidio aggravato. 

Per il pm non voleva uccidere, anche se resta indagato a piede libero per lesioni volontarie aggravate. Deve inoltre rispondere di guida in stato di ebbrezza. Quando è stato fermato e condotto in caserma dai carabinieri, infatti, è risultato anche positivo all’alcoltest.

I fatti risalgono alla notte tra sabato 11 e domenica 12 maggio e sono avvenuti a Vitorchiano. Vittima un quarantenne, inseguito in auto e investito all’altezza del convento dei Cappuccini dal 24enne viterbese, le cui iniziali sono S.S., dopo un violento alterco, esploso tra i due uomini la sera del concerto di Luca Carboni in piazza Umberto I. 

Al giovane aggressore è stato recapitato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini da parte della procura, pronta a chiedere il rinvio a giudizio, quindi il processo, ma per un reato più lieve rispetto alla grave accusa iniziale di tentato omicidio per cui era finito agli arresti domiciliari.  A meno che il difensore Fausto Barili non chieda il ricorso a riti alternativi – come sono, ad esempio, la messa in prova, il patteggiamento o l’abbreviato. L’ultima parola sull’eventuale pubblico processo spetterà al giudice dell’udienza preliminare.

Il giovane, nel frattempo, dopo avere ricevuto il 415 bis, avrebbe chiesto di essere interrogato dal pm d’Arma. Davanti al gip Rita Cialoni si era avvalso della facoltà di non rispondere. 

Il 24enne, come detto, deve rispondere di lesioni personali volontarie, aggravate dalla prognosi di trenta giorni stilata dai sanitari di Belcolle per la guarigione delle lesioni riportate dalla vittima. Prognosi che si sarebbe ulteriormente accresciuta per il perdurare della convalescenza.

Al culmine del diverbio, si disse scattato forse per motivi di viabilità, il quarantenne avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente la fidanzata del 24enne, quindi se ne sarebbe andato via sferrando un calcio alla vettura dell’indagato.

Il giovane viterbese allora lo avrebbe inseguito in auto, bloccandolo all’altezza del convento dei Cappuccini, dove avrebbero ripreso a litigare in strada, fino a quando S.S. non è risalito sull’auto, investendo il rivale, che è rimasto ferito. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che, sentiti i testimoni, hanno poi proceduto al fermo, sfociato negli arresti domiciliari, revocati adesso, dopo la riqualificazione del reato da tentato omicidio aggravato a lesioni personali volontarie aggravate. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 ottobre, 2019

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