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Viterbo - Ceclia d'Elia, coordinatrice del primo congresso delle democratiche della Tuscia: "Questa sia anche un'occasione per ricollocare il Pd nella società"

“La conferenza insegni alle donne dem a essere autonome”

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Marco Tolli

Marco Tolli

Ceclia d'Elia

Ceclia d’Elia

Viterbo - Conferenza provinciale delle democratiche

Viterbo – Conferenza provinciale delle democratiche

Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo - Conferenza provinciale delle democratiche

Viterbo – Conferenza provinciale delle democratiche

Viterbo – La Tuscia democratica in rosa si è riunita a palazzo Gentili per la prima conferenza provinciale delle donne dem del Viterbese.

L’appuntamento è stato aperto da Marco Tolli, commissario della federazione del Pd di Viterbo. “Il ripristino della congregazione delle donne – ha esordito Tolli – è stato un impegno preso e portato a termine dal segretario del partito Nicola Zingaretti. In questa provincia hanno aderito oltre trecento donne, ed è un risultato importante. Voglio sottolineare che qui bisoGna starci con voglia e passione”.

A palazzo Gentili le dem sono state chiamate ad animare il primo momento di ascolto, discussione e riorganizzazione della conferenza che gli organizzatori hanno inteso come “un importante luogo in cui affrontare la questione delle politiche di genere e costruire campagne di promozione al pluralismo culturale e di formazione politica”.

La parola è poi passata alla coordinatrice della conferenza provinciale Ceclia d’Elia, femminista da sempre. “Il Partito democratico – ha detto – per troppo tempo non ha valorizzato la conferenza delle dem. Le tematiche di cui, a livello provinciale e regionale, dobbiamo farci portavoce sono lavoro delle donne, salute, servizi e istituzioni. Noi stiamo ponendo le basi affinché la conferenza parta, poi ci saranno sei mesi di tempo per organizzarla e redigere il regolamento. Il protagonismo delle donne – ha continuato – è intorno a noi, ma noi fatichiamo a percepirlo”.

D’Elia cita il movimento contro le molestie e la violenza sulle donne Me Too e la giovane attivista Greta Thunberg. “Stanno incarnando – ha affermato D’Elia – importanti domande di democrazia e giustizia sociale. Oggi, se volgiamo lo sguardo al mondo, ci rendiamo conto che ‘femminismo’ non è più una parola negletta. Ma non deve essere neppure un semplice slogan, bensì un bisogno di autonomia delle donne e di relazione politica tra loro. Lo scopo del congresso è imparare a essere autonome, perché oggi noi a livello collettivo non lo siamo. Né fuori né dentro il Partito democratico. Abbiamo molto da fare e da costruire insieme, nonostante le nostre differenze. Dobbiamo fare qualcosa di utile per noi. Dobbiamo costruire un noi delle donne dem”.

Secondo D’Elia, attraverso la conferenza delle democratiche parte anche il “ricollocamento del Pd nella società. Oggi – ha concluso – siamo al governo. Un governo diverso, con alleati impensabili. Ma siamo al governo perché abbiamo visto il mostro che, se non ci fossimo, si potrebbe scatenare. Un mostro che si fa forte con l’odio, la paura e il disagio sociale”. Il riferimento è al leader della Lega, Matteo Salvini.

Poi gli interventi delle donne presenti. Il primo è stato dell’ex vicesindaca di Viterbo, Luisa Ciambella. “Prima di essere un’amministratrice – ha sottolineato – sono mamma di una bimba e di un bimbo. Ogni giorno noi donne siamo vittime di discriminazioni maschili, ma molto spesso siamo noi a permetterglielo. Con questo, ovviamente, non voglio dire che portare la minigonna è sinonimo di stupro. La conferenza delle dem – ha auspicato Ciambella – deve generare proposte concrete. E che non siano le solite. Dobbiamo anche evitare che sia l’ennesimo organismo che parla a se stesso o al massimo al Pd. La forza di questo organismo è la vitalità che può venire dalle donne che ancora non si sentono rappresentate nel partito. La differenza la facciamo noi”.


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22 ottobre, 2019

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