Tusciaweb-150x200-luglio-20-b

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il consigliere comunale Barelli: "Serve un'alleanza tra centrosinistra e forze civiche" - Ieri sera al bar Schenardi l'incontro tra Pd, Cinque stelle, liste del territorio e sinistra in vista delle prossime elezioni

“La provincia è viva… e lotta insieme a noi”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo - L'incontro sul ruolo della provincia

Viterbo – L’incontro sul ruolo della provincia

Viterbo - Giancarlo Torricelli

Viterbo – Giancarlo Torricelli

Viterbo - Pietro Nocchi

Viterbo – Pietro Nocchi

Viterbo - Valerio De Nardo

Viterbo – Valerio De Nardo

Viterbo - Enrico Pasquinelli, Pietro Nocchi e Massimo Erbetti

Viterbo – Enrico Pasquinelli, Pietro Nocchi e Massimo Erbetti

Viterbo - Giacomo Barelli, Alessandro Mazzoli ed Elena Tolomei

Viterbo – Giacomo Barelli, Alessandro Mazzoli ed Elena Tolomei

Viterbo - Alessandro Mazzoli

Viterbo – Alessandro Mazzoli

Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli

Viterbo - L'incontro sul ruolo della provincia

Viterbo – L’incontro sul ruolo della provincia

Viterbo – La provincia prova a rialzare la testa. Anzi, una nuova idea di provincia, visto che l’ente di una volta, come tutti lo conoscevano, ha lasciato è stato radicalmente cambiato dalla riforma Del Rio di qualche anno fa. Uno scatto d’orgoglio, un colpo di reni. In vista delle elezioni, di secondo livello, cioè non sono i cittadini a mettere la scheda nell’urna ma i sindaci, previste anche da queste parti per il 15 dicembre. “La provincia è viva e lotta insieme a noi”, ha detto infatti il consigliere comunale Giacomo Barelli.

La proposta di rilanciare ruolo e funzioni della provincia arriva da un gruppo di volenterosi che ieri sera si sono visti al Gran Caffè Schenardi in Corso Italia a Viterbo e che, probabilmente, daranno vita a una lista di centrosinistra allargata alle civiche per la tornata elettorale di dicembre. Poi chissà. Magari, a partire dalle provinciali, seminerà il campo in vista delle prossime comunali, quando ci saranno.

Ieri sera, nella saletta del bar liberty un tempo, a cavallo tra la prima e la seconda metà dell’ottocento, sede degli anarchici locali, c’erano Pietro Nocchi, attuale presidente della provincia, Maurizio Palozzi, consigliere provinciale e braccio destro del consigliere regionale Enrico Panunzi, Giacomo Barelli e Giancarlo Torricelli, rispettivamente consigliere comunale a Viterbo il primo e a Bassano Romano il secondo, tessitori della rete politica in campo ieri sera, Lina Novelli, sindaca di Canino, Emanuele Rallo, sindaco d’Oriolo, Elena Tolomei, sindaca di Blera, Alessandro Mazzoli, ex deputato Pd, Massimo Erbetti, consigliere comunale viterbese, Movimento 5 stelle, Enrico Pasquinelli, assessore di Vetralla e tra i padri fondatori di Passione civile, e Valerio De Nardo, esperto in materie istituzionali.

In sintesi, Pd, sebbene ancora commissariato a livello provinciale, sinistra, cinque stelle e liste civiche. Quelle che, negli ultimi anni, hanno fatto un po’ la storia politica del territorio. Da Viva Viterbo, ora Forza civica, a Passione civile.

“A 5 anni dalla riforma del Rio le province esistono, resistono e gestiscono servizi – ha detto subito Torricelli -. Quelle che mancano sono invece le risorse, tagliate del 60 per cento, e il personale. Gli obiettivi di questo incontro sono due. Primo, la necessità che la prossima consiliatura sia una consiliatura costituente che, all’interno del quadro nazionale, si ponga il problema di come si ridefiniscono ruoli e funzioni degli enti intermedi. Enti, che nella nostra regione devono necessariamente intrecciarsi con il ruolo e la forza territoriale dell’area metropolitana di Roma. La seconda questione – ha aggiunto poi Torricelli – riguarda la necessità che questa discussione tra le forze presenti a questo tavolo possa diventare anche un’ipotesi alternativa al centrodestra. E per farlo è necessario costruire fin da subito luoghi di discussione, per dar vita a un profilo progressista e riformatore che sia capace di allargarsi a forze civiche importanti che, altrimenti, rischiano di restare ai margini. Oggi pensiamo al rinnovo del consiglio provinciale. Domani, magari, anche alle comunali”.

Messaggio forte e chiaro. La riunione di ieri sera è stata un modo per riflettere sul ruolo di un ente di cui si fa finta non ci sia più e al tempo stesso gettare le basi di una coalizione politica allargata a tutto il centrosinistra, grillini, viste le vicende di governo da agosto a questa parte, inclusi.

Tuttavia il ruolo delle province del dopo Del Rio è sostanzialmente ridotto al lumicino. Nonostante a quest’ultime restino competenze importanti come l’edilizia scolastica e le strade. Ma come ha fatto notare Nocchi, ribadendo quanto detto da Torricelli, mancano risorse e personale. “Si volevano tagliare i costi della politica – ha spiegato il presidente della provincia – tagliando il personale. Ma il personale non è stato tagliato, ossia licenziato come in una qualsiasi azienda. Il personale è stato semplicemente spostato da un ente all’altro andando anche a guadagnare di più rispetto al passato. Quindi non è stato tagliato niente, anzi lo Stato sta pure spendendo di più. E’ stato invece depotenziato un ente di intermediazione tra regione e comuni di fondamentale importanza”.

E sarebbe bastato veramente poco per rilanciarlo. Almeno secondo Nocchi. “Ad esempio – ha commentato il presidente – dal canone Rai, reso obbligatorio in bolletta della luce, lo Stato ha ricavato 2 miliardi di euro che, se fossero stati ripartiti provincia per provincia, ogni provincia avrebbe avuto a disposizione 40 milioni di euro. Risorse con le quali avrei fatto riparare i 1300 chilometri di strade della Tuscia che ogni giorno gestiamo. Non solo, ma qui c’è anche un altro problema, che si chiama Talete. Se la Talete chiude, chiude una realtà che ad oggi garantisce pure il funzionamento dell’anello di depurazione attorno al lago di Bolsena. Peggio ancora, con la riforma Del Rio, le province hanno smesso di fare cultura e politiche sociali”.

Su Talete, anche Torricelli ha aggiunto qualcosa. “Ho letto le cronache di questi giorni – ha sottolineato il consigliere di Bassano Romano – e pare che, se continua così, la situazione della società idrica è tale che a breve sarà costretta a chiudere. Ecco, di fronte a questa notizia catastrofica che fino a qualche anno fa avrebbe visto una vera e propria levata di scudi, nessuno dice niente. Non c’è un dibattito, non una presa di posizione. Niente. Quando, al contrario, sarebbe opportuno farlo. E la provincia è il posto deputato, laddove avesse gli strumenti anch’essa per poter reagire”.

“Il rilancio del ruolo delle provincie – ha detto De Nardo – è rilancio della democrazia. La provincia è un elemento costituente della repubblica italiana. Bisogna ragionare seriamente sul tema della rappresentanza a livello locale e tornare all’elezione diretta del presidente e del consiglio. Sono elementi decisivi. Bisogna contrastare questo attacco alle province che è un vero e proprio livello di attacco alla democrazia”.

Dello stesso avviso, Alessandro Mazzoli. “Se le province fanno parte, come lo fanno, del nostro ordinamento costituzionale – ha dichiarato l’ex deputato del Pd – è necessario ripristinare l’elezione diretta suoi organi che devono essere necessariamente espressione di un mandato popolare. Anche perché la riduzione del numero dei parlamentari non consentirà a tutti i territori di essere rappresentati. Servirà quindi un livello superiore ai comuni. Ripeto, con una legittimazione popolare. Un. ente che deve essere anche un luogo di spunto e riflessione per quel che sta accadendo in provincia”.

E in provincia, sta accadendo un po’ di tutto. E non si tratta solo del completamento della trasversale Orte-Civitavecchia che nel tratto Vetralla-Cinelli s’è portata via 40 ettari di terreno, come da dati Ispra, ma anche di fotovoltaico, con i 2 mila e passa ettari previsti tra Viterbo, Arlena, Tuscania, Tarquinia, Tessennano e Montalto, e geotermico tra Acquapendente, Latera e il lago di Bolsena. Per non parlare poi dell’espansione dell’area metropolitana romana che, mano mano che avanza, sta sempre più inglobando le realtà urbane a sud della provincia trasformandole in un’unica, sola e grande periferia a nord della capitale.

Infine Giacomo Barelli. “La provincia è viva e lotta insieme a noi. E il 15 dicembre addirittura si rinnova. Questa è la notizia, e le liste civiche per prime, e tutti quelli che hanno a cuore il futuro del nostro territorio, non possono far finta di niente di fronte ad elezioni, seppur di secondo livello, che comunque incideranno in maniera importante sulla vita dei cittadini della Tuscia. E’ per questo che auspico che tutte le forze civiche e democratiche riescano, attraverso una alleanza larga, a dar vita a una ‘piazza grande’, capace di contrastare l’avanzata di sovranisti e populisti il cui unico scopo sarà quello di bloccare l’azione della provincia e del suo presidente Nocchi, in carica fino al 2021, arrecando un grave danno all’efficienza dell’azione amministrativa con ricadute negative sulla qualità dei servizi. Per tutti”.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
26 ottobre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR