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“Nessuno si chiede come sta l’infermiera aggredita dal detenuto…”

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Viterbo - Il carcere di Mammagialla [3]

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ semplicemente scandaloso ed intollerabile che in tanti – dal garante dei detenuti a politici – si preoccupino per lo stato di salute dell’ergastolano che nel carcere di Viterbo ha aggredito un’infermiera durante un tentativo di evasione e nessuno si chieda come sta l’operatrice aggredita.

Siamo di fronte all’ennesimo caso del totale abbandono al proprio destino del personale penitenziario che deve difendersi da solo anche a costo – la nostra è una provocazione – di reagire all’aggressione con la stessa determinazione e ferocia dell’aggressore.

Prima di archiviare quanto accaduto nel carcere di Mammagialla, da ricordare, di massima sicurezza, magari come caso episodico per le modalità – il detenuto è riuscito ad uscire dalla cella e mettersi in contatto con l’infermiera attraverso un telefono in uso alla polizia penitenziaria – per noi è il caso emblematico di chi controlla le carceri italiane e di quali strumenti disponga il personale per tutelare la propria incolumità.

La questione solo riduttivamente si può leggere come riduzione di organico e sovraffollamento di detenuti.

È molto più complessa perché se è accaduto in un carcere di massima sicurezza è più facile comprendere il clima che vige negli istituti di pena dove le celle aperte, le iniziative di rieducazione e persino le “celle per l’amore”, finiscono per invertire i ruoli dei carcerati e del personale in servizio che da tempo sono sotto attacco di campagne mediatiche che li spacciano per “carcerieri disumani e violenti”.

Proprio come accade per l’ergastolano di Viterbo per il quale si tema la reazione degli agenti chiamati a volgere l’altra guancia. Esprimo piena solidarietà all’infermiera aggredita barbaramente, proprio per lei come per i tanti agenti aggrediti, interpretando il diffuso stato di esasperazione, il sindacato di polizia penitenziaria ha deciso di riprendere il tour tra gli istituti di pena del Paese, nella prossima settimana, ripartendo da Poggioreale il “simbolo” della più grave emergenza del sistema penitenziario italiano degli ultimi trent’anni. Non siamo disposti a continuare a fare le vittime e quindi a volgere l’altra guancia.

Aldo Di Giacomo
Segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria 


 – Infermiera sbattuta a terra e presi a pugni da un detenuto [4]


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