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Viterbo - Fabrizio Giometti e Umberto Cinalli (Legambiente Lago di Vico) dopo la manifestazione sul clima in occasione di Fridays for future

“Non è più ammissibile l’assenza di temi ambientali nei consigli comunali”

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Il "Fridays for future" a Viterbo

Il “Fridays for future” a Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le manifestazioni di venerdi scorso, a Viterbo come in tutto il mondo, che hanno portato nelle strade milioni di ragazze e di ragazzi per il terzo sciopero globale per il clima sono stati probabilmente – e speriamo – un punto di non ritorno.

Il dibattito sulle risorse naturali e sul modello di sviluppo, anche nei nostri territori, non è mai stato così avanzato come in questi giorni e dobbiamo capire – le comunità in modo trasversale, politici e imprenditori, associazioni e cittadini insieme ai protagonisti delle proteste – come concretizzare queste rivendicazioni senza imbrigliarle, senza concedere spazio a quelle paure strumentali e meschine di chi vorrebbe relegare questo fenomeno nell’ambito delle mere pulsioni adolescenziali.

L’adesione ad una iniziativa di protesta come questa non trasforma un ragazzo in un consapevole attivista in difesa del clima, quindi i rimproveri di chi ha voluto sminuire le presenze e le adesioni osservandone i comportamenti impliciti (i rifiuti lasciati in strada, gli abiti costosi e i telefonini di ultima generazione e gli hamburger di note multinazionali americane…) senza voler riconoscere il valore complessivo dell’evento, sono dimostrazioni quantomeno di malafede.

Perché in realtà, dalla caotica freschezza delle piazze italiane di oggi salivano con energia e urgenza richieste molto precise: la dichiarazione di emergenza climatica degli enti locali, l’efficientamento energetico delle scuole con la loro dichiarazione eco-friendly e lo sviluppo nelle città di provvedimenti di mobilità sostenibile.

Provvedimenti che come associazioni ambientaliste chiediamo da molti anni ma che fino ad oggi sono totalmente assenti dei programmi e nei dibattiti nelle sedi amministrative e politiche.

Ieri nelle strade erano presenti anche molti adulti, spesso i genitori di quei ragazzi e ragazze. Alcuni sembravano vigili tutori con la tentazione di voler inserire forzatamente temi e ideologie datate in una manifestazione trasversale e rivoluzionaria.

Non si può e non si deve affidare a questi nuovi soggetti che irrompono nella scena politica globale il compito di risolvere le frustrazioni di una generazione, certo generosa, ma che porta anche la responsabilità del mondo così come lo vediamo oggi.

Far diventare questo tema (la crisi climatica) ideologico, un confronto tra destra e sinistra significa depotenziarlo. L’ambientalismo – come la ricerca – non ha colore politico. Questo è stato uno degli errori dei movimenti e partiti “verdi” in Italia.

Ora dobbiamo unire le voci e sostenere quelle proposte, renderle un punto di confronto ineludibile, modificare progressivamente prassi e atteggiamenti quotidiani a partire dai luoghi istituzionali, che devono essere di esempio.

La politica deve recuperare credibilità, perché non può esistere una dicotomia tra amministratori e cittadini: non è più ammissibile né sostenibile l’assenza di temi ambientali nei consigli comunali o nelle altre sedi sindacali o corporative.

Come Legambiente tra le altre cose stiamo lavorando da tempo per la trasformazione delle utilizzazioni forestali di alcune delle più belle foreste della Tuscia in aree tutelate rewilding per garantire la conservazione e la ricostruzione delle foreste naturali non utilizzate a fini produttivi che maggiormente catturano la CO2 (gas serra).

Sosteniamo amministrazioni comunali come Vitorchiano e Celleno che hanno donato a tutte le bambine e i bambini delle primarie una borraccia di alluminio per ridurre l’uso di plastica.

Ma questa e altre iniziative estemporanee non poca cosa, purtroppo, se non si cambiano e subito i regolamenti edilizi, i piani del trasposto e del commercio, i piani energetici. Servono competenze e decisioni immediate. Anche nel settore agricolo e del commercio.

A partire dalla dichiarazione di emergenza climatica, la prima delle richieste delle ragazze e dei ragazzi in piazza. Che nei consigli comunali e nelle scuole della Tuscia sia portato il tema e sia definito un piano di avvicinamento e adeguamento strutturale delle comunità verso un sistema davvero sostenibile.

Chiediamo ai presidi una conferenza provinciale – supportato dalla Provincia di Viterbo e dal presidente Nocchi – sull’adeguamento energetico degli edifici scolastici e la creazione di un sistema di monitoraggio permanente.  

Non possiamo sprecare questa occasione e dobbiamo prendere parte a questa rivoluzione come Parents For Future, sperando di poter ricevere per “osmosi” un po’ di quell’entusiasmo che era presente nelle strade.

Fabrizio Giometti
Umberto Cinalli
Legambiente Lago di Vico


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1 ottobre, 2019

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