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Vasanello - Contro il ministero dell'interno - Ha dimostrato di avere le carte in regola per restare in Italia

Permesso di soggiorno negato anche se vive e lavora nella Tuscia, il Tar accoglie il ricorso

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Il Tar del Lazio

Il Tar del Lazio

Vasanello – (sil.co.) – Permesso di soggiorno negato nonostante nella Tuscia abbia casa e anche un lavoro, lui fa ricorso contro il ministero dell’interno al Tar del Lazio che gli dà ragione. Secondo i giudici amministrativi l’uomo, un cittadino extracomunitario, ha dato abbondantemente prova di avere un lavoro stabile, regolarmente remunerato e di usufruire di una abitazione presso la quale dimora stabilmente. La sua colpa sarebbe stata non avere ritirato una comunicazione, motivo per cui è stato dichiarato irreperibile all’indirizzo dove avrebbe dovuto dimorare.

Protagonista della vicenda un immigrato che vive e lavora a Vasanello. L’uomo, ricorrendo al tribunale amministrativo, ha chiesto l’annullamento del decreto di rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato emesso dalla questura di Viterbo il 22 novembre 2017 e notificato il 17 dicembre 2017.

Secondo la questura l’interessato non avrebbe documentato l’esistenza di un rapporto di lavoro né dimostrato di possedere mezzi di sostentamento adeguati. Non avrebbe inoltre dimostrato l’effettività della propria dimora. 

Lo straniero ha però eccepito di avere comunicato, come di regola, il contratto di lavoro nelle sedi competenti in data 8 agosto 2017 e di aver prodotto buste paga che comprovano lo svolgimento dell’attività lavorativa relativamente alla seconda metà del 2017, rappresentando di avere anche prodotto copia della comunicazione del cambio di residenza, oggetto della cessione del fabbricato recante il timbro di deposito della polizia locale di Vasanello.

Al ricorrente è stato chiesto di produrre alla pubblica udienza dell’8 ottobre scorso il contratto di assunzione, le due ultime buste paga e la comunicazione del cambio di residenza in relazione alla cessione di fabbricato.

Ebbene, dalla documentazione depositata in giudizio è risultato che lo straniero risulta effettivamente titolare di un rapporto di lavoro avviato nel mese di agosto 2017; che la comunicazione obbligatoria Unilav del contratto è stata effettuata al Comune di Roma Capitale in data 8 agosto 2017; che nei mesi compresi tra agosto e dicembre 2017 ha ricevuto una retribuzione mensile di circa 750 euro, come si evince dalle 5 buste paga prodotte con il ricorso in esame che testimoniano, altresì, l’effettività del rapporto di lavoro; che in data primo agosto 2017, ha comunicato alla polizia locale di Vasanello, come dalla stessa attestato, la cessione di fabbricato e, quindi, la residenza presso l’immobile sito al civico 20 di via Sant’Antonio.

Il ricorso è stato accolto. Via libera quindi al permesso di soggiorno. 

 

 

 


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28 ottobre, 2019

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