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Viterbo - Sono i due pregiudicati arrestati l'11 ottobre - Tra le vittime anche un magistrato

Scena muta davanti al gip, restano ai domiciliari i topi d’auto seriali

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Un'auto della polizia

Un’auto della polizia

Viterbo – (sil.co.) – Per ora restano ai domiciliari. Non hanno neanche provato a discolparsi i due topi d’auto ai domiciliari dall’11 ottobre, quando sono stati arrestati dalla polizia per una quindicina di colpi messi a segno a Viterbo tra gennaio e maggio, uno dei quali ai danni di un magistrato, la cui vettura è stata forzata mentre la vittima si trovava alle terme. 

Martedì si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il 40enne di Vetralla e il 34enne di Viterbo, entrambi pregiudicati, comparsi davanti al gip Valerio D’Andria del tribunale di Perugia, cui il caso è stato affidato, essendo coinvolto un magistrato del tribunale di Viterbo.

Non hanno risposto alle domande del magistrato e per ora restano agli arresti domiciliari. La coppia, L.T. e M.D., sarebbe stata solita colpire nei pressi di palestre e centri commerciali, ripresa dalle telecamere dei circuiti di videosorveglianza. Un testimone oculare, inoltre, è riuscito ad annotare il numero di targa del Landorover Freelander di uno dei due indagati, il cui sistema di rivelazione satellitare ha rivelato come stazionasse “nella zona del furto in orario compatibile con l’azione criminosa”. 

La prima denuncia risale al 10 gennaio. Poi i furti sono diventati seriali. Il 17 maggio i malviventi avrebbero forzato tre vetture in un sol giorno. Altre tre sono state forzate il 25 maggio, quando è toccato anche al magistrato: tra le 17 e le 18,30 in via del Campo Scolastico, tra le 18 e le 19,30 in strada del Bullicame e verso le 19,30 in strada Terme.  Tre furti sono stati commessi il 28 maggio (in via del Campo Scolastico, strada Terme e sulla Tuscanese, nei pressi del circolo del tennis). E ancora altri tre il 30 maggio. 

Una curiosità, tra i beni di cui è stato denunciato il furto figura perfino un metro della lunghezza di 5 metri. 

Secondo quanto emerso, tra gennaio e giugno, i banditi avrebbero messo a segno almeno una quindicina di colpi, agendo con rapidità fulminea, asportando in pochi minuti borse, macchine fotografiche, contanti, documenti, telefonini, portafogli, computer, occhiali da sole e quant’altro lasciato all’interno degli abitacoli delle vetture. 


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18 ottobre, 2019

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