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Viterbo - Altri 33 saranno inseriti in liste per eventuali nuove assunzioni - Fuori dalla trattativa i 26 con contratti in scadenza

Securpol, 30 su 63 i lavoratori della Tuscia assunti dalle società acquirenti

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Donatella Ayala (Filcams Cgil)

Donatella Ayala (Filcams Cgil)

Guido Calà (Fisascat Cisl)

Guido Calà (Fisascat Cisl)

 

Viterbo - Elvira Fatiganti

Viterbo – Elvira Fatiganti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La vicenda Securpol group srl si avvia verso un epilogo da tempo atteso.

La società è in amministrazione controllata e ad aprile 2019 ha aperto un bando di gara per dare un futuro ai dipendenti e alla società stessa: con questo scopo il ministero per lo Sviluppo economico ha approvato il bando di cessione della società e ha dato avvio al processo di vendita dei principali asset, sui quali molti operatori e investitori nazionali e internazionali hanno manifestato il proprio interesse.

L’amministratore straordinario, nominato nel dicembre del 2017, per transitare la società verso acquirenti affidabili, si è sempre dimostrato molto ottimista ma, in seguito, è stato smentito dallo sviluppo dell’intera vicenda. Infatti l’iter è stato molto complesso e difficile creando non poca apprensione nei 652 lavoratori coinvolti in tutta Italia, di cui 89 nella provincia di Viterbo, che hanno vissuto e tuttora vivono, con ansia comprensibile, un futuro non per tutti certo.

Negli ultimi mesi si sono tenuti numerosi incontri a Roma fra gli amministratori attuali, le organizzazioni sindacali e le società vincitrici del bando di assegnazione (Btv – Cosmopol – Sicuritalia). I confronti si sono rivelati molto serrati, una trattativa ostica, dove Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sempre tentato di far valere i diritti dei lavoratori e salvaguardare la loro occupazione, anche per il problema sociale che ne poteva derivare: molti dei lavoratori coinvolti vivono e lavorano in territori di provincia che non offrono molte opportunità dove ricollocarsi quindi, nel caso in cui la trattativa si fosse arenata e fosse stato dichiarato il fallimento, il problema sociale sarebbe stato drammatico.

Purtroppo, le società acquirenti hanno presentato un piano di acquisizione che non includeva tutti i lavoratori toccati dalla procedura; i contratti a tempo determinato e le collaborazioni non rientravano infatti nella trattativa: a Viterbo sono 26 le persone che, avendo un contratto a scadenza, resteranno in capo al cedente.

Delle 63 persone impiegate con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, le società acquirenti (a Viterbo solo Btv e Cosmopol) sono in grado di assumere solo 30 lavoratori; l’accordo preliminare stipulato tra l’amministrazione straordinaria e gli acquirenti prevedeva infatti un’assunzione al sesto livello, senza possibilità di maturare permessi, senza gli scatti di anzianità fin qui maturati e con molte deroghe all’art 2112 del codice civile, che prevede che vengano conservati tutti i diritti per i lavoratori coinvolti in un trasferimento d’azienda fra un cedente e un cessionario.

Alla fine le organizzazioni sindacali sono riuscite ad ottenere condizioni accettabili per i lavoratori assunti, non certo le condizioni ottimali, ma le migliori al momento possibili, al fine di evitare il fallimento: assunzione al quarto livello, maturazione dei permessi, e deroghe all’art. 2112 cc che non riguardano l’art. 18 ma che, purtroppo, riguardano gli scatti di anzianità.

Filcams, Fisascat e Uiltucs di Viterbo sono consapevoli che rinunciare agli scatti di anzianità, per le persone che da anni lavorano con professionalità è un danno economico considerevole, ma è un sacrificio che viene chiesto per evitare il fallimento, che porterebbe ad una disoccupazione per tutte le risorse coinvolte.

I 33 lavoratori che non vengono ora assunti potranno accedere alla cassa integrazione straordinaria per un anno ed alla disoccupazione (Naspi) per ulteriori due anni: nel frattempo saranno inseriti in liste a cui le società acquirenti sono obbligate ad attingere per 24 mesi nel caso di nuove assunzioni, secondo i criteri dei carichi familiari e dell’anzianità.

Si avvia alla conclusione una delle vicende più difficili che ha visto coinvolti molti lavoratori della nostra provincia : un’altra società operante nel nostro territorio che, dopo anni in cui ha creato occupazione, si è trovata a fare i conti con un mondo che cambia, con una crisi economica che si è abbattuta sulle vite dei lavoratori e delle loro famiglie e con una concorrenza sempre più estrema.

Una vicenda che, malgrado gli sforzi compiuti e la possibilità data ai lavoratori di accedere alle forme di sostegno al reddito previste, porterà, nella nostra provincia, ad un ennesimo incremento dei posti di lavoro persi.

Filcams, Fisascat e Uiltucs territoriali continueranno a battersi per tutti quei lavoratori che non sono rientrati nella procedura, assistendo sia coloro che entreranno nelle liste di ripescaggio dalla cassa integrazione , che coloro a cui si è riusciti a garantire un posto di lavoro, anche se al prezzo della rinuncia degli scatti di anzianità.

Filcams, Fisascat e Uiltucs di Viterbo vogliono sottolineare la professionalità con cui queste guardie giurate hanno difeso il proprio lavoro, anche quando tutto sembrava perduto e sarebbe stato comprensibile non presentarsi sul posto di lavoro, dopo mesi di mancata retribuzione.

I lavoratori di questo settore accettano dure condizioni di lavoro, dove la loro incolumità è sempre a rischio (lo dimostra quanto accaduto nella metro di Roma la sera del 26 settembre dove una gpg, a cui siamo vicini, è stata accoltellata mentre svolgeva il suo turno di lavoro), rinunciando alle proprie famiglie perché impiegati spesso di notte. Lavoratori che meritano la stima di tutti noi ma che ancora non godono delle tutele non adeguate al loro status giuridico.

Donatella Ayala
Filcams Cgil

Guido Calà
Fisascat Cisl

Elvira Fatiganti
Uiltucs Uil


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1 ottobre, 2019

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