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Viterbo - Lo ha evidenziato Domenico Fani della Asl - Ieri, all'Unitus, la nona edizione del Safety Day dedicato alla sicurezza sui posti di lavoro - Il 76% degli infortuni mortali riguarda l'agricoltura - "Dati mostruosi", li ha definiti Quercia dell'azienda sanitaria locale

“Tuscia, in agricoltura si muore anche per non spendere cento euro…”

di Daniele Camilli

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Viterbo – “Nella Tuscia, in agricoltura, si muore anche per non spendere cento euro e comprare un cardano nuovo”, ossia due assi in rotazione per trasmettere il moto tra le macchine agricole. Un’amara verità ben evidenziata da Domenico Fani della Asl di Viterbo che ieri mattina, assieme ad altri, è intervenuto alla nona edizione del Safety Day organizzato dall’università degli studi della Tuscia in collaborazione con la Regione Lazio, la Asl viterbese e l’associazione italiana di ingegneria agraria. Il tutto con il patrocinio della direzione regionale Lazio dell’Inail. L’incontro s’è svolto all’aula magna dell’Unitus, complesso di Santa Maria in Gradi.

L’agricoltura è il settore dove l’incidenza della mortalità sul posto di lavoro è di gran lunga più elevata rispetto a qualsiasi altro settore lavorativo. “In provincia di Viterbo – ha detto Augusto Quercia della Asl – negli ultimi 5 anni si sono verificati 23 infortuni mortali in occasione di lavoro. Vale a dire oltre il 76% del totale. Per l’esattezza, i morti in agricoltura sono stati 23, quelli dell’edilizia 5 e quelli accaduti negli altri comparti 2”. “Dati mostruosi”, ha poi aggiunto Quercia.


Viterbo - Il Safety Day all'Unitus

Viterbo – Il Safety Day all’Unitus


Non solo, mentre a livello regionale gli infortuni denunciati all’Inail in ambito agricolo rappresentano il 2% del totale, nella Tuscia quest’ultimi arrivano fino al 12%.


Viterbo - Il Safety Day all'Unitus

Viterbo – Il Safety Day all’Unitus


“A livello nazionale – ha precisato Silvana Toriello, direttrice dell’ufficio territoriale Inail Roma centro-Viterbo – gli infortuni mortali registrati tra il 2001 e il 2015 in agricoltura sono stati 312. Il 72% dei decessi si è verificato durante le fasi lavorative tipiche del comparto, in particolar modo per il ribaltamento del trattore, di cui il 16% nelle attività di movimentazione e stoccaggio di materiali quali rotoballe, insilati  e attrezzature varie. Emerge poi che il 73,5% degli infortuni avviene durante le lavorazioni agricole, come, tra gli altri fattori, la fresatura del terreno, lo sfalcio dell’erba, il trattamento con prodotti fitosanitari, la concimazione, la semina e la movimentazione di materiali”.


Caprarola - Incastrato con la gamba sotto il trattore

Un incidente sul posto di lavoro


Il Safety Day è un evento che serve ad affrontare la complessità dei problemi legati alla presenza di criticità che costituiscono le cause dell’elevata frequenza e gravità degli infortuni sul lavoro che colpiscono il settore agroforestale anche per la presenza di forme di lavoro irregolare o dal mancato rispetto delle più elementari regole di sicurezza.


Viterbo - Silvana Toriello

Viterbo – Silvana Toriello


Tra il pubblico, ieri mattina, c’erano gli operatori del settore agrario e forestale, gli operatori agricoli e le aziende, così come i rappresentanti delle associazioni sindacali, professionali e di categoria. Tra i partecipanti, anche il rettore dell’Unitus Alessandro Ruggieri. Un incontro che si colloca inoltre tra gli eventi organizzati in occasione della settimana europea della sicurezza e nell’ambito della campagna 2018-2019 “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza ddi sostanze pericolose” promossa dall’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.


Viterbo - Augusto Quercia

Viterbo – Augusto Quercia


Le malattie professionali denunciate nella Tuscia per comparto produttivo tra il 2012 e il 2018, la fonte è l’osservatorio Mp Uoc PreSal, sono state in tutto 2476. Il 24,3% riguardano il comparto delle costruzioni, il 16% la ceramica, il 15% l’agricoltura, il 14,8% i servizi e il 9,9% la sanità. L’82% delle malattie professionali sono poi dovute al sovraccarico (82%), alle malattie cutanee (4,6%) e ai tumori (4%). 


Un cardano

Un cardano


I comparti più a rischio per la sicurezza, come ha fatto notare Quercia, sono soprattutto l’edilizia, “e le cause di morte o infortunio – ha fatto notare il dirigente della Asl – sono dovute essenzialmente a cadute dall’alto, seppellimento e folgorazione”, e appunto l’agricoltura, “a causa del ribaltamento del trattore, del cardano e delle macchine operatrici. Ci sono poi rischi trasversali a entrambi i comparti, come il rischio chimico-cancerogeno e il sovraccarico dei pesi”. Insomma, uomini e donne che muoiono di fatica o perché sono costretti a respirare veleni. Così, senza pietà. Ma soprattutto perché, a chi li fa lavorare, poco importa della loro salute.


Viterbo - Domenico Fani

Viterbo – Domenico Fani


“Le principali modalità di accadimento degli infortuni in provincia di Viterbo – ha spiegato Fani – riguardano il ribaltamento della trattrice utilizzata per l’estrazione del legname dalla zona di taglio, l’investimento da piante durante il taglio e l’utilizzo di attrezzature come le motoseghe”. C’è poi chi finisce schiacciato dal trattore, chi investito dallo stesso, chi folgorato per contatto elettrico con un cavo non protetto e chi dilaniato dall’albero cardanico. Morte, in quest’ultimo caso, dovuta al dissanguamento successivo. Una morte terribile.

Tra le cause, l’utilizzo del trattore oltre i limiti imposti dal terreno, l’uso di attrezzature non conformi, la conduzione dei mezzi affidata a lavoratori con scarso livello di informazione, l’abitudine, da parte di alcuni, ad assumere alcolici durante l’orario di lavoro, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, l’elusione dei dispositivi di sicurezza.


Viterbo - Il Safety Day all'Unitus

Viterbo – Il Safety Day all’Unitus


“Guardando il quadro degli infortuni e delle malattie professionali della provincia di Viterbo – ha commentato infine Silvana Toriello – quello che emerge in agricoltura è soprattutto il fatto che morti e incidenti sono dovuti al ribaltamento del trattore e al fatto che quest’ultimi sono ormai vecchi e andrebbero sostituiti. E proprio sul rinnovo del parco macchine, l’Inail ha messo a disposizione delle piccole aziende 35 milioni di euro per sostenere il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza. Un importo, distribuito in budget regionali e provinciali, ripartito in due assi di intervento. Il primo, da cinque milioni di euro, riservato ai giovani agricoltori, il secondo, da 30 milioni, destinato alla generalità delle imprese agricole. Finanziamenti destinati agli investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore e il miglioramento del rendimento e della sostenibilità delle aziende”.


Viterbo - Il Safety Day all'Unitus

Viterbo – Il Safety Day all’Unitus


Il punto vero però è un altro ancora, ed è Toriello stessa a metterlo sotto gli occhi di tutti. “Nel 2016, su 92 progetti presentati, soltanto 13 sono stati ammessi”. Perché? “nella maggior parte dei casi le domande sono state presentate in modo sbagliato”. e in tal caso, la colpa non è di certo della pubblica amministrazione. Ma dell’approssimazione e superficialità di chi le ha inoltrate. Come dire che la sicurezza, per molti, non è proprio il primo punto all’ordine del giorno.

Daniele Camilli


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25 ottobre, 2019

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