--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - I dati dell'osservatorio Vega di Mestre - Turchetti (Uil): "Servono maggiori controlli"

Tuscia, cinque morti sul lavoro in pochi mesi

Condividi la notizia:

Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti

Un cantiere

Un cantiere

Mestre - Mauro Rossato

Mestre – Mauro Rossato

Operai al lavoro

Operai al lavoro

Viterbo – Tuscia, cinque morti sul lavoro in pochi mesi. Otto mesi, per l’esattezza. Da gennaio ad agosto. Tanti, e tanto da vedere la provincia di Viterbo in 13esima posizione nella tragica graduatoria stilata dall’osservatorio sicurezza Vega di Mestre, tristemente a pari merito con la province di Campobasso, Teramo, Chieti, Alessandria e Padova.

“Servono maggiori controlli – commenta il segretario regionale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti – e una migliore cultura della sicurezza e della prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro. Spesso l’attenzione è al ribasso perché quello che conta, in una provincia con i tassi di disoccupazione tra i più alti del paese, è avere un lavoro a prescindere”.

Per quanto riguarda il dato nazionale, nei primi otto mesi del 2019 si è registrato un calo rispetto all’anno precedente. “Il decremento complessivo delle morti bianche registrato nei primi otto mesi del 2019 (pari al 4%) – ha detto il presidente dell’osservatorio Vega Mauro Rossato – non può che essere accolto positivamente. Il punto è che a diminuire sono essenzialmente gli infortuni mortali avvenuti in itinere (-11%), mentre restano purtroppo pressoché invariati gli infortuni mortali verificatisi in occasione di lavoro (-1%)”.
  
Infatti, se complessivamente le vittime sul lavoro del nostro paese da gennaio ad agosto sono diminuite, passando dalle 713 del 2018 alle 685 del 2019, il numero delle vittime registrate in occasione di lavoro rimane stabile, passando dalle 498 del 2018 alle 493 del 2019. “Ciò significa che l’emergenza morti sul lavoro rimane – sottolinea ancora Rossato – e sono ancora i numeri a darne una triste conferma”.

Intanto, a dare un segnale di flessione piuttosto significativa sono gli infortuni mortali avvenuti in itinere che, dai 215 rilevati nei primi otto mesi del 2018, sono passati a 192. Le donne che hanno perso la vita nel 2019 sono 58: 28 quelle decedute in occasione di lavoro e 30 in itinere.
 
Il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro in Italia viene registrato in Lombardia (73), Lazio (52), Emilia Romagna (46), Piemonte (43), Campania (41), Sicilia e Veneto (35).  Seguono Puglia (31), Toscana (25), Trentino Alto Adige (16), Abruzzo e Marche (15), Calabria (12), Basilicata (11), Friuli Venezia Giulia e Liguria (10), Umbria (9), Sardegna (8) e Molise (6). La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (37 decessi). Ed è seguita da: Napoli (18), Milano e Brescia (17), Torino (15), Foggia (14), Vicenza (12), Palermo (11).
 
A mietere più vittime in occasione di lavoro sono il settore delle attività manifatturiere (73) e quello delle costruzioni (con 63 decessi).  Seguono trasporto e magazzinaggio (56) mentre nel commercio, riparazione di autoveicoli e motocicli i morti sono 29. 
 
La fascia d’età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro totali è tra i 45 e i 64 anni (317 su 493 vittime). E sono tanti anche gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 87.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
11 ottobre, 2019

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR