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Flash mob viterbese

Non servono le pezze calde per il centro storico…

di Francesco Mattioli

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Francesco Mattioli

Francesco Mattioli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viviamo in un mondo in cui persino presidenti, pontefici e saggi opinionisti si esprimono con un tweet per catturare l’attenzione del pubblico.

Così, a forza di scrivere cose serie (o seriose, vedete voi…) il rischio è quello di apparire noiosi e di non venir letti per niente. Vi offro allora delle battute, delle provocazioni, dei pensieri-flash sugli eventi delle ultime settimane, con qualche sottinteso rimando sociologico.

Ogni tanto, per poter stimolare una riflessione, è meglio prenderla più alla leggera, anche quando si affrontano temi seri, a volte tragici. Lo insegnavano, seppur in tempi diversi, poeti come Orazio e de Santeul.

ROSWELL
C’è un extraterrestre che scende sulla Terra e vuole informarsi su come viviamo. Così compra un giornale, lo legge accuratamente, poi all’edicolante chiede perplesso: – E com’è che non vi siete ancora estinti? –

TU SI QUE VALES
Nel teatrino mediatico di oggi, se vuoi praticare un’arte devi recitare una parte. Possibilmente chiassosa, meglio se scurrile

IUS SOLI
So’ nato a Roma, sto a ffà l’elementari a Tore Angela, gioco nei purcini della squadra der quartiere e me chiamo Erìco… er mejo amico mio è Giuseppe, famo ‘r catechismo ‘nzieme, ‘n parocchia. Mo’ però siccome che so’ nero, perché er mi’ padre e la mi’ madre vengheno dar Senegal, m’hanno detto che io non posso esse itajano. E allora che so’? Boh…

PEZZE CALDE
Non c’è centro storico, in Italia, che non stia languendo. Proprio perché è storico, cioè inadeguato ai meccanismi e alle necessità della modernità. Se deve sopravvivere, è necessario affidargli nuovi significati, nuove funzioni, nuovi usi. Le pezze calde non guariscono il male, danno solo momentaneo e illusorio sollievo.

GARDEN CITY
Una volta i giardini pubblici si realizzavano in luoghi ameni, appartati, tranquilli; così tranquilli da diventare oggi luoghi di spaccio e di vandalismi. Forse conviene progettarli lungo le vie di maggior traffico, così sono sotto gli occhi di tutti. Tanto domani, con l’auto elettrica, saranno circondati da un pacifico e salubre silenzio.

TIRA IL SASSO E NASCONDI LA MANO
Pasquino era anonimo, perché viveva sotto un regime assolutistico che non ammetteva libertà di pensiero. Ma i messaggi anonimi in genere sono forme di delazione, non a caso strumento principe dell’antisemitismo nazifascista. E oggi, nella nostra società libera, diventano solo pratica scellerata di haters deliranti che non hanno il coraggio di rivelarsi.

CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL…
Un giorno mia madre, ripulendo la mia cameretta, buttò via assieme a tanti fogli stropicciati lasciati in giro anche la brutta copia di un tema che stavo scrivendo. “ E’ colpa tua” mi disse “così impari a non mettere tu in ordine”. In certi governanti, che ora si lamentano dell’avanzata del razzismo sovranista, vedo quel me di allora.

DA ERICH FROMM
Se pensi che la libertà sia quella di sottrarti ai doveri, se non capisci che la libertà vera è quella di decidere, di fare, di assumersi responsabilità, allora continuerai ad essere un semplice schiavo.

ERRARE HUMANUM EST
Le “cagate” prima o poi le commettono tutti… ma se uno continua imperterrito, allora diventa un sac à merde…

PRECEDENZE
Sembrava che il ”numeretto” avesse abolito le liti sulla precedenza negli uffici e nei negozi. Niente da fare: la lotta continua tra chi il numeretto ce l’ha e chi si “dimentica” di prenderlo.

TRENTA MINUTI DI RISATE
Per abbellire la città, propose in pubblico che il cittadino offrisse due ore settimanali del suo tempo per pulire le strade, i tombini e le fontane, innaffiare le piante dei giardini pubblici, riparare gli arredi urbani, vigilare contro i vandalismi. I sindacati dei lavoratori comunali si opposero. Ma ottenne trenta minuti di risate, e un grande comico lo invidiò per questo.

TRINITA’ DI MONTI VS WOODSTOCK
A giudicare dal numero di bottiglie di birra, di vino e delle cartacce di mcdonalds sparse per le vie di Viterbo, pare che i bivacchi in città non manchino. Mancano invece altre cose: l’educazione dei cittadini, ma anche i luoghi deputati a sedersi e i cestini dove buttare una bottiglia vuota. Un panino non fa primavera, un’allegra scampagnata sui gradini di Palazzo Papale sì.

Francesco Mattioli


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23 ottobre, 2019

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