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Viterbo - 29enne morto schiacciato dal trattore - Si sono difesi davanti al gip i datori di lavoro agli arresti domiciliari

“Botan Dumitru aveva il patentino, la sua morte è stata una disgrazia”

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Botan Dumitru

Botan Dumitru

Viterbo – (sil.co.) – “Botan Dumitru aveva il patentino, l’infortunio e la sua morte sono stati una disgrazia, una tragedia inevitabile”. Lo hanno detto entrambi i datori di lavoro del padre di famiglia 29enne morto schiacciato dal trattore in un bosco impervio in zona Piangoli-Acquaspasa a Soriano nel Cimino, la mattina del 19 giugno.

Hanno risposto a tutte le domande del gip Francesco Rigato i due imprenditori arrestati il 13 novembre, Dante Presciutti e Zechir Mahmudov.

Il primo è il titolare della ditta di Vetralla fallita nel 2018 per cui lavorava la vittima e il secondo, vicepresidente della cooperativa Agripro di Caprarola per cui lavorava al momento della disgrazia.

Indagati a piede libero la moglie 36enne di Presciutti in quanto proprietaria del trattore dato in comodato d’uso alla cooperativa e un 31enne di nazionalità romena, formalmente presidente, ma che della cooperativa sarebbe stato il prestanome.

L’interrogatorio di garanzia è durato complessivamente circa un’ora e mezza, nel corso della quale gli arrestati, ai domiciliari da tre giorni, si sono entrambi difesi, negando che Botan Dumitru fosse sprovvisto del patentino, che sarebbe stato peraltro sequestrato e acquisito agli atti delle indagini.

Presciutti,  in particolare, difeso dagli avvocati Francesco e Roberto Massatani, avrebbe detto: “Conoscevo Botan fin da bambino e quando lavorava per me ha fatto formazione, tutte le visite mediche ed era provvisto di regolare patentino”.

Mahmudov pensava che fosse tutto in regola. “Era tutto in mano al consulente del lavoro, Botan Dumitru aveva il libretto ed era in regola”, avrebbe detto il macedone 42enne di Latera, assistito dall’avvocato Samuele De Santis.

“Siamo pronti a pagare se ci sono state delle omissioni relativamente alla normativa sul lavoro, ma siamo totalmente estranei all’accusa di omicidio colposo. Il lavoro nei boschi è pericoloso, siamo dispiaciuti, ma è stata una tragedia, una tragedia inevitabile”, ha proseguito Mahmudov.

Del tutto estraneo all’infortunio si è detto Presciutti, l’imprenditore 45enne accusato di essere il titolare di fatto della Agripro.

“Non sono il titolare di fatto della cooperativa e non ha mai lavorato per me l’uomo indicato come mio prestanome. Conoscevo Botan da ragazzino. Ha lavorato per me come operaio agricolo, aveva fatto formazione e visite di idoneità al lavoro. Aveva il patentino”, ha ribadito al gip Rigato.

Riguardo ai rapporti con la cooperativa: “Non avevo nulla a che fare con la Agripro. Erano rapporti commerciali, compravo legname dalla cooperativa per conto di mia moglie”.


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16 novembre, 2019

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