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Viterbo - La richiesta arriva dal segretario della Feneal Uil Francesco Palese

“Allarme edilizia nella Tuscia, serve un tavolo istituzionale il prima possibile”

di Daniele Camilli

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Viterbo –  Edilizia della Tuscia, è allarme. Calano i posti di lavoro e le difficoltà sono all’ordine del giorno. “Le imprese continuano a chiudere – spiega il segretario della Feneal Uil Francesco Palese – in un contesto dove la disoccupazione generale, in provincia di Viterbo, è arrivata all’11,86%. Più alta della media nazionale che si attesta al 10,6%. Non solo, ma nel corso di questi primi dieci mesi dell’anno, appalti e nuove costruzioni sono calati del 19%. La stessa cosa vale anche per le imprese, che continuano a chiudere. Eppure – aggiunge Palese – i dati forniti dalla Camera di commercio rappresentano uno configurazione del settore in maniera diversa. Serve un tavolo istituzionale con amministrazioni e organizzazioni sindacali per rilanciare l’occupazione e l’economia dell’intero settore. Prima che sia troppo tardi”.

Nella provincia di Viterbo le imprese edili attive nella provincia dichiarate alla Camera di commercio sono così classificate: 871 imprese di capitale, 603 imprese di persone, 3069 imprese individuali e 126 imprese sotto altre forme statistiche. I dati delle imprese attive dichiarate in cassa edile sono invece 624.


Viterbo - Francesco Palese della Feneal Uil

Viterbo – Francesco Palese della Feneal Uil


“La risposta – spiega Palese – che diamo a questi dati è presto detta. Sono in aumento le assunzioni part time. Notiamo infatti che sono aumentate le assunzioni con questo tipo di contratto a 10, 20, 25 ore settimanali e addirittura riscontriamo accordi di riduzione di orario di lavoro che da tempo pieno, 40 ore settimanali, passano al part time con abbattimento dei costi della manodopera e dei contributi previdenziali, fiscali ed assistenziali, vale a dire il versamento alla cassa edile. Riscontriamo inoltre il passaggio di lavoratori dipendenti a lavoratori autonomi con partita Iva, se non addirittura soci lavoratori. Un modo come un altro per eludere le incombenze previste dai contratti nazionali di lavoro. E questo avviene anche perché i controlli sono scarsi e i pochi ispettori a disposizione dell’ispettorato del lavoro non possono e non riescono a fare tutte le verifiche del caso”.

Peggio ancora, secondo Palese, “l’elusione del versamento della cassa edile, prevista per legge e per contratto, è in forte aumento. E molti lavoratori edili non percepiscono quanto versato. Ad esempio la tredicesima e quattordicesima che nella nostra provincia viene appunto pagata dalla cassa edile nei mesi di giugno e dicembre. Una situazione che rende ancor più precario il lavoro, e nello specifico quello edile. Senza poi considerare l’abitudine di alcune aziende edili di cambiare il contratto dei lavoratori da edile a metalmeccanico, da edile a trasporti e servizi”.


Viterbo - Edilizia

Viterbo – Edilizia


Inoltre, secondo Palese, “le vertenze di lavoro per il rispetto degli obblighi contrattuali sono in forte rialzo e riscontriamo pure la mancata retribuzione del trattamento di fine rapporto e di diverse mensilità”. 

A far da corollario “il forte calo nelle costruzioni di attività pubbliche, che nella nostra provincia – sottolinea il segretario della Feneal Uil – sono ferme al palo e non possono certo garantire quell’aumento occupazionale che tutti stiamo aspettando”.


 

Viterbo - Edilizia

Viterbo – Edilizia


Per Francesco Palese, un modo per rilanciare l’occupazione nel settore edile è “il completamento dell’ospedale Belcolle, la prosecuzione dei lavori della trasversale Orte-Civitavecchia, il raddoppio della Cassia e la sistemazione della rete ferroviaria”.

“Chiediamo quindi – conclude il segretario della Uil edili – che istituzioni, politica, amministrazioni comunali e organizzazione sindacali si siedano intorno a un tavolo per superare tutti gli ostacoli, dare occupazione e rilanciare l’economia. Serve alla Tuscia, serve alla comunità. E serve ai lavoratori”.

Daniele Camilli


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7 novembre, 2019

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