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Salute - La dottoressa dell'Isde Viterbo ha presentato una relazione venerdì 8 novembre

Antonella Litta a Firenze per un convegno sull’impatto del trasporto aereo sul clima

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Antonella Litta

Antonella Litta

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo – Venerdì 8 novembre, a Firenze, si è svolto un convegno sull’impatto negativo su clima, ambiente e salute generato dalle attività dell’aeroporto cittadino “Amerigo Vespucci”.

Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti negativi dell’inquinamento acustico.

Venerdì 8 novembre 2019, a Firenze, si è svolto un convegno sull’impatto negativo su clima, ambiente e salute generato dalle attività dell’aeroporto cittadino “Amerigo Vespucci”.

Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti negativi dell’inquinamento acustico sulla salute dei residenti in prossimità della struttura aeroportuale.

Al convegno hanno partecipato l’architetto Fabio Zita, l’avvocato Luca Giagnoni, Gianfranco Ciulli presidente del comitato Vas- vita, ambiente e salute onlus e la dottoressa Antonella Litta, referente dell’Associazione medici per l’ambiente-Isde (International society of doctors for the environment).

La dottoressa Litta ha esposto la relazione: “L’impatto del trasporto aereo sul clima, l’ambiente e la salute”.

Nella sua relazione la referente dell’Isde ha messo in risalto come l’opposizione per ragioni scientifiche, etiche ed ecologiche all’ampliamento dello scalo fiorentino vada ad inserirsi tra le misure urgenti e necessarie a livello nazionale, europeo e mondiale anche per contrastare il surriscaldamento del clima con le sue devastanti conseguenze per tutta l’umanità e il pianeta.

Associazione medici per l’ambiente – Isde Viterbo


Una breve sintesi della relazione della dottoressa Litta

“Negli ultimi decenni, il traffico aereo ha registrato una fase di crescita pressoché costante soprattutto per quanto riguarda il settore del trasporto merci e quello dei voli low cost, solitamente legato al turismo definito anche “mordi e fuggi” determinando così un incremento importante del suo impatto negativo sull’ambiente, soprattutto in termini di inquinamento atmosferico, acustico e importante contributo ai cambiamenti climatici.

Secondo il rapporto dell’European Aviation Environmental- EAE 2016 il numero di voli è aumentato del 80% tra il 1990 e il 2014, ed è prevista una crescita di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035.

Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti climatici così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta e incrementano il fenomeno forzato delle migrazioni soprattutto dal continente africano ed asiatico.

La letteratura scientifica e gli studi sull’impatto ambientale, sanitario e sul clima del trasporto aereo sono a disposizione da diversi decenni e sono sempre più numerosi evidenziando la sinergia tra gli effetti generati dall’inquinamento dell’aria e quello acustico sulla salute umana ovvero: incremento delle malattie cardiovascolari, respiratorie, neoplastiche, disturbi della sfera neuro-comportamentale, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini, e una netta riduzione della qualità della vita per compromissione del riposo notturno a causa delle operazioni aeroportuali svolte anche durante la notte.

Le persone che vivono in prossimità di scali aeroportuali e i lavoratori delle strutture aeroportuali sono costretti a subire oltre agli effetti dell’inquinamento dell’aria anche quelli dell’inquinamento acustico con conseguenze importanti sulla salute e lo stato psicofisico.

E’ necessario quindi che la prossima Conferenza internazionale sul clima- COP 25, che si svolgerà a Madrid nel prossimo dicembre, discuta ed imponga limitazioni a questa modalità di trasporto di trasporto che contribuisce in modo rilevante ai cambiamenti climatici”.

 


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11 novembre, 2019

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