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Viterbo - Filippo Rossi scrive un articolo-lettera alla senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz e ora sotto scorta

“Cara Liliana Segre, ti chiedo scusa”

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Filippo Rossi

Filippo Rossi

Liliana Segre

Liliana Segre

Viterbo – “Cara Liliana Segre, ti scrivo questa lettera aperta per chiederti scusa, per chiederti di perdonarci”. 

Esordisce così Filippo Rossi, nel suo articolo indirizzato a Liliana Segre pubblicato ieri su un blog del “Fatto Quotidiano”. “Quello che ti sta succedendo è responsabilità anche mia prosegue Rossi, riferendosi alla scorta per la senatrice a vita 89enne, sopravvissuta ad Auschwitz -. Io sono di destra, lo sono sempre stato”. 

Rossi chiede scusa ma non si intesta tutte le responsabilità di certa destra. “Capisco che abbiano sbagliato tutto – scrive – che non abbiano combattuto una battaglia di civiltà. Non voglio vivere in un Paese dove una donna che gira coraggiosamente l’Italia per raccontare ai più giovani quell’orrore chiamato Olocausto, dal quale ancora oggi una certa destra non ha il coraggio di prendere definitivamente le distanze, si ritrova costretta a dover camminare fianco a fianco a degli agenti che la proteggono”.

Parla di Pescara che non ha voluto concedere a Segre la cittadinanza onoraria per volere della giunta leghista: “un’occasione mancata per ridistendere i toni, ennesimo pretesto per stuzzicare gli istinti più beceri dell’elettorato”. 

“Io sono di destra – continua – e ripudio questa destra dominante, destra rabbiosa e bavosa, destra cattiva. Ma oggi mi rendo conto che non basta, che la battaglia deve essere ancora più forte, ancora più incisiva. Ancora più alta”.

L’ultimo libro di Rossi si intitola “Dalla parte di Jeckyll. Manifesto per una buona destra”. Ma di fronte alla scorta a una sopravvissuta ai lager nazisti, il direttore artistico di Caffeina dice di sentirsi “impotente”. “Mi sento coinvolto perché la mia destra ha fatto e fa poco per contrastare questa deriva bestiale – conclude Rossi -. Ti prego perdonami, anche per loro. Perché se esistono, se hanno tutto questo potere è colpa anche di quelli come me che li hanno lasciati fare.


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10 novembre, 2019

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