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Politica - Appuntamento il 5 novembre alle 17 al teatro Caffeina

Claudio Di Berardino a Viterbo per discutere di occupazione e modello di sviluppo

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Claudio di Berardino

Claudio di Berardino

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I dati sull’occupazione nella provincia di Viterbo continuano a segnare numeri estremamente preoccupanti, in particolare per quanto riguarda i giovani e le donne.

Tra le province del Lazio, il Viterbese si attesta al di sotto della media nazionale.

Il lavoro precario, spesso sottopagato e senza diritti, ai limiti dell’invisibilità, rappresenta un fenomeno largamente diffuso, in particolare in edilizia, nel commercio, in agricoltura.

E anche nei servizi si assiste ad una contrazione dell’occupazione stabile e tutelata, a vantaggio di forme che, invece, privilegiano l’intermittenza contrattuale e salariale.

Un quadro pesantemente negativo, entro cui spiccano vertenze importanti: la chiusura del Mercatone Uno a Monterosi ed il persistere di una condizione di crisi che attanaglia il distretto industriale ceramico di Civitacastellana.

Per discutere di tutto questo, del lavoro che non c’è, della sua qualità e sicurezza, ma anche della necessità di rilanciare un piano di investimenti pubblici in grado di crearne di nuovo, il prossimo 5 novembre al Bistrot del Teatro Caffeina a Viterbo, ospiteremo Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro della Regione Lazio, che, insieme al consigliere regionale Enrico Panunzi e ai segretari di Cgil, Cisl, Uil, illustrerà il lavoro istituzionale di questi anni e proverà a ragionare sulla necessità di mettere al centro della riflessione pubblica il tema del lavoro.

Parleremo della nuova legge regionale sul caporalato, utile in una provincia come la nostra, dove specie in agricoltura, questo fenomeno è particolarmente presente, parleremo di sicurezza sul lavoro (a partire dai dati Asl e Inail di Viterbo, che in un recente convegno hanno messo in evidenza come anche nel Viterbese, dal 2014 ad oggi si sia prodotta una vera e propria strage silenziosa, con 30 morti), parleremo di lavori usuranti, a partire dalla rivendicazione del riconoscimento del lavoro in ceramica, parleremo della necessità di superare una legislazione nazionale (compreso il Jobs Act) che negli anni ha ridotto diritti e salari, facendo aumentare la precarietà e riducendo il lavoro a merce di scarto, parleremo del fenomeno del “lavoro povero”, vale a dire di una condizione vissuta ormai da molte persone che, pur lavorando, anche nel pubblico, vivono una persistente insufficienza di reddito e parleremo della necessità di investimenti pubblici in settori (la conoscenza, l’ambiente, la tutela del territorio) che possono riorientare lo sviluppo locale e produrre nuova e buona occupazione.

Paola Marchetti
Giancarlo Torricelli
Sinistra civica per la Tuscia


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2 novembre, 2019

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