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Viterbo - Gianpaolo Serone di ArcheoAres ha presentato il convegno di sabato 16 novembre sulle ultime analisi - Per molti esperti l'opera è di Buonarroti

“Crocifissione di “Michelangelo”, studi al radiocarbonio per datarla”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Conferenza stampa di presentazione del convegno sugli sudi sulla Crocifissione

Viterbo – Conferenza stampa di presentazione del convegno sugli sudi sulla Crocifissione

Viterbo - La Crocifissione

Viterbo – La Crocifissione

Gianpaolo Serone

Gianpaolo Serone

Don Luigi Fabbri

Don Luigi Fabbri

Giorgia Di Fusco

Giorgia Di Fusco

Santino Tosini

Santino Tosini

Antonio Rocca

Antonio Rocca

Viterbo - La Crocifissione nel museo colle del duomo

Viterbo – La Crocifissione nel museo colle del duomo

Viterbo – “La crocifissione di “Michelangelo”, gli studi al radiocarbonio forniranno una datazione più precisa”. Gianpaolo Serone di ArcheoAres ha presentato così questa mattina il convegno di sabato 16 novembre dove verranno raccontati e spiegati gli ultimi studi condotti sulla Crocifissione di Viterbo. L’opera è conservata al polo monumentale colle del duomo e sulla sua attribuzione gli studiosi cercano ancora delle conferme, anche se in molti non escludono una possibile paternità di Michelangelo. 

In conferenza stampa sono intervenuti il vicario generale Don Luigi Fabbri, Santino Tosini dell’ufficio beni culturali della diocesi e l’ufficio stampa di ArcheoAres Giorgia Di Fusco. In sala anche lo storico dell’arte Antonio Rocca. 

“Il convegno di sabato – ha chiarito Gianpaolo Serone – presenterà gli studi al radiocarbonio effettuati sulla tavoletta della Crocifissione. Saranno dei dati che forniranno una forbice di datazione dell’opera più ristretta di quanto già detto precedentemente. Una forbice di circa 50 anni. Ci sarà una lettura, fatta dalla ricercatrice dell’università della  Tuscia Claudia Pelosi, delle analisi a radiocarbonio e ci sarà una sintesi degli studi condotti sull’opera negli ultimi sei anni”.

In specifico la datazione riguarderà la tavoletta a supporto dell’opera e i dati forniranno delle risposte in più rispetto ai precedenti convegni. Una data precisa infatti potrebbe chiarire se l’opera possa rientrare nell’arco temporale di attività di Michelangelo. In conferenza stampa è stato spiegato come gli studi sull’opera siano stati portati avanti da più esperti del settore, da quelli sul locale dell’università della Tuscia, all’università di Terni e al politecnico di Milano. Coinvolti anche esperti e ricercatori francesi e polacchi. 

“L’opera – ha aggiunto Gianpaolo Serone – è oggetto di studi specifici da circa sei anni e abbiamo creato un’equipe internazionale di studiosi in grado di analizzarla e fornire ulteriori dati. Non possiamo dire che gli studi siano conclusi perché nel campo dell’arte la ricerca non ha mai fine. Partiremo da vari elementi che come un puzzle ci potranno fornire delle risposte concrete”.

Gli studi al radiocarbonio vengono dall’università di Lecce. L’indagine, come è stato spiegato, è piuttosto invasiva in quanto consiste nel prelevare un pezzetto materiale dell’opera per studiarlo. “Ma –  è intervenuto Antonio Rocca – l’importanza di questo manufatto è tale che bisognava procedere a rimozione”. 

L’opera è conservata al polo monumentale colle del duomo, la cui visita è gratuita per i residenti, e da oggi le è stato dedicato uno spazio preciso e di primo piano che è stato presentato alla stampa dopo la conferenza. 

“Abbiamo pensato a uno spazio riservato per esporre la tavoletta della Crocifissione – ha spiegato Santino Tosini –. La diocesi ha poi molte opere conservate. E stiamo pensando di ottenere altri spazi, con ArcheoAres, per dare loro la giusta visibilità”.

I ringraziamenti alle varie realtà protagoniste degli studi sulla tavoletta sono poi arrivati da Don Luigi Fabbri. Qualche dato poi sul polo monumentale colle del duomo che chiarisce come sia sempre luogo di attrazione turistica. “Dal primo gennaio 2019 a oggi – ha affermato Don Luigi Fabbri – sono state 33.862 le visite. Rispetto all’anno scorso, da gennaio a novembre 2018, sono aumentate di oltre 4 mila. Abbiamo visitatori provenienti da 21 nazioni e da 18 regioni italiane. Il polo museale non vuole essere solo luogo di conservazione di opere d’arte, ma anche spazio di studio e ricerca per riscoprire la storia e il cammino di fede attorno alle opere d’arte”.

L’appuntamento per avere maggiori informazioni è stato così lanciato da Giorgia di Fusco. Sabato 16 novembre, alle 16, al museo colle del duomo. 

Maurizia Marcoaldi


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13 novembre, 2019

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