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Viterbo - La direzione politiche ambientali si è costituita in giudizio presso il Tar - La delibera è stata appena pubblicata sul Burl - Un risultato importante per chi a Marta e Capodimonte si sta "ribellando" appendendo lenzuola a balconi e finestre - FOTO E VIDEO

La Regione Lazio si schiera contro l’impianto geotermico di Castel Giorgio

di Daniele Camilli

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Viterbo – La Regione Lazio dice no all’impianto geotermico di Castel Giorgio in Umbria e si costituisce in giudizio presso il Tar del Lazio contro la deliberazione amministrativa del Consiglio dei ministri del 31 luglio 2019.

La decisione della Regione di Nicola Zingaretti è del 15 ottobre ed è stata pubblicata sul bollettino ufficiale regionale del 31 ottobre. Una notizia che va incontro alle battaglie portate avanti in questi anni dai comitati territoriale che mano mano si sono costituiti a cavallo tra Umbria e alto Lazio e che ultimamente, soprattutto a Marta e Capodimonte, hanno visto insorgere la popolazione che, in questi giorni, ha messo in atto una vera e propria rivolta appendendo a balconi e finestre lenzuola con su scritto “No geotermico” oppure “Sos lago”.


 

Marta - La rivolta delle lenzuola contro il geotermico

Marta – La rivolta delle lenzuola contro il geotermico


Questo perché, come sta scritto nella determina della direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti della regione Lazio, firmata dalla dirigente Flaminia Tosini, “non è possibile escludere impatti negativi, derivanti dalla realizzazione del progetto in questione, sulle zone di prelievo dell’acqua potabile all’internodel bacino del Lago di Bolsena”. Così come, prosegue la delibera, il territorio della Tuscia “è interessato dall’impianto in quanto vede gli sversamenti dell’impianto avvenire nel sottosuolo laziale, verso il bacino idrico del Lago di Bolsena”.


Marta - Il lago di Bolsena

Marta – Il lago di Bolsena


Ecco perché la Regione Lazio ha ritenuto “sussistente l’interesse dell’amministrazione regionale a costituirsi, con facoltà di proporre impugnativa anche negli ulteriori eventuali gradi o resistere alle liti stesse, al fine di consentire l’adeguata difesa dell’amministrazione nel giudizio innanzi al Tar Lazio-Roma, avverso la deliberazione amministrativa del Consiglio dei ministri del 31 luglio 2019 con la quale il Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, udito l’assessore Antonio Bartolini in rappresentanza della Regione Umbria, ha deliberato di superare la mancata intesa della Regione e, conseguentemente, di consentire la prosecuzione del procedimento di realizzazione dell’impianto pilota denominato ‘Castel Giorgio’ per ricerca di risorse geotermiche sito nel comune di Castel Giorgio (Terni), proposto da ITW LKW Geotermia Italia S.p.a.“. Trasmettendo così “per i successivi adempimenti di competenza, all’avvocatura regionale il presente provvedimento con il quale viene formalizzata l’autorizzazione alla costituzione nel giudizio”.


Marta - La rivolta delle lenzuola contro il geotermico

Marta – La rivolta delle lenzuola contro il geotermico


In Italia le centrali geotermiche sono in tutto 37. I pozzi scavati 497. Attualmente la produzione di energia elettrica da fonti geotermiche è concentrata tutta in Toscana. La società Geotermia Italia sta lavorando a tre impianti. Uno a Castel Giorgio e due in provincia di Viterbo, per l’esattezza a Latera e Acquapendente. Castel Giorgio è in dirittura d’arrivo. Latera è in corso di approvazione da parte della Regione e Acquapendente non ha ancora l’autorizzazione definitiva. Tre impianti da 5 megawatt. Impianti di piccolo taglio che, come ha fatto notare il manager di Geotermia Italia Diego Righini, servono a dare “la dimostrazione che si può fare geotermia con zero emissioni”. Non solo, ma “il piccolo taglio – ha proseguito – risponde anche a un problema di accettabilità sociale da parte della popolazione. Se proponi un impianto enorme, dalle altre parti del mondo si parte almeno da 30 megawatt, non vieni accolto”.


Viterbo - Flaminia Tosini

Viterbo – Flaminia Tosini


La società rappresentata da Righini punta anche a investire direttamente sul lago di Bolsena. “Ad oggi – ha detto infatti Righini – la geotermia è presente solo nelle province di Grosseto e Pisa. 800 megawatt in tutto. Abbiamo invece la possibilità di arrivare in tutta Italia fino a 7548 megawatt installati. Un’altra rivoluzione dopo quella dell’idroelettrico. 1500 megawatt potrebbero trovare spazio nella Tuscia, nello specifico sui territori attorno al lago di Bolsena. Non solo, ma non c’è alcuna interconnessione tra lo sfruttamento della geotermia e le acque del lago”.


Viterbo - Diego Righini

Viterbo – Diego Righini


I benefici, secondo il manager della società, sarebbero diversi. Vanno infatti dalla possibilità di avere nuove forme di energia e distribuire calore agli edifici pubblici e alle abitazioni del territorio fino al sostegno economico ai comuni coinvolti da parte della società che realizza gli impianti. “Ai comuni – ha sottolineato Righini – diamo subito un milione e mezzo di euro e successivamente 500 mila euro ogni anno. Per tutta la durata dell’investimento”. 


Marta - Protesta contro la geotermia

Marta – Protesta contro la geotermia


Infine il lago di Bolsena che comitati e Regione Lazio vogliono tutelare. Si tratta del più grande lago del Lazio, 114 km² di superficie, e del più grande lago vulcanico d’Europa. Il suo bacino raccoglie le acque di 273 km² di territorio e lungo le sue rive, che si sviluppano per circa 43 km, ci sono importanti centri urbani, con una popolazione complessiva di circa 30mila abitanti. E una storia che va dall’epoca villanoviana ai giorni nostri. Passando per etruschi, romani e longobardi.

Daniele Camilli


Multimedia – Fotogallery: La rivolta delle lenzuola – Video: Le ragioni della protesta – Il documento: Geotermia – La decisione della Regione Lazio

Articoli: Lago di Bolsena, la rivolta delle lenzuola contro il geotermico – “Siamo pronti a investire anche nella zona del lago di Bolsena”


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7 novembre, 2019

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