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Italian Film Festival Berlin - Lo ha ricordato il critico cinematografico Enrico Magrelli in apertura della serata all'ambasciata italiana

“L’Italia seconda solo agli Usa per numero di Oscar vinti”

di Valeria Conticiani

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Italian Film Festival Berlin - La serata all'ambasciata italiana

Italian Film Festival Berlin – La serata all’ambasciata italiana

L’ambasciatore italiano Luigi Mattiolo

L’ambasciatore italiano Luigi Mattiolo

Italian Film Festival Berlin - La serata all'ambasciata italiana

Italian Film Festival Berlin – La serata all’ambasciata italiana

Mario Turetta, direttore generale del cinema per il ministero dei Beni culturali

Mario Turetta, direttore generale del cinema per il ministero dei Beni culturali

Berlino – “L’Italia seconda solo agli Usa per numero di Oscar vinti”. Il critico cinematografico Enrico Magrelli, consueta e storica presenza per l’Italian Film Festival di Mauro Morucci a Berlino, ha introdotto, come da tradizione, il dibattito di ogni serata della sesta edizione dell’evento. Ad apertura e chiusura di ciascuna proiezione con attori, registi e sceneggiatori. Per ogni film in rassegna. E non poteva mancare di farlo anche in ambasciata italiana. Per la serata di saluti e ringraziamenti. Ospiti dell’ambasciatore italiano Luigi Mattiolo. Con la presenza, quest’anno, anche di molti personaggi delle istituzioni e della cultura italiana sia operativi direttamente nella città di Berlino, sia venuti appositamente per l’occasione anche da Roma.

L’Italia – ha esordito Magrelli – dopo gli Usa naturalmente, forse molti e anche molti giornalisti, come me, dunque colleghi, non sanno che è il secondo paese al mondo ad aver ottenuto il maggior numero di Oscar”. Così il critico cinematografico ha aperto le danze e i dibattiti attorno al festival di Morucci. Da quest’anno, Anica è diventato un importante partner del festival. Promuovendo e organizzando con produttori e distributori locali un dialogo sempre maggiore e proficue occasioni di incontro per il cinema italiano, qui in Germania”.

Nelle sale del Kulturbrauerei, viene proiettato prima dell’inizio di ogni film, durante il festival, uno spot sulla Tuscia. Con straordinarie riprese aeree e bellissime inquadrature e immagini che evidenziano il panorama del viterbese e del Lazio. Oltre a dare, naturalmente, risalto a tutti i partner, compreso anche il media partner più affezionato ormai, Tusciaweb. E, da quest’anno, anche uno spot di Anica sul cinema italiano. Che mette in risalto, oltre alla grandezza e alla potenza della cultura cinematografica italiana, anche l’immensità del patrimonio artistico, monumentale, culturale, paesaggistico e ambientale del nostro bel Paese. Due spot uno più emozionante dell’altro. Che amplificano la fierezza di essere e sentirsi italiani. E che forse a volte riescono a destare quell’orgoglio nazionale che negli ultimi tempi si è affievolito, perso o che sembra venire a mancare. Uno spot, a volte, riesce nella sua semplice potenza iconografica e sonora, a suscitare e toccare corde vivide. E ancora meglio talvolta, questo può accadere se si prende un volo per andare a qualche migliaio di chilometri di distanza da casa. Per qualche tempo. Bastano anche pochi giorni.

Perché da lì, spesso, scaturisce un’obiettività di pensiero e di critica che fa comprendere la ricchezza immensa che in Italia è a disposizione. Cosa che si legge immediatamente negli occhi degli stranieri, dei tedeschi nel caso specifico, quando guardano un film italiano o fanno un viaggio in Italia. Ma che spesso da italiani residenti nel proprio paese, avendolo ogni giorno sotto agli occhi, si finisce col dare per scontato.

In questa ottica, il festival italiano del cinema a Berlino quest’anno ha goduto di vari importanti interventi da parte di Mario Turetta, direttore generale del cinema per il ministero dei Beni culturali (Mibact), di Mariella Troccoli, sempre della direzione generale cinema del Mibact, di Ottavia Ricci, general manager dell’Enit, (Ente nazionale italiano del turismo), di Roberto Stabile, responsabile delle relazioni internazionali di Anica, (Associazione italiana industrie audiovisive e multimediali del cinema). E infine, ma non meno importanti, l’ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattiolo, il primo consigliere culturale d’ambasciata italiana, Francesco Leone e Michela De Riso, addetta responsabile dell’Istituto italiano di cultura.

Tutti, in sintonia, hanno evidenziato l’intenzione sinergica e l’impegno sempre crescente di far emergere il cinema italiano e l’immagine dell’Italia all’estero. Di promuovere il bel Paese al di fuori dei propri confini. Sviluppando il turismo, promuovendo il cineturismo e alimentando le collaborazioni con le produzioni e le distribuzioni tedesche. Tra le prime promesse fatte, quella di vedere già dai prossimi anni, sugli schermi del Kulturbrauerei in occasioni come queste, molti film italiani ma coprodotti con la Germania. Lo scopo di incentivare la collaborazione per le coproduzioni dunque sarà d’importanza sempre maggiore. Per mantenere vivo l’obiettivo della promozione turistica dei territori italiani. Un esempio di eccellenza in questo, per la terra della Tuscia in particolare, è stato il comune di Civita di Bagnoregio. Rappresentato a Berlino durante questi giorni del festival dal sindaco Luigi Profili, accompagnato dall’ex sindaco e attuale assessore Francesco Bigiotti. Anch’essi presenti in ambasciata per l’occasione e per lavorare per il proprio territorio.

“Ogni anno – ha concluso Enrico Magrelli – aprire una piccola finestra su un mondo di narrazioni e di creazioni, dà visibilità anche a film meno conosciuti. E tutto questo fa uscire fuori, contrariamente a quanto si immagina, che il cinema italiano non è assolutamente monocorde, né monotono. Ho la certezza che il cinema italiano sia molto amato dagli spettatori tedeschi, così come il contrario. Infatti, in questi giorni di commemorazione per i trent’anni dalla caduta del muro, “Il cielo sopra Berlino” ha riempito nuovamente e ancora le sale. Tutto questo merita questo appuntamento”.

Valeria Conticiani


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18 novembre, 2019

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