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Emergenza meteo - Le associazioni degli agricoltori: "Danni per milioni di euro" - Perse centinaia di colture e bestiame in difficoltà - Il sindaco di Tarquinia, Giulivi: "Chiesto lo stato di calamità, ma la colpa di tutto questo è di politiche insensate" - La pioggia concede una tregua e sul litorale si torna a scuola

Maltempo, la Tuscia si lecca le ferite

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Viterbo – (r.s.) – La Tuscia si lecca le ferite dopo l’ondata di maltempo. A risentirne maggiormente è stato il litorale: Tarquinia e Montalto, dove secondo Confagricoltura “i danni potrebbero ammontare a vari milioni di euro per il settore primario”. Le forti e intense piogge dei giorni scorsi e l’esondazione dei fiumi Marta, Mignone e Fiora “hanno allagato campi con conseguente asfissia radicale dei seminativi e danni alle infrastrutture agricole”. Fortemente compromesse soprattuto le coltivazioni di cavolfiori, finocchi, grano e orzo.

Montalto di Castro flagellata dal maltempo

Ingenti i danni anche agli allevamenti. “Nelle campagne – è il nero bilancio di Coldiretti – si registrano animali isolati, foraggi per alimentazione del bestiame perduti, piante sradicate, serre divelte, semine in difficoltà, ortaggi distrutti, frutteti affogati, attrezzature e macchinari agricoli rovinati e capannoni scoperchiati”. Ma per la confederazione dei coltivatori diretti “non servono elenchi dei disastri, quanto soluzioni immediate dalla politica”.



I sindaci di Tarquinia e di Montalto di Castro hanno chiesto lo stato di calamità naturale. Il nubifragio non si è abbattuto solo su campi e campagne, devastandoli. Le mareggiate hanno gravemente danneggiato anche gli stabilimenti balneari e hanno fatto scomparire quasi completamente le spiagge. “Questa situazione – sottolinea il comune di Tarquinia – ha compromesso, in alcune zone, la prossima stagione balneare mettendo a rischio diverse imprese”. Danni incalcolabili hanno subito le pinete vicine al mare e la riserva naturale delle Saline.

Maltempo - L'esondazione del 2019 a Tarquinia

“Ad oggi – racconta Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia – solo una piccola lingua di terra separa le Saline dal mare. Un danno inimmaginabile. Come importanti sono stati i danni all’agricoltura: non sarà possibile coltivare i campi per tutta la stagione invernale. Gravi i danni anche alle condotte fognarie e alle reti stradali. Le strade di campagna sono impercorribili e totalmente da rifare. Le mareggiate hanno reso inutile il ripascimento del litorale degli anni scorsi costato 15 milioni di euro. Insomma, una ‘bella’ conta. Per milioni di euro”.

Tarquinia, valle del fiume Marta

Giulivi spiega: “Prevedere le ondate di maltempo è possibile. Anche questa volta è stato fatto, lanciando l’emergenza meteo che ha permesso di evitare danni a persone. Ma le esondazioni dei fiumi sono imprevedibili. Il Mignone ha, per sua natura, carattere torrenziale e quando piove intensamente si ingrossa in pochissimo tempo e straripa. Il Marta ha esondato dove deve esondare, ovvero a monte e non a valle. Di conseguenza, è impossibile prevenire gli allagamenti dei campi e anche gli agricoltori ne sono ormai consapevoli. Questi eventi meteorologici così avversi non sono più straordinari. Se fino a qualche anno fa avvenivano ogni 10, 15 anni, ora si ripetono dopo poco tempo. E dobbiamo imparare a farne i conti”.

Maltempo - Mareggiata a Tarquinia Lido

Ma di chi è la colpa? “La nostra – afferma Giulivi -. O meglio di amministratori che negli anni passati invece di fare politiche di prevenzione hanno fatto e vorrebbero ancora fare politiche insensate. La colpa è nostra per tutto ciò che abbiamo e che qualcuno vorrebbe ancora buttare nell’atmosfera. Tipo con il termocombustore. Nel 2020 c’è ancora chi vuole giocare con cose che hanno ricadute negative anche sulla salute”. L’affondo del sindaco è al progetto dell’impianto di recupero energetico (termovalorizzatore) di località Pian d’Organo – Pian dei Cipressi proprio nel comune di Tarquinia.

Montalto di Castro - L'esondazione del Fiora

Secondo i meteorologi dell’aeronautica militare, oggi sul litorale viterbese le piogge dovrebbero concedere una tregua. Riaprono le scuole a Montalto e a Tarquinia, mentre restano chiuse a Pescia Romana. Ma per problemi all’impianto di riscaldamento che, spiega il primo cittadino Sergio Caci, “non può ancora essere messo in funzione”. L’allerta resta comunque alta e i fiumi costantemente monitorati. “Il centro operativo comunale – fa sapere il sindaco Giulivi – rimane aperto e ieri pomeriggio il Marta e il Mignone hanno nuovamente superato il livello di guardia, ovvero i 4,70 metri. Il rischio, ma non è prevedibile, è che tornino a esondare nelle zone di campagna”.

Emergenza maltempo novembre 2019 - Il livello del Tevere a Orte

Sorvegliato anche il Tevere, che comunque in questi giorni non ha mai toccato quote rilevati per l’incolumità di persone e cose. Il picco di piena è stato toccato alle 15,30 di domenica: all’idrometro di Orte Scalo ha segnato i 6,8 metri. L’ultimo aggiornamento della protezione civile, che risale alla mezzanotte tra domenica e lunedì, lo dà a 4,75 metri, sempre all’idrometro di Orte Scalo. Ma la sua portata sarebbe in diminuzione.


Gallery: L’esondazione a Tarquinia dall’alto

Articoli: Comune di Tarquinia: “Colture devastate e danni incalcolabili a stabilimenti, riserva naturale e pinete” – Coldiretti: “Maltempo, non servono elenchi dei disastri ma soluzioni immediate dalla politica” – Confagricoltura: “Maltempo, danni per milioni di euro in agricoltura”


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20 novembre, 2019

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