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Tuscania - Lo spettacolo introspettivo che contamina ed emoziona col linguaggio della danza contemporanea è andato in scena al teatro comunale

“Little something”, una poesia sulla vita tra danza e teatro 


di Valeria Conticiani

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“Little something”

“Little something”

“Little something”

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“Little something”

“Little something”

“Little something”

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Tuscania – Un messaggio di amore per la vita. Con la coreografia di Loredana Parrella, la notte di halloween a Tuscania è andato in scena al teatro comunale Rivellino-Veriano Luchetti, uno spettacolo delicato ed emozionante di recitazione attraverso il movimento.

Di danza contemporanea e messaggi narrati con stile originale. Una poesia sulla vita. Una scenografia essenziale ma significativa nella sua semplicità simbolica. Un invito a guardare sempre dentro. Dove l’invisibile diventa visibile. Il vuoto diventa pieno. Attraverso la danza e le parole.

Con colonne sonore scelte con appropriata vivacità e attenzione. E una voce narrante calda e rassicurante che guida a osservare senza timore l’essere umano. Lle sue imperfezioni e paure. La sua immensità. Pur nell’essere o nel sentirsi talvolta piccolo. Un incitamento a cercare la chiave. Della vita. Ma non nella grandezza.

Piuttosto nell’ordinarietà del quotidiano. Raccontando in modo lieve ma efficace la fatica di ciascuno nel trovare sé stesso e un proprio equilibrio. La propria centratura. Uno spettacolo che nel 2017 ha ottenuto il premio “I Teatri del Sacro”.

Quando la voce delle piccole cose tende a portare a qualcosa di più grande, la danza diventa un percorso introspettivo. Uno show insolito e di successo proposto nella sera del 31 ottobre, sul palco del teatro comunale. Un progetto teatrale che orienta alla ricerca del sé. E alla sua costruzione. Un susseguirsi di movimenti corporei che traducono sentimenti. Ricercati ma armonici al contempo.

Come a voler rappresentare in ciascun gesto una costruzione, un linguaggio, un discorso metaforico per raccontare un viaggio. Quello per la costruzione del sé. Quando la coreografia traduce l’introspezione attraverso i gesti dei cinque interpreti che la esprimono esibendosi.

Come tensione verso il divenire. Un’opera nata dal testo di François Garagon, poi rielaborato da Beatrice Balla. Che contrappone, nelle sue espressioni dinamiche, la filosofia dell’essere con quella dell’avere. Quando, seppure partendo dalla condizione di essere una piccola cosa – da cui l’origine del titolo dell’opera “Little something”, della compagnia Cie Twain, – si tende a divenire un qualcosa di più grande. E di potente anche.

Come aspirare di diventare ed essere, ognuno, un grande amore senza fine. Sulle musiche di Current. Con i costumi di Andrea Grassi. La voce narrante di Enea Tomei. E la distribuzione curata da Yoris Petrillo. Un progetto sostenuto da MiBact – Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Regione Lazio – Assessorato alla Cultura. Una proposta culturale tutta da scoprire e godere.

Valeria Conticiani



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2 novembre, 2019

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