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Tribunale - Alla sbarra una guardia ambientale volontaria - Per l'imputato via libera al patteggiamento di una sanzione di 600 euro

In macchina con un coltello a serramanico lungo 9 centimetri, se la cava con una multa

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Roberto Fava

Roberto Fava

Capranica – Pizzicato in auto dai carabinieri con un coltello a serramanico dalla lama a punta lunga nove centimetri,  se la cava con una sanzione di 600 euro, inflittagli ieri dal giudice penale. Protagonista una guardia ambientale volontaria 39enne di Capranica fermata per un controllo e denunciata a piede libero per porto d’arma impropria, mentre era al volante della sua vettura, il 10 marzo 2018.

La sua colpa? Avere omesso di rimuovere il coltello dalla macchina.  

L’uomo, difeso dall’avvocato Roberto Fava, ha rischiato grosso, in base alla legge del 1975 passata alla storia come “Legge Reale” che, varata negli anni di piombo per esigenze di ordine pubblico legate al terrorismo, mise in crisi e costrinse a cambiare abitudini migliaia di contadini italiani.

“Nelle nostre campagne, andare in giro col coltello, la roncola o il falcetto in tasca era un’abitudine. Per loro non erano armi, ma semplicemente attrezzi da lavoro, dai quali i contadini non si speravano nemmeno per andare al bar”, ricorda l’avvocato Fava, forte della sua esperienza di otto anni da pretore reggente nella pretura di Valentano, priva di titolare e successivamente alla chiusura della pretura di Valentano, presso la pretura di Viterbo e Montefiascone, quindi come componente del tribunale di Viterbo.

Nel 1978 si proposero modifiche in senso restrittivo della Legge Reale che provocarono l’opposizione ostruzionistica dei radicali e dei missini. Il 30 giugno 1977 il Partito Radicale presentò richiesta di referendum abrogativo della legge n. 152/1975. La consultazione referendaria si tenne nelle giornate dell’11 e 12 giugno 1978 ma ebbe esito negativo, pertanto la legge non fu abrogata.

“Da sempre sostengo che, per considerare ‘atta ad offendere’ un’arma, bisogna tenere conto anche delle ‘qualità della persona’, come il lavoro svolto. Il caso del mio assistito, che fa la guardia ambientale, è esemplare. Quando è stato fermato, l’anno scorso, stava andando per boschi ed è il motivo per cui aveva in macchina il coltello a serramanico, non certo per offendere”, sottolinea il legale.

“Il pubblico ministero ha condiviso la tesi, accogliendo la richiesta di patteggiamento. E una ulteriore conferma di essere, in prospettiva, sulla strada giusta è venuta dal via libera del giudice Giacomo Autizi, che ha accolto la richiesta di chiudere la vicenda penale con una sanzione di 600 euro, con la riduzione di un terzo della pena prevista dal rito. Una sentenza che, a mio parere, farà giurisprudenza”, la conclusione dell’avvocato Fava, che prima dell’udienza ha anche depositato una memoria. 

“L’articolo 4 della legge – ricorda – impone a agricoltori e allevatori di avere cura di rimuovere dall’auto coltelli, asce, roncole ogniqualvolta la usano per recarsi in luoghi diversi da quelli di lavoro, anche più volte al giorno, una dimenticanza o una leggerezza punita con pesanti sanzioni. Troppo pesanti, a distanza di 44 anni dal varo di una legge che ha fatto discutere per il suo rigore”. 

Silvana Cortignani

 


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8 novembre, 2019

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